Il poeta friulano Pierluigi Cappello è morto. Amatissimo per le sue liriche in friulano ed italiano

Udine – Il 1° ottobre è morto nella sua casa di Cassacco il poeta e scrittore Pierluigi Cappello. Nato a Gemona del Friuli nel 1967, aveva vissuto a lungo a Chiusaforte (Ud).

Aveva studiato presso l’Istituto Malignani di Udine nella sezione Aeronautica. Un incidente di motocicletta, occorsogli nel 1983, aveva bruscamente interrotto il suo sogno di diventare pilota.

La sua passione per la lettura fu la forza che lo sostenne per ricominciare. “Il tessuto cicatriziale delle mie ferite è sempre stata la lettura – disse durante un incontro al Teatro Verdi di Pordenone, nel 2008 – nel periodo tra prima e dopo il terremoto, come tra prima e dopo l’incidente”.

Cappello, dopo aver frequentato la facoltà di Lettere all’Università di Trieste, aveva diretto la collana di poesia “La barca di Babele” edita a Meduno e fondata da un gruppo di poeti friulani nel 1999.

Ricchissima la sua produzione letteraria in versi ed in prosa, in friulano e in italiano.

Esordì nel 1994 con la raccolta «Le nebbie»; poi «La misura dell’erba» (1998), «Amôrs» (1999), «Dentro Gerico» (2002).

Con «Dittico» (Liboà, Dogliani 2004) ha vinto il premio Montale Europa di poesia.

«Assetto di volo» (Crocetti, Milano 2006) è stato vincitore dei premi Pisa (2006) e Bagutta Opera Prima (2007).

Nel 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta di prose e interventi intitolata «Il dio del mare» (Lineadaria, Biella 2008).

Nel maggio 2010 pubblica «Mandate a dire all’imperatore» (Crocetti, Milano 2010), col quale vinse il premio Viareggio-Repaci.

Nel 2013 Rizzoli pubblica la sua prima opera narrativa: «Questa libertà» ed in contemporanea anche la raccolta di tutte le poesie «Azzurro elementare».

Sempre nel 2013 vince il Premio Cavallini per la poesia; l’Università di Udine gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze della formazione e la cittadinanza onoraria.

Ancora nel 2013 riceve la cittadinanza onoraria del comune di Tarcento, dove ha creato e diretto per anni la rassegna intitolata “Lo sguardo della poesia, restare umani. Percorsi di poesia contemporanea”.

Al Festival Vicino Lontano del 2014, aveva vinto il premio letterario internazionale Terzani ex aequo con Mohsin Hamid.

Lo scorso anno è uscito «Stato di quiete» (Rizzoli), la raccolta di poesie che completa «Azzurro elementare».

Lascia una comunità di letterati, amici e lettori fedeli, innamorati delle sue liriche schiette, coraggiose, ed allo stesso tempo serene.

“Ho perso per strada i miei compagni di scuola, gli amici, i compagni dell’ospedale. – Raccontò in una serata di letture. – Ho perso un corpo sano e qualsiasi aspirazione a diventare pilota. L’unica cosa sopravvissuta è la letteratura, prima clandestina oggi sovrana delle mie giornate. Uso i libri come mezzi di trasporto”.

Nella foto, Pierluigi Cappello – in basso, secondo da sinistra – al Premio “Giuseppe Malattia della Vallata” edizione 2016.

(Foto credits: Maurizio Salvador)

 

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