Comuni veneti che chiedono di entrare a far parte del FVG, opportunità economiche e non solo

Trieste – “Un’interessantissima audizione oggi in Commissione regionale che ha consentito di ascoltare direttamente le ragioni e le aspirazioni dei rappresentanti dei Comuni veneti che chiedono di entrare a far parte del Friuli Venezia Giulia”, lo afferma, in una nota, il consigliere regionale Orsola Costanza (FdI), a mergine dell’audizione dedicata alle richieste di aggregazione dei Comuni del Veneto orientale alla Regione Friuli Venezia Giulia.

“Il fatto stesso che queste comunità guardino con interesse alla nostra Regione è un segnale significativo dell’attrattività del nostro sistema regionale e delle opportunità offerte dall’autonomia speciale. Ma sarebbe riduttivo interpretare queste richieste come una semplice ricerca di maggiori risorse economiche o servizi”, prosegue Costanza. “Dagli interventi è emerso chiaramente un elemento ben più profondo: parliamo di comunità che condividono con il Friuli Venezia Giulia radici storiche, tradizioni, legami geografici e, in diversi casi, anche la lingua friulana. Territori che nel corso dei secoli hanno conosciuto differenti appartenenze amministrative, mantenendo tuttavia rapporti profondi con il Friuli occidentale”.

“È quindi anche una questione di identità, di appartenenza e di riconoscimento di legami che esistevano ben prima degli attuali confini regionali, un aspetto che merita particolare attenzione, anche alla luce della storia e delle ragioni che hanno portato al riconoscimento dell’autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia”.

Costanza sottolinea tuttavia la necessità di affrontare il tema con responsabilità istituzionale: “Non possiamo limitarci a dire semplicemente “benvenuti”. Un eventuale trasferimento comporta valutazioni territoriali, amministrative, finanziarie e istituzionali, senza dimenticare gli importanti rapporti che legano il Friuli Venezia Giulia alla Regione Veneto. Non deve diventare una competizione tra Regioni, ma un confronto serio e costruttivo, nel rispetto delle comunità interessate. La collaborazione interregionale può certamente offrire risposte concrete ad alcune esigenze dei territori di confine, ma non possiamo ignorare la volontà espressa dai rappresentanti dei Comuni di entrare a far parte del Friuli Venezia Giulia”.

“Con questa audizione abbiamo dato una dimensione istituzionale a un dibattito che esiste da molti anni. Il nostro compito è ascoltare, approfondire e valutare con apertura e responsabilità, senza alimentare aspettative semplicistiche, ma neppure sottovalutare il significato delle richieste avanzate. Perché i confini amministrativi possono dividere i territori, ma non cancellano la storia, la lingua, le tradizioni e il senso di appartenenza delle comunità”, conclude Costanza.

La procedura di passaggio secondo le norme

La richiesta di passaggio al Friuli Venezia Giulia di alcuni Comuni del Veneto orientale si fonda su ragioni storiche, linguistiche e amministrative. Nell’area del Portogruarese, un gruppo di amministrazioni locali ha riaperto il confronto sull’ipotesi di aggregazione alla regione autonoma, richiamando i legami con il Friuli, la vicinanza geografica e la gravitazione verso centri friulani per alcuni servizi, a partire da quelli sanitari.

Tra gli argomenti del dibattito c’è anche il diverso assetto finanziario garantito dall’autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia, che può incidere sulle risorse disponibili per i servizi pubblici e gli interventi sul territorio.

L’eventuale passaggio resta tuttavia un percorso complesso, che richiede il rispetto delle procedure previste dalla Costituzione.

L’articolo 132 della Costituzione stabilisce che il distacco di un Comune da una Regione e la sua aggregazione a un’altra richiedono, tra gli altri passaggi, un referendum tra le popolazioni interessate e l’approvazione di una legge statale, sentiti i Consigli regionali.

Il precedente più significativo in Friuli Venezia Giulia è quello di Sappada, che dopo il referendum del 2008 ha completato l’iter con la legge approvata nel 2017, lasciando il Veneto per entrare a far parte della regione autonoma.

I possibili comuni interessati

I Comuni potenzialmente interessati a entrare a far parte del Friuli Venezia Giulia sono Portogruaro, Caorle, San Michele al Tagliamento, con la frazione di Bibione, Concordia Sagittaria, San Stino di Livenza, Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Pramaggiore e Teglio Veneto. Talvolta viene citata anche Motta di Livenza, in provincia di Treviso.

Al momento non risultano iniziative ufficiali condivise da queste amministrazioni per avviare il trasferimento al Friuli Venezia Giulia: si tratta di ipotesi e confronti informali, che per tradursi in un percorso di annessione richiederebbero eventuali atti formali e l’avvio delle procedure previste dalla Costituzione.

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