Entra in esercizio l’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia. Esulta la Giunta ma resta l’incognita Tar

Udine – La Terna ha annunciato l’entrata in esercizio del contestato elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia. L’elettrodotto è inserito dal 2003 nel Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale.

I 40 chilometri di nuova linea, realizzati con un investimento di circa 110 milioni di euro, permetteranno di iniziare le attività di demolizione di 110 chilometri di vecchie linee e circa 400 tralicci in 30 Comuni della bassa friulana, con benefici per 680 edifici collocati a 100 metri dalle vecchie linee e la liberazione dalla servitù di elettrodotto di 367 ettari di territorio.

“Si completa un’opera la cui realizzazione ha avuto un iter travagliato, ma che ora dà una risposta concreta alle esigenze di approvvigionamento energetico di imprese e famiglie di una vasta area”.

Questo il commento della presidente della Regione, Debora Serracchiani, dopo che il gestore della rete elettrica nazionale ha comunicato la messa in funzione dell’opera.

Riferendosi al confronto che, negli anni, si era sviluppato sull’utilità dell’elettrodotto e sulla eventualità di individuare soluzioni alternative, Serracchiani ha ribadito la convinzione che “quanto è stato realizzato rappresenta un buon punto di equilibrio tra esigenze del territorio e sostenibilità ambientale”.

“Tuttavia – ha aggiunto – con Terna abbiamo portato a compimento una proficua trattativa, che si è tradotta in una convenzione quadro nella quale, rispetto al progetto originario, abbiamo preteso e ottenuto previsioni migliorative, quali maggiori compensazioni a favore dei Comuni, tempi più rapidi e certi per la dismissione delle reti elettriche obsolete, riduzione del campo elettromagnetico e del consumo del suolo”.

Soddisfazione per il completamento dell’opera è stato espresso anche dal vicepresidente e assessore alle Attività produttive, Sergio Bolzonello.

“La garanzia di adeguate forniture di energia è indispensabile per le industrie della zona”, ha affermato, ricordando in particolare che “questo elettrodotto era un prerequisito per ulteriori investimenti da parte delle acciaierie Danieli, che altrimenti sarebbero state addirittura a rischio di delocalizzazione”.

La realizzazione dell’elettrodotto è stata fortemente avversata da un comitato composto da sette comuni interessati dal passaggio (Palmanova, Mortegliano, Pavia di Udine, Trivignano Udinese, San Vito al Torre, Lestizza e Basiliano) che avevano presentato ricorso al Tar contro l’opera nel 2013.

Dopo un lungo iter, la Terna aveva ricevuto nuove autorizzazioni ed aveva ripreso i lavori nel marzo di quest’anno, nonostante le proteste del comitato, che aveva inoltrato un nuovo ricorso.

Come ha ricordato il consigliere regionale M5S Cristian Sergo “l’iter non si può ancora definire completato. L’ultima parola, infatti, spetterà di nuovo alla magistratura e a ottobre il Tar tornerà a occuparsi della vicenda”.