Posa di vetri e serramenti: sicurezza e precisione diventano decisive nei cantieri
Vetrate a tutta altezza, porte scorrevoli di ampie dimensioni e grandi superfici trasparenti sono entrate stabilmente nei progetti residenziali, commerciali e direzionali. Questa evoluzione ha modificato il lavoro di vetrai e serramentisti, chiamati a movimentare elementi pesanti e delicati anche all’interno di edifici già ultimati. La fase di posa assume così un peso determinante sulla qualità dell’intervento: pochi millimetri possono incidere sull’allineamento di un infisso, mentre un movimento inadeguato rischia di danneggiare il vetro, il telaio o le finiture circostanti. Anche la sicurezza degli addetti richiede maggiore attenzione, soprattutto quando gli spazi disponibili limitano i movimenti e rendono difficile distribuire lo sforzo tra più persone. Nei cantieri contemporanei, esperienza e organizzazione si affiancano quindi a strumenti di sollevamento specializzati, capaci di accompagnare il carico fino alla posizione prevista
Vetri di grandi dimensioni, la posa diventa più complessa
L’aumento delle dimensioni delle superfici vetrate ha cambiato il peso e la delicatezza degli elementi che arrivano in cantiere. Vetri stratificati, infissi scorrevoli e pannelli destinati a facciate, parapetti o pareti divisorie richiedono una movimentazione diversa rispetto ai serramenti tradizionali. Il carico deve attraversare porte, corridoi e vani scala, per poi essere ruotato e sollevato fino alla quota prevista dal progetto. Ogni cambio di posizione espone il materiale a sollecitazioni che possono compromettere bordi, telaio e finiture.
Le difficoltà aumentano negli ambienti già utilizzati, dove pavimenti, arredi e rivestimenti riducono ulteriormente il margine disponibile. È quanto accade nella sostituzione delle vetrine commerciali, nell’allestimento degli uffici o negli interventi all’interno di musei e centri commerciali. In luoghi simili, il ricorso alla sola forza degli addetti mostra limiti evidenti, soprattutto quando il carico deve rimanere sospeso durante l’allineamento. La posa si è trasformata così in un’operazione ad alta precisione, nella quale il trasporto rappresenta soltanto una parte del lavoro.
Il lavoro dei serramentisti richiede nuove competenze e tecnologie
La trasformazione dei serramenti ha inciso direttamente sulle competenze richieste alle squadre di posa. L’esperienza rimane un punto di forza, affiancata però dalla capacità di interpretare le caratteristiche del carico, preparare le diverse fasi dell’intervento e utilizzare attrezzature dedicate. Il serramentista si trova così a gestire operazioni più articolate, nelle quali trasporto, sollevamento e fissaggio devono seguire una sequenza precisa.
Anche il coordinamento tra laboratorio e cantiere ha un’importanza maggiore. Le dimensioni degli elementi, il tipo di vetro e la configurazione del telaio influenzano già l’imballaggio e il trasferimento sul mezzo di trasporto, mentre le condizioni del luogo di installazione determinano le modalità di scarico.
Parallelamente, l’evoluzione dei sistemi di sollevamento ha permesso movimenti più regolari e controllabili, utili nelle regolazioni finali e nel mantenimento del carico in quota. Il lavoro conserva quindi una forte componente artigianale, sostenuta da tecnologie pensate per il cantiere e da una conoscenza approfondita dei materiali. Precisione ed esperienza continuano a procedere insieme, con effetti diretti sulla sicurezza e sulla qualità dell’installazione.
Golia porta nei cantieri sollevatori progettati per vetri e serramenti
L’ingresso di FEMAK nel settore del vetro risale al 2004, con la nascita della linea Golia TS. Tre anni dopo arrivò Golia Glass, il primo modello sviluppato specificamente per la movimentazione di vetri e serramenti; da quel progetto sono poi nati Magnum, Evo ed Evo 2.0. Oggi il catalogo dei carrelli sollevatori per vetri e serramenti Golia comprende macchine destinate a lavorazioni molto diverse tra loro. Junior Light raggiunge 3,20 metri con una portata massima di 100 chilogrammi, mentre Junior arriva a 150 chilogrammi. I modelli Evo 2.0 sollevano fino a 280 chilogrammi; Bull e Magnum raggiungono i 500 chilogrammi, con altezze massime rispettivamente di 3,90 e 4,80 metri.
Ogni sollevatore Golia viene sottoposto a stress test prima della vendita e associato a un numero seriale, attraverso il quale è possibile ricostruirne la filiera produttiva. Un QR code applicato alla macchina consente inoltre di consultare manuale d’uso, schemi tecnici e informazioni sulla manutenzione. Progettazione e produzione vengono svolte in Italia, nello stabilimento FEMAK di Castelnuovo Rangone, dove lo sviluppo dei modelli prosegue attraverso prove sul campo condotte con gli utilizzatori.

