Conclusa l’allerta meteo subito un nuovo allarme per pericolo valanghe a causa delle nevicate da record

FVG – Si è conclusa senza particolari criticità l’ondata di maltempo che il 19 febbraio ha interessato il Friuli Venezia Giulia, lasciando però accumuli di neve significativi sulle aree montane, tra i più consistenti degli ultimi anni.

Le precipitazioni hanno interessato l’intero territorio regionale, con piogge intense in pianura e nevicate diffuse in montagna. La neve è scesa a quote relativamente basse, raggiungendo anche i 300 metri nell’Alto Friuli e in parte del Pordenonese durante le ore mattutine.

Gli accumuli più rilevanti sono stati registrati nelle principali località montane della regione. A Sappada, così come a Forni di Sopra e a Piancavallo, si sono raggiunti livelli che non si vedevano da quattro o cinque anni. Nel dettaglio, nelle ultime 72 ore si sono registrati circa 40 centimetri di neve fresca a Sella Nevea, 32 centimetri a Tarvisio e 30 centimetri a Sappada, con picchi che in alcune zone montane hanno sfiorato il mezzo metro.

Non sono mancati disagi alla viabilità, soprattutto nelle aree più esposte. La strada regionale 465 è stata temporaneamente chiusa tra il confine con il Veneto e la località Pian di Casa, in territorio di Pratocarnico, mentre un tratto della statale 52 è stato interdetto tra il Passo della Mauria e Lorenzago.

L’evento era stato anticipato da un’allerta meteo della Protezione Civile per piogge intense, nevicate e possibili mareggiate lungo la costa, valida fino alla mattinata del 20 febbraio. Nonostante le condizioni meteo avverse, non si sono registrate situazioni di emergenza rilevanti, grazie anche al monitoraggio costante del territorio e agli interventi preventivi messi in campo.

Conclusa l’allerta meteo, resta però alta l’attenzione in montagna. Sulla base del bollettino valanghe emesso il 20 febbraio, il pericolo è valutato marcato (grado 3) su tutta la zona montana e forte (grado 4) oltre i 1900 metri di quota. Le abbondanti nevicate degli ultimi giorni hanno infatti reso instabile il manto nevoso, aumentando il rischio di distacchi spontanei.

Secondo le indicazioni, alcuni fenomeni valanghivi potrebbero interessare anche le vie di comunicazione situate sopra i 1000 metri, in particolare nei tratti più esposti. Una situazione che richiede prudenza e attenzione, soprattutto per chi si muove in quota o lungo la viabilità montana.

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