Confindustria Alto Adriatico presenta le stime sull’economia regionale. Investimenti previsti in crescita del 2% nel 2026
Pordenone – Investimenti in crescita del 2% nel 2026, esportazioni in aumento del 4,6% e valore aggiunto industriale dello 0,6% nel 2027, in uno scenario che resta caratterizzato da crescita modesta e da incertezze internazionali. Sono le previsioni per il Friuli Venezia Giulia presentate da Confindustria Alto Adriatico sulla base delle stime economiche disponibili.
A livello nazionale, il Rapporto di previsione d’autunno del Centro Studi Confindustria, presentato a Roma il 14 ottobre, stima un aumento del prodotto interno lordo (Pil) dell’1% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027.
In regione si dovrebbe realizzare un possibile recupero dell’attività produttiva, dopo i segnali di ripresa registrati nel 2025, e una prosecuzione degli investimenti destinati alla transizione tecnologica e digitale. Si tratta di proiezioni che dovranno trovare conferma nell’andamento dei prossimi mesi, in un contesto economico nel quale il costo dell’energia continua a pesare sulla competitività delle imprese e non solo.
Nei primi nove mesi del 2026, secondo i dati del Rapporto nazionale richiamati da Confindustria Alto Adriatico, il prezzo medio dell’elettricità in Italia è stato superiore del 35% rispetto a quello tedesco. Negli ultimi sei anni, inoltre, l’incidenza dei costi energetici sulla manifattura è aumentata del 40%. Un divario che interessa particolarmente il Friuli Venezia Giulia, dove sono presenti comparti industriali ad alta intensità energetica.
«Il nodo energetico richiede risposte strutturali, nazionali ed europee, perché non possiamo chiedere alle imprese di compensare indefinitamente con la propria efficienza costi superiori a quelli dei concorrenti», afferma Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico. Sul fronte della produttività, aggiunge, le imprese possono intervenire attraverso tecnologie, organizzazione industriale e competenze.
Su questi aspetti si concentrano anche le attività del Sistema Confindustria Alto Adriatico, attraverso il Polo Tecnologico Alto Adriatico e LEF, impegnati nel trasferimento tecnologico, nella formazione manageriale e nell’accompagnamento delle aziende nei percorsi di innovazione.
Un altro punto rilevante evidenziato da Confindustria Alto Adriatico è quello della formazione tecnica. Il 19 ottobre sarà inaugurata a Pordenone, nell’ex Birrificio, la nuova sede dell’ITS Alto Adriatico. Per il biennio 2026-2028 sono previsti 180 nuovi iscritti, il doppio rispetto al biennio precedente, distribuiti su otto corsi. L’iniziativa risponde alla necessità di formare professionalità adeguate alle trasformazioni del sistema produttivo e alle competenze richieste dall’introduzione di nuove tecnologie.
«La competitività non dipende soltanto dalle condizioni esterne, sulle quali dobbiamo continuare a intervenire. Si costruisce anche qui, investendo sulle persone e sulla capacità delle aziende di utilizzare concretamente l’innovazione», conclude Agrusti.

