StarTech, 300 persone in corteo a Trieste: i lavoratori chiedono una soluzione per lo stabilimento

Circa 300 persone hanno partecipato questa mattina, martedì 13 ottobre, al corteo dei lavoratori della StarTech, nella zona industriale di Trieste. La mobilitazione, promossa dai sindacati per chiedere risposte sul futuro dello stabilimento, arriva dopo il confronto del 10 ottobre in Prefettura con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e le rappresentanze sindacali e datoriali.

La richiesta condivisa da istituzioni e parti sociali è che la proprietà avvii la procedura di amministrazione straordinaria, così da individuare un soggetto industriale in grado di rilanciare il sito e tutelare l’occupazione.

«StarTech non si svende. Il futuro di Trieste si difende»: questo lo slogan dello striscione che ha aperto il corteo, snodatosi lungo le strade della zona industriale. I lavoratori chiedono che venga chiarito il destino dell’azienda e contestano il rischio di una cessione che non garantisca una prospettiva produttiva. Secondo quanto riferito da ANSA, la partecipazione è stata quantificata in circa 300 persone sulla base dei dati delle forze dell’ordine.

Il segretario generale della Cgil di Trieste, Massimo Marega, ha indicato nella mancata risposta della proprietà il nodo della vertenza. «Le risposte concrete adesso spettano sostanzialmente all’amministratore delegato dell’impresa», ha dichiarato, spiegando che le parti sociali e le istituzioni hanno chiesto di procedere con la documentazione necessaria all’avvio dell’amministrazione straordinaria. Marega ha prospettato la possibilità di nuove mobilitazioni se non arriveranno risposte.

Il confronto istituzionale dei giorni scorsi ha confermato la convergenza tra Governo, Regione e sindacati sulla strada da seguire. Al termine dell’incontro del 10 ottobre, Urso ha ribadito l’obiettivo di «rilanciare il sito di Trieste, tutelare l’occupazione e costruire una solida prospettiva industriale», chiedendo alla società piena trasparenza e la consegna degli elementi necessari. Per il ministro, l’amministrazione straordinaria rappresenta la via per individuare un soggetto industriale adatto a sostenere il futuro dell’azienda.

Anche Fedriga ha sollecitato la proprietà a compiere i passi necessari. In una dichiarazione diffusa dalla Regione, il governatore e l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen hanno sottolineato che il prossimo 31 ottobre scade l’ammortizzatore sociale. Entro quella data, hanno affermato, è necessario chiarire il quadro per garantire continuità al sostegno al reddito dei lavoratori.

La crisi riguarda uno stabilimento specializzato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di componenti e apparecchiature elettroniche per le telecomunicazioni. Il progetto di cessione annunciato dalla società nel settembre 2025 avrebbe dovuto accompagnare il rilancio del sito anche attraverso nuove attività nei settori della fotonica, dello spazio e della difesa, ma non è stato attuato. Il mancato avvio di quel percorso ha lasciato aperta la questione della continuità produttiva.

Il passaggio atteso è ora quello della proprietà: l’avvio della procedura richiesta da Governo, Regione e parti sociali dovrebbe consentire di valutare una nuova prospettiva industriale.

Al momento, non è stata comunicata una soluzione definitiva per lo stabilimento.

Al corteo hanno partecipato anche rappresentanti politici, tra cui Enrico Sossi, Rappresentante del Gruppo territoriale di Trieste del Movimento 5 Stelle.

(Foto: da Facebook)

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