Incidenti in montagna, fine settimana intenso per i soccorritori del Cnsas FVG
FVG – Fine settimana impegnativo per il Soccorso alpino e speleologico del Friuli Venezia Giulia, intervenuto tra sabato 10 e lunedì 12 ottobre in diverse località montane per incidenti, malori e recuperi. Le operazioni hanno riguardato arrampicatori, escursionisti, cacciatori e un motociclista.
Tra gli interventi più complessi, il recupero di due alpinisti feriti sullo spigolo del Glemine, a Gemona del Friuli, e quello di quattro escursionisti rimasti bloccati dalla neve sul Jôf di Montasio.
Due feriti durante un’arrampicata a Gemona
Nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, una cordata impegnata sullo spigolo del Glemine ha chiesto aiuto dopo che un’altra cordata, poco distante, era rimasta coinvolta in un incidente. Verso la fine della salita, durante l’ultimo tiro su una placca, il capocordata è precipitato per circa dieci metri, finendo addosso al compagno che si trovava in sosta per assicurarlo. Il primo arrampicatore è poi rotolato per altri dieci metri nel canale boschivo sottostante.
Entrambi hanno riportato traumi e sono stati recuperati con un intervento complesso, che ha richiesto l’impiego di due elicotteri. Sul posto sono stati portati il tecnico di elisoccorso, il medico, un’infermiera e altri soccorritori, necessari per immobilizzare i feriti e trasportarli in sicurezza. Il capocordata ha riportato traumi seri. Le operazioni si sono concluse poco prima delle 19.
Nella tarda mattinata di sabato, sul Monte Verzegnis, un uomo era stato colto da un malore a circa 1.750 metri di quota. Inizialmente le nuvole avevano impedito all’elicottero di avvicinarsi e la persona era stata raggiunta dalle squadre a terra. Una successiva apertura delle condizioni meteo ha consentito il recupero al verricello e il trasferimento all’ambulanza.
Un altro intervento ha riguardato la Panoramica delle Vette, a Ravascletto, dove un motociclista tedesco era caduto ed è stato recuperato dall’elisoccorso, con il supporto del Soccorso alpino e della Guardia di finanza.
Sempre sabato, sulla Ferrata della Memoria, nel territorio di Erto e Casso, una donna è rimasta con un piede incastrato tra il cavo e la roccia all’inizio del percorso. L’intervento è stato risolto dai soccorritori veneti con l’elicottero di Pieve di Cadore, che hanno recuperato la donna al verricello e accompagnato a valle la persona che era con lei.
Incidenti durante la caccia a Tolmezzo e Resia
Domenica 11 ottobre il Soccorso alpino è intervenuto in due diverse località durante attività venatorie.
Poco prima di mezzogiorno, nei pressi di Sella Duron, nel territorio di Tolmezzo, un cacciatore del 1990 residente nella zona è caduto nel bosco durante una battuta di caccia, riportando un forte trauma alla spalla. Otto soccorritori della stazione di Forni Avoltri, insieme alla Guardia di finanza e al medico dell’ambulanza, lo hanno stabilizzato e trasportato in barella per circa mezz’ora fino alla strada, dove è stato affidato ai sanitari.
Poco dopo, sopra la frazione di Oseacco, nel comune di Resia, un cacciatore sulla trentina è rimasto ferito di striscio alla schiena da un colpo d’arma da fuoco partito accidentalmente. A dare l’allarme è stato il compagno che si trovava con lui. L’équipe dell’elisoccorso regionale ha raggiunto il bosco e ha stabilizzato il ferito, poi recuperato al verricello e trasferito per le cure. Sul posto sono intervenuti anche il Soccorso alpino, la Guardia di finanza e i carabinieri.
Quattro escursionisti bloccati dalla neve sul Montasio
Lunedì 12 ottobre, tra le 13.30 e le 16, il Soccorso alpino ha recuperato quattro giovani, due uomini e due donne di età compresa tra i venti e i trent’anni, sotto le pareti sud-occidentali del Jôf di Montasio, a circa 2.300 metri di quota.
Il gruppo aveva trascorso la notte al bivacco Suringar e stava rientrando verso Forca Disteis quando la neve caduta durante la notte ha reso problematico il passaggio lungo un tratto molto esposto. I quattro non disponevano dell’attrezzatura necessaria per affrontare neve e ghiaccio e hanno scelto di fermarsi, chiamando il Numero unico di emergenza 112.
La stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino, la Guardia di finanza e il secondo elicottero dell’elisoccorso regionale sono stati attivati dalla centrale operativa. Un tecnico di elisoccorso ha recuperato i quattro uno alla volta, utilizzando il triangolo di evacuazione e il verricello da circa cinquanta metri, per poi depositarli ai Piani del Montasio, dove li attendevano le squadre di terra. Nessuno dei quattro risulta ferito.
In autunno le condizioni possono cambiare rapidamente
Il recupero sul Montasio richiama l’attenzione sui rischi della montagna in autunno, quando le condizioni possono essere molto diverse tra il fondovalle e le quote più elevate. La neve può cadere durante la notte e trasformare un sentiero conosciuto in un percorso insidioso, soprattutto se attraversa pendii esposti o tratti dove il ghiaccio rende difficile mantenere l’equilibrio. Anche le temperature più basse e le giornate più corte riducono i margini di sicurezza e il tempo disponibile per affrontare eventuali imprevisti.
L’esperienza dei quattro escursionisti mostra quanto sia importante valutare non soltanto le previsioni generali, ma anche la quota, l’esposizione del percorso e le condizioni attese durante il rientro. In caso di neve o ghiaccio, l’assenza di attrezzatura adeguata può impedire di proseguire in sicurezza. Fermarsi e chiedere aiuto, come ha fatto il gruppo sul Montasio, può evitare conseguenze più gravi.
Prima di partire è quindi necessario verificare gli aggiornamenti meteorologici e le condizioni dell’itinerario, scegliendo un percorso compatibile con la propria esperienza e con l’equipaggiamento disponibile.

