Valanghe in montagna, aumenta il rischio con il rialzo termico: escursioni sconsigliate
FVG – L’ultimo bollettino valanghe della Protezione civile per il Friuli Venezia Giulia, emesso lunedì 23 febbraio, conferma una situazione di pericolo in quota, aggravata nei prossimi giorni dall’arrivo di condizioni meteo più miti e stabili. Il prossimo aggiornamento è previsto per mercoledì 25 febbraio entro le 16.
Secondo il bollettino, gli accumuli di neve ventata rappresentano uno dei principali fattori di rischio e devono essere valutati con estrema attenzione. I punti più pericolosi si trovano in prossimità di creste, canaloni, conche e alla base delle pareti rocciose, dove la neve tende ad accumularsi in modo instabile.
Il quadro è reso ancora più insidioso dal rialzo delle temperature e dall’irraggiamento solare diurno, che favoriranno un progressivo aumento della probabilità di valanghe umide, soprattutto sui pendii esposti al sole. Una dinamica tipica delle fasi anticicloniche, in cui la stabilità atmosferica non coincide necessariamente con condizioni sicure del manto nevoso.
Le previsioni indicano infatti l’affermarsi di un anticiclone sull’Europa centrale, con tempo stabile per tutta la settimana: aria relativamente mite e secca in quota, ma più umida nei bassi strati, specie lungo la costa e nelle ore notturne. Una configurazione che, in montagna, accelera i processi di trasformazione della neve.
Dal punto di vista nivologico, il manto nevoso presenta criticità diffuse. Sui pendii soleggiati ripidi è atteso un progressivo inumidimento, mentre gli accumuli di neve ventata restano in parte instabili. Sui versanti ombreggiati persistono inoltre strati fragili interni, che possono cedere anche al passaggio di un singolo escursionista, rendendo i distacchi difficili da prevedere.
La combinazione di questi fattori aumenta il rischio sia di valanghe provocate sia di distacchi spontanei, soprattutto nelle ore più calde della giornata. In generale, il grado di pericolo marcato o localmente forte implica che i distacchi possono avvenire già con debole sovraccarico, mentre nei livelli più elevati diventano probabili anche fenomeni spontanei di dimensioni significative.
Per questo motivo il bollettino sottolinea che le escursioni richiedono esperienza nella valutazione del pericolo valanghe e una scelta molto prudente degli itinerari. Non si tratta solo di evitare i pendii più ripidi, ma di saper leggere l’evoluzione della neve nel corso della giornata, soprattutto in presenza di sole e temperature in aumento.
La tendenza per i prossimi giorni resta improntata a tempo prevalentemente soleggiato, ma proprio questa apparente stabilità può indurre a sottovalutare il rischio. Un errore frequente: il bel tempo, in questa fase, non riduce automaticamente il pericolo, anzi può accentuarlo nelle ore centrali.
In sintesi, la montagna rimane praticabile ma solo con un approccio consapevole: pianificazione accurata, attenzione all’esposizione dei versanti e capacità di rinunciare in caso di condizioni dubbie sono elementi fondamentali per ridurre i rischi in un contesto di neve molto instabile.

