La storia: Shir Misan, una stella di 21 anni fra teatro, danza e canto

Trieste – Quando vedo, ascolto e scopro qualcuno o qualcosa che desta la mia attenzione e mi fa vibrare emotivamente cerco di conoscerla, di scoprire la sua storia e di scriverci sopra.

Shir Misan l’ho vista esibirsi nel suo spettacolo “Spreading my wings” al teatro Miela a Trieste e la potente energia con cui calca il palco mi ha conquistato, oltre ad aver conquistato il pubblico presente.

Così nella forma che più mi appartiene mi sono fatta raccontare qualcosa di lei e della sua storia per poterla condividere con voi.

Shir Misan è una promessa, ma non tutti sanno chi è.
Ci racconti qualcosa di te?

Sono una ragazza energica e determinata ed ho ventun anni . Il mio nome, Shir Misan, significa canzone in ebraico e credo che i miei genitori avessero già capito che la vita artistica sarebbe stata la mia strada.

Nata e cresciuta a Trieste, non mi sono mai sentita libera di esprimermi totalmente. La passione così ardente per lo studio mi ha portata fin da giovanissima a studiare danza, canto e recitazione a Trieste fino a girare l’Italia per partecipare a stage di Musical Theatre.

Così, finito il liceo, ho preparato le mie valigie e sono partita per New York con l’obiettivo di entrare nel business artistico americano e d’intraprendere il mio percorso verso Broadway.

A New York ho studiato all’American Musical and Dramatic Academy, una delle più prestigiose scuole di Musical della City. Finita l’accademia mi sono buttata nel mondo del lavoro negli Stati Uniti dove ho ricevuto molte soddisfazioni nel mondo artistico: ho scritto un mio spettacolo, “The Next Stage – A Life Journey through Song” prodotto da Salsera Productions, ho girato alcuni cortometraggi e mi sono esibita in molti teatri di prosa e di musical.

La tua passione per la recitazione risale a …?

La mia passione è nata quando avevo sei anni. Alla scuola elementare era previsto il classico spettacolo di fine anno. Ricordo ancora adesso l’emozione delle prove, della costruzione dei personaggi e del ricevere il copione.

Erano emozioni così grandi quella della preparazione e dell’attesa che superavano di gran lunga quella di salire sul palco.

In generale penso che il risultato finale di uno spettacolo sia il prodotto di ore e ore di sperimentazione e lavoro dietro le quinte a cui molte volte non viene dato il giusto credito. Arrivata alle superiori ho deciso di iniziare a prendere lezioni in un’accademia e studiare recitazione con serietà.

A posteriori mi rendo conto che uno studio intensivo non lo si può affrontare prima di una certa età, perché non si hanno ancora le esperienze adatte e la consapevolezza di chi siamo veramente.

A Trieste hai portato in scena al Teatro Miela lo spettacolo “Spreading my wings”, un mix di danza, canto e recitazione. Da dove hai tratto spunto per la realizzazione di questa pièce?

Quando ho deciso di realizzare questo mio spettacolo volevo portare in scena qualcosa di personale, della mia vita, ma allo stesso tempo uno show in cui il pubblico si sentisse coinvolto emotivamente.

Tutti ci siamo sentiti almeno una volta nella vita confusi sui nostri progetti futuri oppure spaventati nell’inseguire i nostri sogni e obiettivi più grandi. La realtà è che il terrore e la confusione sono normali, anzi! Sono fasi essenziali per la nostra crescita personale. Solo credendo in noi stessi e inseguendo i nostri sogni con determinazione e tenacia questi diventeranno realtà e ci porteranno ad un successo personale.

Nel mio spettacolo ho racchiuso tutte queste emozioni ed il percorso di vita che tutti noi compiamo a diverse età. Il riferimento al volo nel titolo dello spettacolo è infatti un richiamo al mio trasferimento a New York, la svolta del mio percorso artistico.

Sei autrice di altri spettacoli?

Il primo spettacolo scritto interamente da me si chiama “The Next Stage – A Life Journey through Song” (Il prossimo palco – Un percorso di vita raccontato in musica). È stata una soddisfazione ed emozione grandissima poter portare in scena una mia creazione nella città dei miei sogni: New York.

Sono riuscita a trovare un produttore che ha creduto in me e nel mio spettacolo e che ha deciso di metterci non solo il suo nome, ma anche finanziarlo! In questo momento non ho altri spettacoli pronti nel cassetto, ma so già che quando meno me l’aspetterò arriverà l’ispirazione e mi butterò a capofitto sul prossimo show.

Preferisci la danza o la recitazione?

La danza è stata la mia prima passione e ha un posto speciale nel mio cuore. Solo dopo aver conosciuto il Musical Theatre ho capito che ci si poteva esprimere anche con il canto e la recitazione.

La passione anche per queste altre due arti è cresciuta così tanto da farmi capire di voler diventare un’artista completa, a 360 gradi, e di volermi esibire sia con la danza che col canto e la recitazione.

Ora amo tutte e tre le discipline e non ho una vera preferenza. Certo… una volta entrata nel business artistico ho capito quali fossero i miei punti forti e come farli emergere al meglio.

Dove ti sei formata?

A Trieste mi sono formata in diverse scuole: l’Accademia di Musical Theatre per la recitazione, Arteffetto e con Cristina D’Amore per la danza, mentre per il canto ho preso lezioni private per uno sviluppo più personalizzato.

Dopo la maturità scientifica sono volata a New York dove ho superato l’audizione per una delle più prestigiose accademie di Musical Theatre, l’American Musical and Dramatic Academy, ottenendo anche una borsa di studio. È stata una delle esperienze più belle e formative, ma allo stesso tempo più dure della mia vita.

Sei giovanissima e calchi le scene con leggerezza e padronanza. A chi ti guarda, quasi per osmosi, trasmetti energia allo stato puro. I tuoi desideri si realizzano nei tuoi progetti?

Prima di tutto la ringrazio moltissimo perché nelle domande che mi fa riesco ad esprimere alcuni pensieri che non ho ancora avuto modo di raccontare. Il mio obiettivo quando mi approccio ad un nuovo spettacolo è sempre quello di riuscire a trasmettere emozioni al pubblico.

Voglio che la gente esca dal teatro ancora ripensando a ciò che ha visto e provato. Sono una ragazza con i piedi per terra e questo business non è facile, per questo motivo quando riesco a stare su un palco voglio e dare il massimo di me stessa.

Cittadina del mondo, come quasi tutti i talenti: dove ti senti più a casa?

Chiudendo gli occhi e pensando alla parola “casa” in questo momento vedo New York. Trasferita nella Grande Mela a diciott’anni ho creato legami personali e professionali fortissimi. New York mi ha fatto crescere in maniera enorme e mi ha fatto diventare una donna più forte.

Tornare a Trieste mi dà sempre molta felicità perché so di ritrovare un ambiente familiare che mi supporta e crede in me. I legami con le mie amicizie d’infanzia sono rimasti e sono sempre contentissima di rivedere tutti. La calma di Trieste e la realtà cittadina mi mancano spesso.

Trieste – New York – Broadway – Los Angeles traccia una mappa emotiva di questo viaggio?

Trieste è il luogo dell’infanzia, ambiente sicuro dove posso tornare ed essere sempre accolta con un abbraccio.

New York è stato il grande cambiamento – da città a metropoli – dove ho imparato a contare solo su me stessa. New York è formazione ma anche quotidianità.

Broadway? Sarebbe il raggiungimento dei miei sogni. Ogni volta che vado a vedere uno spettacolo a Broadway dico a me stessa che un giorno sarò io su quei palchi.

Los Angeles è il prossimo obiettivo e la prossima meta. Mi sono avvicinata al mondo del cinema girando cortometraggi a New York e non manca di affascinarmi. Obiettivo del 2018 è andarci per qualche mese e provare ad entrare anche in quel business.

Serenella Dorigo