Sanità in affanno, via libera al ddl 72 ma restano nodi irrisolti della medicina generale
Trieste – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il disegno di legge 72, che introduce misure urgenti e straordinarie per garantire la continuità assistenziale ai pazienti in una fase di forte difficoltà del sistema sanitario. Il provvedimento consente, tra l’altro, di conferire incarichi ai medici di medicina generale in quiescenza per far fronte a una carenza che sta lasciando scoperte intere aree del territorio.
Per l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi si tratta di un intervento necessario e immediato per tutelare i cittadini, inserito in un quadro più ampio di azioni già avviate sulla sanità territoriale. Riccardi ha richiamato gli investimenti regionali sulla premialità del personale, l’accordo integrativo per i medici di medicina generale, le borse di studio per la formazione e il riconoscimento della medicina generale come specialità di pari dignità. Ha inoltre ribadito che la carenza di medici di base è una criticità strutturale a livello nazionale, che richiede scelte chiare e assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni.
Preso atto della posizione della Giunta, il dibattito in Aula ha però messo in luce criticità profonde in ambito regionale. Le forze di opposizione, pur votando a favore del ddl, hanno parlato apertamente di una misura tampone, utile nell’immediato ma incapace di affrontare le cause strutturali della crisi. La consigliera Rosaria Capozzi, relatrice per il Gruppo Misto, ha sottolineato come il richiamo in servizio dei medici in pensione riproponga soluzioni già viste in passato, in particolare durante la pandemia, definendole una “pezza” più che una risposta di sistema. Il voto favorevole, ha spiegato, nasce esclusivamente dal senso di responsabilità verso i territori e i cittadini, non dalla condivisione della gestione complessiva della sanità regionale.
Sulla stessa linea Serena Pellegrino, di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha parlato di una doppia rinuncia: da un lato a una programmazione nazionale adeguata, dall’altro alla volontà di affrontare davvero un problema strutturale ampiamente prevedibile. L’invecchiamento dei medici e della popolazione, ha ricordato, era uno scenario noto da tempo, ma non è stato adeguatamente governato. Il rischio, secondo Pellegrino, è quello di continuare a intervenire con scorciatoie legislative che lasciano i cittadini in una condizione di precarietà proprio sul terreno più sensibile, quello della tutela della salute. Anche la proposta di misure ponte, come l’aumento sperimentale del massimale di assistiti per i medici in formazione, non è stata accolta, rafforzando l’impressione di un sistema che fatica a sperimentare soluzioni già adottate altrove.
Il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg Massimo Moretuzzo ha richiamato numeri che rendono la situazione particolarmente critica: in Friuli Venezia Giulia il 27 per cento della popolazione ha più di 65 anni e oltre la metà soffre di almeno una patologia cronica. In questo contesto il medico di famiglia diventa una figura centrale per intercettare e gestire la cronicità, evitando che la fragilità si trasformi in sovraccarico per il sistema ospedaliero. Anche Moretuzzo ha definito il ddl una risposta necessaria ma insufficiente, evidenziando al contempo le tensioni politiche interne alla maggioranza, che rischiano di rallentare ulteriormente decisioni non più rinviabili su rete ospedaliera, piano oncologico e rapporto tra acuzie e cronicità.
Il quadro che emerge è quello di un sistema sanitario sotto pressione, nel quale la carenza di medici di medicina generale rappresenta solo il sintomo più visibile di problemi più profondi. Il via libera al ddl 72 consente di tamponare l’emergenza e di evitare che migliaia di cittadini restino senza medico di base, ma il confronto politico e istituzionale evidenzia la necessità di un piano di lungo periodo, capace di superare la logica delle soluzioni straordinarie e di restituire stabilità e prospettiva alla sanità territoriale regionale.

