Oltre un milione di contratti: il 2025 consacra il Noleggio a Lungo Termine come scelta degli italiani
Nel 2025 il mercato italiano dell’auto ha vissuto una trasformazione silenziosa ma profonda. Mentre le immatricolazioni complessive si sono mosse in un contesto solo moderatamente dinamico, il canale del noleggio ha continuato a crescere con forza, ridefinendo gli equilibri dell’automotive nazionale. Secondo le elaborazioni dell’UNRAE su dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i contratti di lungo periodo per autovetture e fuoristrada hanno superato quota 1,1 milioni, con un incremento del 16,1% rispetto all’anno precedente.
Parallelamente, le analisi condotte da ANIASA insieme a Dataforce indicano che il noleggio, nelle sue diverse forme, ha raggiunto una quota di mercato del 30,6% sulle nuove immatricolazioni di auto e veicoli commerciali leggeri, consolidando il proprio ruolo di canale strutturale per la mobilità italiana. In questo scenario, il lungo periodo emerge non più come una nicchia del mercato, ma come una delle principali modalità di accesso all’auto per imprese, professionisti e, in misura crescente, anche per i privati.
Un mercato in piena espansione: i numeri del 2025
I dati consuntivi raccontano un settore in forte accelerazione. Nel 2025 i contratti di lungo periodo per autovetture e fuoristrada hanno raggiunto circa 1.101.630 unità, segnando il volume più elevato degli ultimi anni e superando nettamente i livelli registrati dal 2021.
La crescita del 16,1% rispetto al 2024 assume particolare rilievo se confrontata con l’andamento del mercato nel suo complesso, caratterizzato da una dinamica meno vivace. Le immatricolazioni a noleggio, considerando lungo e breve termine, mostrano una progressione significativa a fronte di un contesto generale che presenta fasi alterne e segnali di rallentamento.
All’interno di questo perimetro, il lungo periodo rappresenta il segmento più consistente e maturo. La combinazione tra prevedibilità dei costi, servizi inclusi (manutenzione, assicurazione, assistenza) e capacità di aggiornare frequentemente la flotta ha reso questa formula particolarmente attrattiva in un contesto economico segnato da inflazione, incertezza sul valore residuo e forte innovazione tecnologica sui modelli disponibili.
Aziende protagoniste, privati in forte recupero
La fotografia della domanda mostra come il motore principale della crescita resti il mondo delle imprese. Le elaborazioni UNRAE indicano che nel 2025 la grande maggioranza dei contratti è stata sottoscritta da società, mentre la quota dei privati, pur minoritaria, è in progressivo consolidamento. Entrambi i segmenti scelgono sempre di più di passare al noleggio a lungo termine, ma con dinamiche differenziate: le aziende continuano a utilizzare il lungo periodo come strumento ordinario di gestione delle flotte, mentre le persone fisiche evidenziano tassi di crescita più elevati, pur partendo da volumi inferiori.
Per il mondo corporate, il lungo periodo è ormai un tassello strutturale delle politiche di mobilità. La possibilità di pianificare con precisione il costo chilometrico, esternalizzare la gestione operativa del parco veicoli e adeguare rapidamente la composizione della flotta alle esigenze produttive rende la formula adatta a imprese di ogni dimensione, dalle grandi realtà multinazionali alle piccole e medie imprese.
Per i privati, la crescita riflette un cambiamento di mentalità. Il canone mensile “tutto incluso” viene percepito come risposta alla volatilità dei prezzi dell’energia, alla complessità delle coperture assicurative e alla rapida evoluzione delle tecnologie di bordo. L’accorciarsi della durata media dei contratti, che in molte offerte si attesta su orizzonti inferiori ai due anni, rafforza ulteriormente la percezione di flessibilità, riducendo l’impegno temporale rispetto all’acquisto tradizionale.
Dal possesso all’utilizzo: il cambiamento delle abitudini di mobilità
Per un numero crescente di automobilisti, il noleggio a lungo termine rappresenta oggi una forma di accesso all’auto che privilegia l’utilizzo rispetto alla proprietà, con il baricentro spostato sulla certezza dei costi e sulla qualità del servizio.
Il superamento del 30% di quota di mercato da parte del complesso dei canali di renting indica un cambiamento strutturale nelle modalità con cui famiglie e imprese si approcciano alla mobilità privata e aziendale. La diffusione di strumenti digitali per la preventivazione, la sottoscrizione dei contratti e la gestione dei servizi post-vendita rende queste soluzioni più accessibili anche a chi non ha una particolare familiarità con il mondo del fleet management.
Sul piano culturale, si afferma l’idea dell’auto come servizio continuativo più che come bene durevole da possedere per molti anni. La maggiore prevedibilità della spesa, unita alla possibilità di cambiare veicolo con frequenza, si intreccia con il rapido susseguirsi delle innovazioni in ambito sicurezza attiva, connettività e assistenza alla guida. L’utilizzatore finale può così beneficiare di dotazioni più aggiornate senza esporsi al rischio tecnologico tipico dell’acquisto.
Sostenibilità, nuove alimentazioni e rinnovo del parco circolante
Uno degli aspetti più rilevanti del lungo periodo riguarda il contributo al rinnovo del parco veicoli e alla diffusione di tecnologie a minore impatto ambientale. Le analisi delle associazioni di settore mostrano come, nel noleggio, la presenza di modelli ibridi ed elettrificati sia più elevata rispetto alla media del mercato (ancora lontana dalle medie europee).
Le alimentazioni ibride, nelle loro diverse declinazioni, stanno occupando una quota crescente dei contratti, mentre le vetture ricaricabili – ibride plug-in ed elettriche pure – evidenziano una dinamica di crescita particolarmente sostenuta nel canale del lungo termine. Questa tendenza suggerisce che le flotte aziendali e gli operatori professionali stiano svolgendo un ruolo di apripista nella transizione verso forme di mobilità a basse emissioni.
La rotazione relativamente rapida dei veicoli, con durate dei contratti inferiori rispetto all’orizzonte di utilizzo tipico dei privati che acquistano l’auto, consente di immettere sul mercato dell’usato un numero consistente di vetture recenti, dotate di standard di sicurezza e di emissioni più avanzati rispetto alla media del parco circolante italiano. In questo modo, il lungo periodo non si limita a offrire una soluzione “chiavi in mano”, ma diventa anche uno strumento indiretto per svecchiare il parco nazionale e favorire la diffusione di tecnologie più efficienti.
Un pilastro per l’automotive nazionale
La quota del 30,6% sulle immatricolazioni di auto e veicoli commerciali leggeri attribuita al noleggio nel 2025 conferma il ruolo centrale di questo canale per l’intera filiera automotive.
Il peso crescente del lungo periodo ha riflessi anche sui comparti collegati: assicurazioni, manutenzione e riparazione, servizi di mobilità integrata. Le flotte in renting costituiscono una quota rilevante delle auto che transitano per le officine autorizzate e indipendenti, alimentano le piattaforme di remarketing dell’usato e interagiscono in misura crescente con soluzioni di mobilità condivisa e di car sharing aziendale.
La combinazione tra crescita dei volumi, evoluzione delle alimentazioni e centralità nei processi di rinnovo del parco rende il lungo periodo uno dei principali pilastri attraverso cui interpretare lo stato di salute e le prospettive dell’automotive italiano.
Prospettive e nodi aperti per i prossimi anni
I dati del 2025 indicano un settore in espansione, ma anche alcune questioni aperte che le associazioni di categoria stanno ponendo con crescente insistenza. Tra i temi più rilevanti rientra la fiscalità applicata alle flotte aziendali, considerata un elemento chiave per sostenere sia il rinnovo del parco, sia la diffusione di veicoli a basse o zero emissioni. Un’eventuale revisione di questi meccanismi potrebbe incidere sensibilmente sulla convenienza relativa tra acquisto e noleggio e sulla composizione delle flotte in termini di alimentazioni.
Sul fronte della domanda, la sfida riguarda l’estensione di queste formule a fasce sempre più ampie di utenti privati, mantenendo al contempo sostenibili i canoni in un contesto di costi ancora elevati per i veicoli elettrificati e per le componenti tecnologiche avanzate.
Dal punto di vista industriale, il flusso costante di veicoli provenienti dal lungo periodo continuerà ad alimentare il mercato dell’usato recente, influenzando la formazione dei prezzi e la disponibilità di auto con standard emissivi più moderni. Parallelamente, la capacità delle reti di assistenza di gestire flotte sempre più complesse dal punto di vista tecnologico diventerà un fattore competitivo decisivo, in particolare con l’aumento delle vetture dotate di sistemi avanzati di assistenza alla guida e di componenti elettroniche sofisticate.

