Guerra e incertezza nella vita quotidiana, gli psicologi del Friuli Venezia Giulia spiegano come reagiamo

FVG – Le notizie che arrivano dai fronti di guerra, insieme alle tensioni internazionali e alle preoccupazioni economiche, entrano sempre più spesso nella vita quotidiana.

Anche quando i conflitti sono lontani, il loro impatto emotivo raggiunge le case, le conversazioni e il modo in cui le persone immaginano il futuro.

Secondo le psicologhe e gli psicologi del Friuli Venezia Giulia, questo clima di incertezza produce reazioni diverse. Alcune persone vivono gli eventi con forte intensità emotiva. Si tratta spesso di individui abituati a pianificare e a mantenere un certo controllo sulla realtà. Quando il contesto diventa imprevedibile, l’ansia può crescere. Le notizie pesano di più, il riposo notturno diventa meno sereno e la mente appare più affaticata. Anche una guerra lontana può trasformarsi in una presenza costante che influisce sulla concentrazione, sui rapporti personali e sull’equilibrio familiare.

Altre persone scelgono invece un approccio più distaccato. Non negano ciò che accade, ma introducono una distanza emotiva tra sé e gli eventi. Questo atteggiamento consente di continuare la vita quotidiana senza sentirsi travolti dal flusso di notizie. Ci si informa, ma con misura; si segue l’attualità, ma con la percezione che riguardi un contesto lontano. Non è indifferenza. È una forma di protezione che aiuta a preservare la stabilità emotiva quando la realtà appare troppo carica di tensioni.

Queste due modalità non si escludono. Sono strategie diverse che permettono alle persone di mantenere un equilibrio in una fase storica complessa. Ognuno reagisce secondo la propria storia personale e la propria sensibilità. La psicologia invita a riconoscere queste differenze e a considerarle legittime.

«In momenti come questo – spiega Maurizio Sgambati, referente per la comunicazione dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia – è importante ricordare che le reazioni emotive delle persone non sono segni di debolezza, ma tentativi naturali di adattamento. La psicologia può offrire strumenti utili per comprendere ciò che proviamo e per ritrovare equilibrio».

Alcune abitudini possono aiutare a gestire meglio l’impatto delle notizie. Limitare il tempo dedicato all’informazione evita una esposizione continua ai contenuti più allarmanti. Il confronto con persone di fiducia alleggerisce le preoccupazioni.

Il riconoscimento delle proprie emozioni rappresenta un passo utile per evitare che diventino un peso difficile da gestire.

Un’attenzione particolare riguarda i più giovani: ascoltare le loro domande e offrire spiegazioni adeguate alla loro età contribuisce a rafforzare il senso di sicurezza.

Il Friuli Venezia Giulia ha già attraversato momenti difficili nella sua storia recente e ha mostrato una forte capacità di solidarietà e ricostruzione. In questo contesto la psicologia svolge anche una funzione sociale. Non riguarda solo il sostegno individuale, ma anche l’analisi dei fenomeni collettivi, la prevenzione del disagio e la promozione del benessere nei servizi, nelle scuole e nei luoghi di lavoro.

«In un periodo in cui tutto appare incerto – osserva Eva Pascoli, presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia – ricordare che le nostre reazioni hanno un senso e che non siamo soli nel viverle può aiutare a ritrovare respiro. La presenza degli psicologi vuole offrire ascolto e accompagnare le persone attraverso questo tempo difficile».

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