Imprese del Triveneto, l’analisi: scarsa consapevolezza su fisco, risorse umane e tutela del patrimonio
FVG – Una gestione aziendale ancora frammentata, con criticità che si concentrano soprattutto negli ambiti fiscale, legale e delle risorse umane. È il quadro che emerge da un’analisi condotta dalla rete di esperti “Partner d’Impresa” su oltre 300 imprese del Triveneto tra gennaio 2024 e novembre 2025, che mette in evidenza una diffusa carenza di consapevolezza su temi centrali per la sostenibilità delle aziende e per la tutela personale degli imprenditori.
Sul fronte fiscale, i dati segnalano un livello di informazione limitato: il 42,95% degli imprenditori dichiara di non avere una chiara idea della pressione fiscale complessiva sulla propria attività, mentre quasi la metà non si aggiorna regolarmente sulle novità normative. Oltre il 50% non sa con precisione a quanto ammonteranno le imposte da versare nell’anno in corso. A questo si aggiunge una conoscenza parziale degli strumenti disponibili per ridurre il carico fiscale: più del 42% non li utilizza e quasi tre quarti degli intervistati non conoscono il Trattamento di Fine Mandato, una forma di accantonamento per l’imprenditore fiscalmente detraibile.
Anche la gestione delle risorse umane presenta luci e ombre. Se da un lato il 59% delle imprese si affida a consulenti specializzati per le assunzioni, dall’altro solo poco più della metà investe con regolarità in percorsi formativi per i dipendenti. Restano marginali le pratiche di team building, adottate da meno del 30% delle aziende, e i sistemi premianti per i collaboratori più produttivi, presenti in circa un terzo dei casi. Ampio il ricorso limitato a strumenti di analisi del clima interno: due imprese su tre non hanno mai rilevato in modo strutturato il livello di soddisfazione dei propri dipendenti. Inoltre, oltre il 70% non dispone di un regolamento aziendale formalizzato e condiviso, un elemento che può esporre a rischi in caso di contenziosi.
Un ulteriore nodo riguarda la tutela del patrimonio personale degli imprenditori. Sebbene una larga maggioranza abbia sottoscritto polizze infortuni o vita, oltre il 70% ammette che, in caso di cessazione dell’attività lavorativa, il patrimonio accumulato non sarebbe sufficiente a mantenere l’attuale tenore di vita. Un dato che evidenzia la difficoltà di separare il destino dell’impresa da quello personale, con una pianificazione patrimoniale spesso relegata in secondo piano.

