Caro carburanti, la Regione Fvg valuta un nuovo bando per allargare i ristori alle imprese
Udine – Finora 255 domande per 3,94 milioni di euro. La dotazione complessiva è di 14,4 milioni. Al tavolo di Udine la richiesta di abbassare la soglia minima e includere anche artigiani, ambulanti e imprese con elevati costi di carburante
La Regione Friuli Venezia Giulia valuta un nuovo intervento contro il caro carburanti per ampliare la platea delle imprese che possono accedere ai contributi. È quanto emerso dal tavolo convocato mercoledì 2 settembre a Udine dall’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini con le rappresentanze del sistema economico e produttivo.
Il primo bando, aperto fino al 15 settembre, ha raccolto finora 255 domande, per un valore complessivo di circa 3,94 milioni di euro di contributi richiesti. La dotazione prevista dalla Regione è di 14,4 milioni di euro. Le risorse che resteranno disponibili potrebbero quindi essere utilizzate per una nuova misura, con criteri di accesso più ampi.
L’obiettivo sarebbe quello di aggiungere anche quelle attività che sostengono costi significativi per il carburante ma che, in base agli attuali requisiti legati ai codici Ateco, non possono accedere ai ristori.
La richiesta: allargare i contributi
Al tavolo regionale è stata posta in particolare la questione delle micro e piccole imprese artigiane e degli installatori, per le quali l’utilizzo dei mezzi aziendali rappresenta una componente importante dei costi. La richiesta riguarda, tra gli altri, elettricisti, idraulici e manutentori che utilizzano quotidianamente furgoni per raggiungere clienti e cantieri.
Tra i settori che le associazioni di categoria chiedono di considerare in un eventuale nuovo bando ci sono anche le cooperative e imprese di servizi caratterizzate da un’elevata mobilità, il commercio ambulante e le attività di vendita su suolo pubblico, oltre alle piccole e medie imprese che, pur non operando nella logistica o nel trasporto, sostengono costi elevati per il carburante nello svolgimento dell’attività.
La richiesta è quindi di andare oltre ad una selezione basata soltanto sull’attività economica principale e di considerare anche l’effettiva incidenza dei costi del carburante sull’operatività dell’impresa.
La soglia minima
Un altro punto riguarda la soglia minima di accesso. L’attuale misura non riconosce contributi per maggiori costi di carburante inferiori a 1.000 euro. Le organizzazioni presenti al tavolo chiedono di ridurre questo limite, così da consentire l’accesso anche alle imprese che, pur avendo registrato un aumento delle spese per il carburante, non raggiungono la soglia prevista.
L’ipotesi allo studio è dunque quella di una misura che possa prendere in considerazione non soltanto il settore di appartenenza, ma anche l’incidenza dei costi di carburante sull’attività aziendale.
Come funziona il primo bando
La misura attualmente in vigore dispone di 14,4 milioni di euro ed è stata introdotta dall’articolo 32 della legge regionale 5/2026, mentre i criteri sono stati definiti dalla deliberazione della Giunta regionale n. 952 del 3 luglio 2026.
Il contributo è destinato a compensare parzialmente il maggior costo sostenuto dalle imprese per l’acquisto di carburante nel periodo compreso tra 1° marzo e 15 giugno 2026, rispetto allo stesso periodo del 2025. Il maggior costo viene autocertificato dall’impresa, con riferimento ai prezzi medi pubblicati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Tra le attività ammesse ci sono, sulla base dei relativi codici Ateco, la logistica, l’autotrasporto merci, il trasporto marittimo, il magazzinaggio, la movimentazione e i servizi di supporto ai trasporti, oltre ad altre attività individuate dalla Regione. Sono inoltre previsti interventi per taxi, noleggio con conducente, agenti e rappresentanti di commercio e altre attività particolarmente esposte ai costi di mobilità.
I massimali variano in base alla categoria: il contributo può arrivare a 30mila euro per le Pmi e a 50mila euro per le grandi imprese negli altri settori ammessi, mentre per taxi e Ncc è previsto un contributo compreso tra 1.000 e 3.000 euro. Per gli agenti e rappresentanti di commercio il limite è di 1.000 euro.
Secondo intervento ancora da definire
L’ampliamento della platea non è ancora un nuovo bando operativo. La Regione dovrà prima verificare le risorse che resteranno disponibili al termine dell’attuale procedura e definire i nuovi criteri.
L’orientamento espresso dall’assessore Bini è quello di utilizzare le eventuali economie del primo intervento per finanziare una nuova misura e raggiungere una platea più ampia di imprese.

