Porto Vecchio di Trieste, l’associazione Porto Chiaro legge criticamente il progetto
Trieste – Il progetto di rigenerazione del Porto Vecchio di Trieste continua ad alimentare il dibattito cittadino. Il gruppo di cittadini Porto Chiaro, attraverso una nota diffusa lo scorso sabato 27 giugno in risposta ad alcune dichiarazioni dell’assessore comunale Everest Bertoli nel corso di un’intervista rilasciata ad una emittente locale, torna a chiedere un confronto pubblico sul futuro dell’area e critica il percorso seguito dall’amministrazione comunale.
Secondo Porto Chiaro, il principale limite del progetto risale alla fase iniziale dell’operazione. «Il vizio iniziale è la decisione da parte del Comune di aprire le porte a Costim senza organizzare preventivamente un dibattito pubblico previsto dal Codice degli Appalti per raccogliere idee e proposte che potevano maturare in città e indicare le linee strategiche per la riqualificazione del Porto Vecchio», si legge nel documento.
Il gruppo sostiene che si sia preferito affidare il progetto a un soggetto privato «inseguendo una sua opportunità di profitto», rischiando così di trascurare le potenzialità di una rigenerazione urbana, economica, sociale e culturale dell’intero comprensorio.
Nella nota Porto Chiaro precisa inoltre di «non aver mai recepito né diffuso voci o illazioni sul presunto calo d’interesse di Costim», rispondendo ad alcuni riferimenti contenuti nell’intervista dell’assessore Bertoli.
Il gruppo di cittadinanza attiva chiede anche tempi certi per la conclusione della Conferenza dei servizi e della procedura di Valutazione di impatto ambientale, osservando che le due procedure sono ancora in corso e auspicando maggiore trasparenza sull’iter amministrativo.
Le critiche si inseriscono in un dibattito che riguarda uno dei più importanti interventi urbanistici previsti a Trieste. L’area del Porto Vecchio, estesa per circa 62 ettari e caratterizzata da quasi tre chilometri di fronte mare, è destinata a una profonda trasformazione che prevede funzioni residenziali, direzionali, ricettive, culturali, sportive e di servizio.
Il project financing promosso dal Comune prevede investimenti complessivi superiori a 620 milioni di euro. Il piano comprende l’acquisto di 19 edifici storici, il recupero di magazzini e spazi pubblici, la realizzazione di residenze, studentati, strutture ricettive, coworking, impianti sportivi, marine, parcheggi e servizi energetici, con concessioni della durata di 50 anni.
Secondo Porto Chiaro, un intervento di queste dimensioni dovrebbe essere accompagnato da un più ampio coinvolgimento della cittadinanza, delle università, degli ordini professionali, delle categorie economiche e delle realtà culturali del territorio, affinché il futuro del Porto Vecchio venga definito attraverso un confronto pubblico e non si traduca esclusivamente in un’operazione immobiliare.
Il comitato evidenzia inoltre come il progetto si inserisca in un contesto cittadino caratterizzato da sfide quali il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione e la presenza di numerosi immobili inutilizzati, elementi che, a suo giudizio, rendono ancora più importante una riflessione condivisa sulle prospettive di sviluppo dell’area.
Per saperne di più su Porto Chiaro e le sue iniziative:
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(Immagine tratta dal rendering Costim per il Porto Vecchio)

