A Roma si celebra il Giorno del Ricordo nel segno di Abdon Pamich e don Francesco Bonifacio

Roma – Il 10 febbraio 2026 nell’Aula di Montecitorio si celebra la memoria nazionale del Giorno del Ricordo istituito nel 2004 con la legge 30 marzo 2004, n. 92, che all’articolo 1 stabilisce:

«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

Una pagina dolorosa del Novecento italiano che, a oltre settant’anni di distanza, continua a interrogare il Paese sul significato della memoria, della giustizia e della responsabilità storica.

La cerimonia ufficiale, in programma alle 10, si svolgerà alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ad aprire l’evento saranno i saluti del Presidente della Camera Lorenzo Fontana e del Presidente del Senato Ignazio La Russa, seguiti da interventi e testimonianze che accompagneranno il pubblico in un percorso di ricordo e riflessione. A chiudere sarà l’intervento del vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani. La cerimonia sarà condotta dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia e verrà trasmessa in diretta su Rai1, Rai Parlamento e sui canali istituzionali della Camera.

Le bandiere di Montecitorio saranno esposte a mezz’asta e, in serata, il Tricolore illuminerà la facciata del palazzo.

Nel corso della cerimonia l’orchestra del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste eseguirà l’inno nazionale, quello europeo e la sinfonia di Vivaldi Al Santo Sepolcro.

È inoltre prevista la lettura di un brano dedicato a don Francesco Bonifacio, sacerdote istriano ucciso nel 1946 e beatificato come martire. Attraverso le parole tratte dal volume Francesco Bonifacio. Vita e martirio di un uomo di Dio, dello scrittore e saggista triestino Mario Ravalico, la sua figura tornerà a incarnare una delle storie più emblematiche delle violenze che segnarono il confine orientale nel secondo dopoguerra.

La memoria dell’esodo troverà spazio anche nel racconto di Abdon Pamich, campione olimpico di marcia e testimone diretto di quella stagione storica. Durante la cerimonia sarà proiettato un estratto del docufilm Il Marciatore, ispirato alla sua biografia: una storia che attraversa la perdita della casa e della patria, per trasformarsi in riscatto personale e collettivo. Un filo che unisce lo sradicamento forzato alla capacità di ricostruire un futuro, tema centrale dell’intera giornata commemorativa. In serata, Rai1 proporrà per intero Il Marciatore – la vera storia di Abdon Pamich.

Il Giorno del Ricordo nasce per custodire la memoria delle stragi nelle foibe e dell’esodo di oltre 350 mila italiani da Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1943 e il 1947, nel contesto delle violenze legate alla dissoluzione dei confini e ai nuovi assetti dell’Europa del dopoguerra. Una memoria che per decenni è rimasta ai margini del discorso pubblico e che oggi viene riletta come parte integrante della storia nazionale ed europea.

La cerimonia di Montecitorio si inserisce così in un percorso più ampio: non solo un atto di commemorazione, ma un invito a trasformare il ricordo in consapevolezza, soprattutto per le nuove generazioni, affinché una pagina così complessa e dolorosa non venga relegata al silenzio, ma continui a essere interrogata con rigore e rispetto.

A Trieste apertura straordinaria del Centro Raccolta Profughi di Padriciano

Nell’ambito delle celebrazioni, ricordiamo che domani 10 febbraio è l’ultimo giorno di apertura straordinaria del Museo di Carattere Nazionale del Centro Raccolta Profughi di Padriciano (entrata libera dalle 10 alle 16.15), unico allestimento espositivo in Italia che conserva inalterata la sua struttura originaria dopo la dismissione nella metà degli anni ’70.

Realizzato inizialmente quale mostra permanente nel 2004 dall’Unione degli Istriani, il Museo di Carattere Nazionale C.R.P. di Padriciano ricostruisce la storia dell’esodo e ripropone in modo fedele e realistico la difficile accoglienza che venne riservata agli esuli in fuga, attraverso foto, ricordi e riproduzioni fedeli degli spazi angusti e inospitali in cui i profughi furono costretti a vivere per decenni.

In altri periodi dell’anno il Museo è visitabile su prenotazione.

(Immagine tratta dal percorso espositivo del Museo di Carattere Nazionale C.R.P. di Padriciano)

 

 

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