Due valanghe sulle montagne del Friuli. Uno scialpinista morto a Casera Razzo, un ferito a Sella Nevea

FVG – Due distinti eventi valanghivi, avvenuti nel pomeriggio in aree diverse della regione, hanno impegnato a lungo i soccorritori. Il bilancio è di uno scialpinista deceduto nella zona di Casera Razzo, al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, e di una persona ferita a Sella Nevea, nelle Alpi Giulie.

Il primo intervento si è concentrato nell’area di Casera Razzo, lungo le creste del Monte Tiarfin. L’allarme è scattato poco dopo le 14, quando un testimone ha contattato il Nue112 dopo aver assistito al distacco di una valanga e aver visto una persona travolta. Il distacco è avvenuto attorno ai 1800 metri di quota, su un versante nord sopra Casera Tragonia, non lontano dal Col Merende e da Forcella Tragonia, sotto un rilievo di circa 1930 metri.

La persona coinvolta stava salendo con gli sci insieme a un compagno di escursione, che si trovava più in basso. Durante un tratto in traverso avrebbe staccato la valanga, che lo ha sommerso. Il compagno ha visto il distacco, ma non è più riuscito a individuare l’amico e ha immediatamente dato l’allarme, tentando nel frattempo una prima ricerca con l’apparecchio ARTVA.

Nell’area, caratterizzata dalla presenza di più valanghe, erano già in esercitazione squadre del Soccorso Alpino del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, con un’unità cinofila da valanga. Questo ha consentito un rapido avvio delle operazioni, alle quali si sono aggiunti numerosi rinforzi: gli elicotteri della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e dell’elisoccorso regionale, soccorritori della Guardia di Finanza e, complessivamente, tre unità cinofile. In totale hanno operato circa cinquanta tecnici provenienti anche dalle stazioni di Forni Avoltri e Forni di Sopra.

Le ricerche sono state lunghe e complesse. Nonostante i ripetuti tentativi, il segnale ARTVA non ha permesso di localizzare il sepolto. Solo dopo numerosi sondaggi con le sonde i soccorritori hanno individuato il corpo, sepolto sotto circa un metro e mezzo di neve. Il ritrovamento è avvenuto intorno alle 18. L’uomo, classe 1997, originario dell’Emilia-Romagna e residente per lavoro a Trieste, era ormai privo di vita. La valanga, staccatasi intorno o poco dopo le 14, ha interessato lo strato delle ultime nevicate, con uno spessore medio di circa 80 centimetri. Non sono stati definiti con precisione fronte e lunghezza, ma l’estensione è stimata in almeno un centinaio di metri. I familiari della vittima sono stati informati.

Separato e distinto il secondo intervento, avvenuto nelle Alpi Giulie, nella zona di Sella Nevea, nel territorio di Chiusaforte. Poco dopo la prima chiamata, un’altra segnalazione ha riguardato una valanga staccatasi a circa 2000 metri di quota lungo l’itinerario di scialpinismo che conduce da Sella Ursic alla Conca Prevala. In questo caso la massa nevosa ha travolto una persona appartenente a un gruppo di cinque escursionisti.

La persona coinvolta è stata estratta dalla neve dagli stessi compagni di gita. Era cosciente, ma presentava traumi e segni di ipotermia. È stata quindi stabilizzata sul posto dall’equipaggio del secondo elicottero sanitario dell’elisoccorso regionale e trasportata a Sella Nevea. Dopo il passaggio in ambulanza, è stata nuovamente imbarcata in elicottero e trasferita all’ospedale di Udine.

Sul luogo dell’intervento hanno operato un’unità cinofila da valanga, un medico del Soccorso Alpino, un tecnico di elisoccorso, personale della Guardia di Finanza, della stazione di Cave del Predil del Soccorso Alpino e la Polizia di Stato. La valanga è stata descritta come di dimensioni importanti, con un fronte di circa cinquanta metri e un dislivello di duecento metri. Le operazioni si sono concluse poco dopo le 17.

I due episodi, avvenuti a breve distanza temporale ma in contesti geografici differenti, confermano le condizioni complesse in quota e l’elevata instabilità del manto nevoso dopo le recenti precipitazioni.

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