Al via a Trieste la III Fiera dell’editoria transfrontaliera e del Mediterraneo
Trieste – Venticinque incontri in tre giorni per esplorare il rapporto tra lingue, culture e territori di confine. Si apre venerdì 16 ottobre, alle 11.30, alla Sala Xenia di Riva III Novembre 7, a Trieste, la terza edizione della Fiera dell’editoria transfrontaliera e del Mediterraneo, in programma fino a domenica 18 ottobre. La manifestazione riunisce editori del Friuli Venezia Giulia, della Slovenia e del mondo ellenico, con presentazioni di libri, tavole rotonde e confronti dedicati al multilinguismo e alla traduzione.
Promossa dalla casa editrice triestina Vita Activa Nuova e coorganizzata con l’Università degli Studi di Trieste e la Comunità Greco Orientale di Trieste, la rassegna è stata realizzata grazie a una campagna di crowdfunding. L’inaugurazione di venerdì vedrà la partecipazione delle istituzioni, degli enti patrocinanti e collaboratori e degli espositori.
La formula riprende quella delle prime due edizioni, alternando la presentazione di un’opera per ciascun espositore ad approfondimenti sui diversi ambiti della traduzione e del plurilinguismo: dalla letteratura alla poesia, dalla divulgazione all’economia. Sono previsti anche incontri con docenti universitari di Trieste, Lubiana e altri atenei, oltre a un appuntamento in streaming con la Freie Universität Berlin dedicato all’identità delle persone plurilingui.
«Anche quest’anno la Fiera manterrà la struttura dinamica adottata nelle due precedenti edizioni», ha dichiarato Gabriella Taddeo, presidente di Vita Activa Nuova, illustrando un programma che punta a mettere in dialogo esperienze editoriali e competenze provenienti da contesti linguistici differenti.
Il ruolo delle donne nella storia della traduzione è uno dei temi sottolineati da Gabriella Musetti, direttrice editoriale di Vita Activa Nuova e direttrice artistica della manifestazione. A lungo poco riconosciuto, il contributo femminile è stato significativo soprattutto a partire dall’Ottocento, quando molte donne cresciute in famiglie plurilingui hanno svolto attività di traduzione grazie alla familiarità con più lingue e culture.
Tradurre, ha osservato Musetti, non significa soltanto trasferire parole da una lingua all’altra, ma innanzitutto ascoltare e attraversare le distanze senza cancellare le differenze. Una funzione che assume un significato particolare nei territori di confine, dove il lavoro editoriale può favorire il dialogo tra comunità e mantenere aperti i rapporti tra culture diverse.
In questa prospettiva, la Fiera riserva particolare attenzione ai piccoli editori indipendenti, che spesso danno spazio a dialetti e lingue minoritarie e contribuiscono alla circolazione di opere e idee al di là dei confini nazionali.
Il valore della manifestazione per la letteratura e per la costruzione di relazioni tra comunità è stato richiamato anche da Elisabetta Lippolis, presidente di IBBY Italia, che ha ricordato l’attenzione dedicata fin dall’inizio alla letteratura per l’infanzia, e da Martina Kafol, direttrice editoriale di ZTT EST – Založništvo tržaškega tiska e presidente dell’Associazione editori FVG, che ha evidenziato la capacità di iniziative come questa di mettere in rete realtà diverse e accogliere le differenze linguistiche e culturali.
Alle lingue minoritarie è dedicato anche il progetto “Esplorazioni nei linguaggi minoritari e arte. Una prospettiva dai luoghi di confine”, finanziato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e inserito nel programma della Fiera.
Il calendario completo degli incontri è consultabile sul sito della casa editrice: www.vaneditrice.it.

