Alluvione di novembre 2025, Confagricoltura Gorizia chiede lo stato di calamità naturale
Gorizia – Confagricoltura Gorizia e Trieste sollecita il Governo a dichiarare con urgenza lo stato di calamità naturale a seguito dell’alluvione che ha colpito il Friuli Venezia Giulia nel novembre 2025. L’obiettivo è consentire interventi tempestivi, anche di carattere finanziario, a favore delle imprese agricole gravemente danneggiate.
Dopo aver riconosciuto l’importante lavoro svolto dalla Protezione civile regionale e dall’Assessorato competente, l’organizzazione agricola evidenzia la necessità di passare rapidamente alla fase degli aiuti concreti. «Dopo una prima stima dei danni diretti – sottolinea il presidente Claudio Cressati – stiamo cercando di comprendere, insieme alle nostre imprese, quale sarà l’effetto sul prosieguo della loro attività».
Cressati ribadisce come l’intervento immediato della Protezione civile sia stato fondamentale nelle ore successive all’emergenza, ma ora le aziende chiedono certezze sui tempi. «È stato sicuramente importante il lavoro svolto fin dalla prima ora, ma adesso le imprese chiedono tempi certi per poter riprendere i lavori in campagna e in cantina, riaprendo anche le strutture agrituristiche», afferma. In vista dell’emanazione del decreto di calamità naturale da parte del Governo, Confagricoltura annuncia che chiederà alla Regione di intervenire prontamente con la sospensione dei mutui, dei debiti fiscali e previdenziali e con misure di sostegno per coprire i danni diretti e indiretti.
L’alluvione ha colpito in modo particolarmente severo il territorio nei giorni 16 e 17 novembre 2025, con l’esondazione del fiume Judrio a Versa di Romans d’Isonzo e gravi criticità anche a Cormòns e Dolegna del Collio. I danni sono stati ingenti non solo per le imprese, ma anche per numerosi privati, alcuni dei quali non sono ancora riusciti a rientrare nelle proprie abitazioni.
Particolarmente preoccupante la situazione dei vigneti. «Le frane provocate dall’alluvione hanno sbancato parte di vigneti storici, vero patrimonio della vitivinicoltura regionale – evidenzia Cressati – per cui, insieme alla Protezione civile, dovremo condividere le azioni per un ripristino il più possibile rapido e completo». Il trascorrere del tempo, conclude il presidente di Confagricoltura Gorizia e Trieste, «non va sicuramente a favore della ripresa economica delle imprese che, con il loro lavoro quotidiano, danno lustro a tutto il nostro territorio».

