Giorno del Ricordo in Friuli Venezia Giulia, cerimonie in vari luoghi della regione

FVG – Il 10 febbraio, Giorno del Ricordo, si sono svolte cerimonie in tutto il territorio regionale in Friuli Venezia Giulia, con la partecipazione del presidente della Regione, degli assessori regionali e di numerose autorità civili, militari e religiose. Da Trieste a Udine, da Pordenone a Monfalcone, le commemorazioni hanno richiamato il valore della memoria delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata come fondamento per una cultura del dialogo e della responsabilità storica.

A Trieste, l’arrivo del Treno del Ricordo alla stazione centrale ha rappresentato uno dei momenti simbolicamente più rilevanti della giornata. Il vicegovernatore Mario Anzil, presente insieme all’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, ha sottolineato come l’iniziativa offra «l’opportunità di mantenere viva la memoria su una vicenda tragica che è parte della nostra identità», ribadendo l’impegno della Regione nel promuovere «una nuova cultura di frontiera» fondata sulla conoscenza della storia come condizione per guardare avanti «con consapevolezza e responsabilità».

Sempre a Trieste, al sacrario di Basovizza, si è svolta la cerimonia centrale del Giorno del Ricordo, alla presenza del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, dei ministri Matteo Salvini e Luca Ciriani e del sindaco Roberto Dipiazza. Nel suo intervento, Fedriga ha richiamato con forza il valore della verità storica come antidoto all’odio, mettendo in guardia contro «il negazionismo e il riduzionismo sull’orrore delle foibe», che continuano ad alimentare divisioni. «L’albero della pace si nutre di un principio fondamentale: la verità – ha affermato –. La responsabilità del futuro è di ognuno di noi, perché non dobbiamo consegnare alle future generazioni una terra d’odio ma di dialogo e speranza».

Nel corso della mattinata, l’assessore Roberti aveva partecipato anche alla cerimonia di Basovizza, invitando a un impegno quotidiano per «rendere giustizia non solo agli esuli e a chi è rimasto infoibato, ma a tutto il popolo italiano», con un appello particolare alle istituzioni e al volontariato affinché le nuove generazioni siano sempre più coinvolte nella trasmissione della memoria. Sullo stesso luogo, l’assessore alle Finanze Barbara Zilli ha richiamato il dovere della memoria come strumento contro «ogni forma di odio e violenza», ricordando come le foibe rappresentino «una ferita profonda nella nostra storia».

A Udine la cerimonia principale si è svolta nel parco Martiri delle foibe, con la deposizione della corona d’alloro. L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha definito il Giorno del Ricordo un «atto necessario per restituire dignità a una storia a lungo taciuta», sottolineando come la memoria delle persecuzioni non debba restare un tributo al passato, ma diventare «un monito per il presente contro violenza e intolleranza».

A Monfalcone, al monumento di via Fratelli Rosselli, l’assessore al Patrimonio Sebastiano Callari ha parlato di una tragedia «a lungo oscurata dal silenzio ideologico», ribadendo che le violenze delle foibe non furono solo uno scontro politico, ma una persecuzione mirata a cancellare la presenza italiana. Rivolgendosi in particolare agli studenti presenti, Callari ha invitato a riscoprire la verità storica come base per costruire un futuro consapevole.

A Pordenone, infine, l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha aperto le iniziative con la deposizione di una corona alla lapide dei martiri delle foibe, ricordando come gli esuli giuliano-dalmati abbiano rappresentato «una risorsa autentica» per la comunità regionale e nazionale, capaci di trasformare il dolore del distacco in impegno civile e testimonianza morale.

Una giornata di commemorazioni che, nel solco della memoria, ha ribadito il ruolo del Friuli Venezia Giulia come terra di confine chiamata a custodire la verità storica e a tradurla in dialogo e responsabilità verso le generazioni future.

Condividi