Liste d’attesa, ecco i dati Agenas per il FVG. Migliorano gli esami diagnostici ma le prime visite restano in difficoltà
Roma – Le liste d’attesa della sanità pubblica in Friuli Venezia Giulia mostrano un andamento divergente a seconda delle prestazioni: migliorano i tempi per gli esami diagnostici, mentre le prime visite specialistiche restano l’ambito più problematico. È quanto emerge dal bollettino dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), aggiornato al 30 settembre 2026, che confronta i risultati dei primi nove mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2025.
Per gli esami diagnostici, la quota di prenotazioni effettuate entro i tempi massimi previsti è salita dal 76,8% del 2025 all’80,7% del 2026. Il miglioramento è di 3,9 punti percentuali e colloca il Friuli Venezia Giulia nella fascia delle regioni con una percentuale di rispetto dei tempi compresa tra l’80% e l’89%. Il bollettino indica la regione tra quelle che hanno registrato un progresso in questo ambito, insieme a Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Provincia autonoma di Trento.
La situazione è meno favorevole per le prime visite specialistiche. In questo caso, la percentuale di prenotazioni entro i tempi di garanzia è passata dal 64,2% al 67,8%, con un aumento di 3,6 punti. Il dato resta tuttavia sotto la soglia del 70% e colloca il Friuli Venezia Giulia nel gruppo delle regioni con le maggiori difficoltà nel rispetto dei tempi previsti. Il miglioramento, dunque, non è sufficiente a superare una criticità che riguarda ancora una quota consistente delle richieste.
Il confronto con il quadro nazionale
A livello italiano, il monitoraggio AGENAS registra un aumento delle prenotazioni e una crescita della percentuale di prestazioni garantite entro i tempi massimi. Nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 a 21,8 milioni, con un incremento superiore al 10%. Le prime visite sono salite da 11,3 a 12,3 milioni, mentre gli esami diagnostici sono aumentati da 8,4 a 9,5 milioni.
La quota di prime visite prenotate entro i tempi previsti è cresciuta dal 76,9% al 78,6%; quella degli esami diagnostici dall’83,3% all’85%. In termini assoluti, rispetto allo stesso periodo del 2025, sono state effettuate circa 935 mila prime visite in più e 1,1 milioni di esami diagnostici aggiuntivi entro le soglie previste.
Il quadro nazionale resta quindi positivo, ma non uniforme. I dati del Friuli Venezia Giulia evidenziano uno scarto significativo rispetto alle medie italiane, soprattutto per le prime visite: il 67,8% regionale è inferiore di 10,8 punti percentuali al valore nazionale del 78,6%. Per gli esami diagnostici, invece, il dato regionale dell’80,7% rimane sotto la media italiana dell’85%, con una differenza di 4,3 punti.
Le prestazioni più difficili da garantire
Il bollettino nazionale segnala che alcuni miglioramenti riguardano proprio prestazioni che storicamente presentano maggiori difficoltà nel rispetto dei tempi. Tra le prime visite, quella dermatologica è salita dal 65,8% al 69,9%, pur rimanendo tra le più problematiche. Per gli esami diagnostici, il progresso più consistente riguarda la colonscopia, passata dal 62,8% al 69,3%. Anche la gastroscopia è migliorata, dal 68,6% al 72,6%.
Questi dati, tuttavia, sono riferiti all’intero Paese e non possono essere automaticamente attribuiti al Friuli Venezia Giulia. Il bollettino regionale non fornisce, nelle tabelle di confronto considerate, percentuali specifiche per ciascuna prestazione: non è quindi possibile stabilire da questi documenti quali visite o accertamenti presentino le maggiori difficoltà sul territorio regionale.
Il problema dell’appropriatezza delle prescrizioni
AGENAS richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di intervenire non soltanto sull’offerta di prestazioni, ma anche sull’appropriatezza delle richieste e sull’organizzazione dei percorsi assistenziali. La distribuzione delle prescrizioni tra le diverse classi di priorità varia sensibilmente da una regione all’altra e può influenzare il risultato del monitoraggio.
Un punto critico riguarda l’uso della classe P, che identifica le prestazioni programmabili entro 120 giorni. Secondo l’Agenzia, in diversi contesti alcune richieste classificate come primi accessi sarebbero in realtà riconducibili a controlli e follow-up, cioè a prestazioni successive alla prima visita. Una gestione più coerente dei percorsi di cura potrebbe contribuire a distinguere meglio le nuove richieste dalle necessità di controllo dei pazienti già presi in carico.
Il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028, entrato in vigore il 24 agosto, amplia da 55 a 114 il numero delle prestazioni sottoposte a monitoraggio, con l’avvio delle rilevazioni sulle nuove prestazioni previsto dal 1° gennaio 2027.
Il direttore generale di AGENAS, Angelo Tanese, definisce i risultati «incoraggianti», ma avverte che la conoscenza dei numeri deve accompagnarsi a interventi mirati e a un confronto continuativo con le Regioni.

