Caro carburanti e inflazione, la stangata arriva anche in Friuli Venezia Giulia
FVG – Il caro carburanti si riflette sul costo della vita anche in Friuli Venezia Giulia, dove a settembre l’inflazione ha raggiunto il 4,3% su base annua sia a Trieste sia a Udine. Il dato, superiore al 4,2% registrato a livello nazionale dall’Istat, si accompagna a forti aumenti delle spese per energia, abitazione e trasporti. Intanto, in diverse regioni italiane la protesta degli autotrasportatori contro il costo del gasolio ha portato a presidi e blocchi della circolazione, mentre il sindacato annuncia nuove mobilitazioni contro il carovita.
I numeri diffusi dagli uffici statistici comunali mostrano come gli aumenti non riguardino soltanto il pieno dell’automobile. A Trieste, in un anno, la voce che comprende abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili è cresciuta del 12,6%, mentre i trasporti sono aumentati del 9,5%. A Udine gli incrementi sono stati rispettivamente del 13,5% e del 10%. In entrambe le città il rincaro dell’energia si accompagna a una crescita dei costi legati agli spostamenti e alla gestione della casa.
La componente energetica pesa anche sull’andamento nazionale. Secondo l’Istat, a settembre l’inflazione italiana è salita dal 3,3% di agosto al 4,2% su base annua. I prezzi degli energetici regolamentati sono aumentati del 25,8% e quelli degli energetici non regolamentati del 22,5%. Sono cresciuti anche gli alimentari non lavorati, con un incremento del 5,5%. Nel terzo trimestre, inoltre, l’aumento dei prezzi misurato dall’indice armonizzato europeo è stato più marcato per le famiglie con livelli di spesa più bassi: +4,4%, contro il 2,9% delle famiglie con spesa più elevata.
La pressione sui prezzi in Europa
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. Nell’area euro l’inflazione annua è salita al 3,8% a settembre, dal 3,2% di agosto. Secondo Eurostat, l’energia ha contribuito in misura rilevante all’aumento. Le tensioni sui mercati dei combustibili fossili sono legate anche al conflitto in Medio Oriente e alle difficoltà nelle rotte di approvvigionamento, con conseguenze sui costi delle importazioni europee.
La Commissione europea ha riconosciuto gli effetti della crisi energetica sulle famiglie e sulle imprese, richiamando la necessità di misure di sostegno e di interventi strutturali per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. Il problema è anche economico: quando petrolio e gas aumentano, i costi possono trasferirsi lungo le filiere produttive e logistiche, fino ai prezzi pagati dai consumatori.
Aiuti regionali
La Regione ha rafforzato dal primo ottobre il contributo per l’acquisto di carburanti da parte dei residenti. Nelle zone di confine e svantaggiate lo sconto è salito a 39 centesimi al litro per la benzina e 30 per il gasolio; nelle altre aree gli importi sono rispettivamente di 29 e 20 centesimi nella fascia intermedia e di 22 e 16 centesimi in quella ordinaria. Per i veicoli ibridi è previsto un contributo aggiuntivo di cinque centesimi al litro. Le risorse stanziate per l’intervento complessivo regionale si avvicinano ai 70 milioni di euro.
L’agevolazione attenua la spesa alla pompa per i cittadini che ne hanno diritto, ma non elimina gli aumenti degli altri costi energetici né quelli che possono ripercuotersi sui prezzi dei beni e dei servizi. Per valutare l’effetto effettivo della misura occorre considerare anche i prezzi praticati dai singoli distributori e la quantità di carburante acquistata dalle famiglie.
Sul fronte delle imprese, la Regione ha inoltre attivato un bando per contribuire a compensare parte dei maggiori costi sostenuti nel 2026, rivolto anche ad attività di autotrasporto e logistica. La scadenza indicata per la presentazione delle domande è il 6 novembre.
Le proteste e il nodo dei trasporti
La tensione è particolarmente evidente nel settore dell’autotrasporto. In alcune aree del Mezzogiorno sono stati organizzati presidi e blocchi, con segnalazioni di difficoltà nella distribuzione dei carburanti e delle merci.
La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha accelerato il confronto con il governo. Dopo la convocazione iniziale per il 27 ottobre, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha anticipato a martedì 20 ottobre l’incontro con le associazioni nazionali, fissato alle 10 nella Prefettura di Milano. Nel pomeriggio è previsto anche un confronto con i gruppi spontanei coinvolti nelle mobilitazioni nel Mezzogiorno. Sul tavolo ci sono lo sblocco delle risorse già stanziate, nuove misure per contenere il costo del carburante e gli aiuti alle imprese del settore.

