Influenza, presentata la campagna vaccinale. Partirà il 14 ottobre

Trieste – La campagna vaccinale contro l’influenza in Friuli Venezia Giulia prenderà il via mercoledì 14 ottobre. La vaccinazione sarà gratuita per le persone dai 60 anni in su, le donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto, le persone con patologie che comportino il rischio di complicazioni e i bambini dai sei mesi ai sei anni.

Rientrano tra i destinatari anche gli ospiti delle strutture residenziali, le persone che convivono con soggetti fragili, il personale sanitario, i donatori di sangue, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco e i lavoratori a contatto con animali.

La campagna è stata presentata a Trieste dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga e dall’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.

Per raggiungere le diverse categorie interessate saranno coinvolti medici di medicina generale, pediatri, farmacisti, specialisti e dipartimenti di prevenzione.

Sono previste modalità di accesso agevolate per il personale sanitario, i donatori di sangue e le persone maggiormente esposte al rischio di complicazioni.

Nella stagione influenzale 2025-2026, in Friuli Venezia Giulia la copertura vaccinale tra gli anziani si è attestata intorno al 55%. Un dato che conferma la necessità di continuare a promuovere la prevenzione, soprattutto tra le persone più vulnerabili.

Disponibile anche la vaccinazione contro il Covid

La campagna comprende anche la vaccinazione contro il Covid-19, con un vaccino aggiornato alla variante XFG. La somministrazione è raccomandata alle persone dai 60 anni in su, a chi presenta condizioni di fragilità, al personale sanitario, alle donne in gravidanza e agli ospiti delle strutture residenziali. Le due vaccinazioni possono essere effettuate nella stessa occasione, secondo le indicazioni sanitarie.

Nel corso della presentazione, Fedriga ha richiamato l’importanza della prevenzione e della fiducia nella ricerca scientifica, anche di fronte alla diffusione di informazioni fuorvianti sui vaccini. La scelta di vaccinarsi, soprattutto per le categorie più esposte, contribuisce a ridurre il rischio di complicazioni e di ricorso alle strutture ospedaliere.

Riccardi ha sottolineato il peso degli interventi preventivi nell’organizzazione sanitaria regionale, ricordando che gli investimenti in prevenzione si avvicinano al 5% della spesa sanitaria. La vaccinazione rientra nelle misure con cui il sistema sanitario cerca di contenere gli effetti delle malattie infettive e le conseguenze sui servizi di assistenza.

Virus respiratorio sinciziale, ricoveri in calo tra i neonati

Tra le misure di prevenzione previste rientra anche l’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale (VRS), responsabile di infezioni respiratorie che possono avere conseguenze importanti soprattutto nei primi mesi di vita. In questo caso si utilizza un anticorpo monoclonale, con l’obiettivo di proteggere i bambini più piccoli dalle forme gravi dell’infezione.

Secondo i dati diffusi dalla Regione, grazie al vaccino i ricoveri ospedalieri dei bambini tra zero e sei mesi sono passati dai 189 del 2024 ai 42 del 2025, con una diminuzione di quasi il 78%. L’immunizzazione è prevista per i neonati e i lattanti sotto i sei mesi e per i bambini tra sei e 24 mesi che presentano fattori di rischio.

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