“Verso un manifesto positivo” documento per prevenire la violenza contro le donne e di genere a cura della Consulta Femminile di Trieste

Trieste – È stato presentato questa mattina, giovedì 26 marzo 2026,  nella Sala Tessitori della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a Trieste il documento “Verso un manifesto positivo” a cura della Consulta Femminile di Trieste con l’obiettivo di evidenziare un percorso per prevenire la violenza contro le donne e di genere e costruire una società più consapevole e inclusiva attraverso un impegno condiviso e partecipato da parte di istituzioni e cittadinanza.

Il documento è il risultato di una serie di attività avviate dalla Consulta attraverso il progetto Direzione Rispetto, un percorso iniziato a novembre 2024 con l’intento di affrontare la violenza contro le donne e la percezione di questa problematica da parte della popolazione. Una sensibilizzazione partita attraverso le esposizioni della mostra “Com’eri vestita? L’abito non è un alibi”, in occasione delle quali un quaderno rosso messo a disposizione dei visitatori ha permesso di raccogliere pensieri e testimonianze sul tema. Successivamente tramite una call to action dal basso rivolta sia alle donne che agli uomini: fino a inizio febbraio 2026 sono state raccolte considerazioni, riflessioni, esperienze personali e proposte utili alla redazione del testo grazie a un form anonimo online che ha visto la partecipazione di oltre 400 persone, dal titolo “Com’eri vestita? Verso un manifesto positivo”.

Un’iniziativa possibile grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Assessorato alla Cultura e allo Sport) e che rappresenta un esempio concreto di cittadinanza attiva, come sottolinea la Presidente della Consulta Femminile di Trieste, Debora Desio:

“Il testo che presentiamo oggi si configura come un documento di indirizzo aperto, che la Consulta Femminile di Trieste mette a disposizione della comunità, delle istituzioni e di tutte le realtà interessate, con l’obiettivo di costruire insieme una società più consapevole, responsabile e che abbia come obiettivo le pari opportunità. La violenza contro le donne non è un problema esclusivamente delle donne, ma un problema di tutta la società. Solo un impegno condiviso può generare un cambiamento reale: per questo motivo il documento non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso che punta a trasformare le riflessioni emerse in azioni concrete e partecipate, valorizzando il contributo di ogni cittadina e cittadino”.

Gli indirizzi di intervento del documento – Il form online è stato analizzato da Francesco Sulli, studente dell’Università degli Studi di Trieste e riepilogato da SWG mettendo in relazione l’indagine promossa dalla Consulta con i dati dell’Osservatorio SWG sulla violenza di genere provenienti da precedenti indagini.  L’indagine della Consulta restituisce un quadro del sentire comune rispetto al tema della violenza di genere (percezioni, timori e speranze della comunità) e mira a far luce sui fattori ritenuti all’origine della violenza contro le donne e sulle iniziative necessarie per contrastare il fenomeno.

Il documento propone quindi un cambio di prospettiva rispetto alla problematica sociale e alla sua narrazione odierna, spostando il focus dalla sola denuncia della violenza alla costruzione di una narrazione propositiva e condivisa, capace di generare consapevolezza, responsabilità collettiva e interventi concreti. Una prospettiva che nasce dall’intento di promuovere un’azione culturale contro gli stereotipi e i pregiudizi per costruire insieme una comunità solidale e attiva in materia di diritti.

In conclusione, sottolinea SWG, il quadro delineato dall’indagine intreccia responsabilità individuali e collettive, evidenziando come il problema non riguardi soltanto i singoli individui ma l’intera società. Di conseguenza, non è possibile agire solamente puntando al caso isolato attraverso l’inasprimento della pena, ma occorre un intervento d’insieme che colpisca il problema alla radice. L’educazione, la ridefinizione delle norme sociali e una nuova narrazione delle relazioni di genere emergono come aspetti fondamentali per contrastare il fenomeno.

I dati emersi – Le linee di intervento nascono dall’analisi di risposte che restituiscono un quadro chiaro e allo stesso tempo complesso, evidenziando come la violenza di genere non sia un fenomeno marginale, ma un’esperienza diffusa che incide profondamente sulla libertà e sulla percezione di sicurezza. Il campione analizzato (399 compilazioni valide su 409 partecipanti) è composto principalmente da donne (circa 82%), con età compresa tra 19 e 84 anni e un’età media di circa 53 anni. Le analisi quantitative mostrano che la maggior parte del campione non ritiene che la violenza sia giustificabile (83.7%), ma circa il 15% degli intervistati ha indicato che in alcune circostanze potrebbe essere considerata giustificabile. Tra le rispondenti donne, circa il 29% si sente sempre a proprio agio ad uscire da sola, mentre il 34% si sente sicura di giorno ma non di notte e il 13.5% indica che dipende dal contesto. L’84% delle donne dichiara di aver subito violenza. Tra gli uomini, oltre il 64% dichiara di aver assistito ad episodi di violenza verso le donne e il 56% percepisce che vi sia un pregiudizio diffuso nella propria cerchia sociale. Nelle risposte aperte emergono temi legati a cultura patriarcale, mancanza di educazione all’affettività e ruolo dei media. Le raccomandazioni finali si concentrano su interventi educativi, sensibilizzazione e supporto alle vittime.

La composizione del documento – Non solo i dati e le linee emerse dalle risposte del campione partecipante. “Verso un manifesto positivo” è un documento che propone anche il contributo di donne che grazie alla loro professionalità ed esperienza forniscono una lettura dell’evoluzione legislativa in materia di diritto di famiglia, una fotografia della società moderna e un excursus normativo di nuove leggi e reati che negli ultimi anni hanno accolto le denunce delle donne.

Un documento a disposizione della collettività – Il documento di indirizzo vuole quindi essere proprio un incentivo a continuare a confrontarsi sul tema raccogliendo proposte, contributi e riflessioni da parte di istituzioni, associazioni e cittadini per dar vita ad azioni collettive. Per questo motivo la Consulta mette a disposizione il documento: chiunque voglia riceverlo in formato PDF potrà scrivere all’indirizzo mail segreteria.consultats@gmail.com.

 

 

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