Giornate FAI di Primavera 2026: 18 luoghi da scoprire in Friuli Venezia Giulia
FVG – Sabato 21 e domenica 22 marzo torna l’appuntamento con le Giornate FAI di Primavera, alla loro trentaquattresima edizione. In tutta Italia apriranno 780 luoghi in 400 città, e il Friuli Venezia Giulia non fa eccezione: otto comuni della regione partecipano all’iniziativa con 18 aperture straordinarie, molte delle quali normalmente inaccessibili al pubblico. L’ingresso è a contributo libero, con una donazione minima suggerita di 3 euro.
Trieste: la Prefettura, Palazzo Vivante e la chiesa greco-ortodossa
A Trieste la Delegazione FAI propone tre luoghi di grande interesse. Il Palazzo del Governo, sede della Prefettura, affaccia su Piazza dell’Unità d’Italia ed è visitabile in entrambe le giornate dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Realizzato tra il 1901 e il 1905 su progetto dell’architetto viennese Emil Artmann, ospita i saloni di rappresentanza, la loggia sulla piazza, la grande sala da ballo e lo studio del Presidente della Repubblica. Sono previste visite in lingua inglese sabato alle 11.30 e in lingua slovena domenica alle 11, entrambe senza prenotazione.
Palazzo Vivante, nel cuore del borgo giuseppino, apre eccezionalmente grazie all’Opera Figli del Popolo. L’edificio, esempio dell’architettura residenziale ottocentesca legata alla vocazione commerciale di Trieste, custodisce ambienti novecenteschi sopravvissuti ai bombardamenti del 1945 e un ciclo pittorico attribuito al maestro viennese Alois Hans Schram. Le visite sono affidate agli Apprendisti Ciceroni del Liceo Petrarca e del Liceo Galilei. Orari: sabato dalle 10 alle 18, domenica dalle 14 alle 18.
Riservata ai soli iscritti FAI, con prenotazione obbligatoria, la visita alla Chiesa greco-ortodossa della SS. Trinità e San Nicolò, nota come Chiesa di San Nicolò dei Greci. La chiesa testimonia il ruolo dei mercanti ellenici nello sviluppo di Trieste ed è celebre per la sua iconostasi argentata. Le visite, guidate dal Presidente della Comunità Greco Orientale Antonio Sofianopulo, si svolgono solo sabato 21 marzo in sei turni.
Udine: palazzi nobiliari, la Prefettura e il CISM
La Delegazione FAI di Udine, insieme al neonato Gruppo FAI Giovani Udine, propone cinque aperture nel capoluogo friulano.
Palazzo Antonini Stringher, sede di Fondazione Friuli in via Gemona 1, è visitabile in entrambe le giornate dalle 10 alle 17. Il palazzo, le cui origini risalgono al tardo Cinquecento, fu a lungo utilizzato dalla Banca d’Italia e oggi ospita una collezione di oltre 600 opere d’arte che include, tra gli altri, lavori di Pomponio Amalteo, Palma il Giovane, Afro e Mirko Basaldella. Le visite sono a cura degli Apprendisti Ciceroni del Liceo Classico Jacopo Stellini e del Liceo Artistico Giovanni Sello.
Venerdì 20 marzo, in anteprima, lo stesso palazzo accoglie un evento speciale: una “Passeggiata d’autore” con le autrici Elena Commessatti e Liliana Cargnelutti, curatrici del volume dedicato alla storia dell’edificio. L’ingresso è su prenotazione online, con contributo a partire da 10 euro per gli iscritti FAI e 15 euro per i non iscritti.
Il vicino Palazzo Antonini Maseri, sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Udine e capolavoro rinascimentale di Andrea Palladio, è accessibile esclusivamente agli iscritti FAI su prenotazione. Sarà possibile visitare il piano terra e il primo piano, mentre il giardino esterno resterà chiuso per lavori di manutenzione.
La Prefettura di Udine, in via Pracchiuso, offre invece un percorso nella storia di un complesso che fu monastero di Terziarie Servite nel Seicento, poi caserma e ospedale militare austriaco e infine, dal 2006, sede della Prefettura. Visite dalle 10 alle 17 in entrambe le giornate, con turni da 20 persone ogni 30 minuti. Sabato pomeriggio, dalle 14.30 alle 17, è prevista anche l’apertura straordinaria della vicina Chiesa di San Valentino, con ingressi su prenotazione.
Palazzo Antonini Mangilli del Torso, sede del CISM (Centro Internazionale di Scienze Meccaniche) in Piazza Garibaldi, è forse la proposta più ricca per gli amanti dell’arte: il percorso interno attraversa sale quasi interamente affrescate, tra cui il corridoio decorato nel 1786 con affreschi attribuiti ad Andrea Urbani e la spettacolare sala dei divani, ex sala da ballo. Ingresso senza prenotazione, dalle 10 alle 17.
La Carnia, Torviscosa, Premariacco
A Villa Santina, in Carnia, riapre al pubblico la Carnica Arte Tessile, laboratorio di biancheria fine per la casa con sessant’anni di storia, distrutto da un incendio nel luglio 2020 e riaperto lo scorso 15 dicembre 2025. I visitatori potranno scoprire la nuova sede e i telai, antichi e moderni, che producono filati apprezzati in tutto il mondo. Visite dalle 10 alle 17 in turni da 10 persone.
A Torviscosa, il Gruppo FAI di Palmanova accompagna i visitatori alla Centrale termoelettrica Edison, impianto a ciclo combinato da 856 MW. Il percorso guidato comprende la sala controllo, la sottostazione elettrica e la sala macchine. L’apertura è prevista solo sabato 21 marzo, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17.
A Premariacco, il Gruppo FAI di Cividale del Friuli porta alla Rocca Bernarda, cinquecentesca villa-castello sui Colli Orientali del Friuli. Le visite interne, affidate agli Apprendisti Ciceroni dell’ISIS Paolino d’Aquileia, conducono attraverso la Camera Rossa, la Sala delle Poesie, l’Orangerie con le grottesche attribuite alla scuola di Giovanni da Udine e la barricaia storica. Previste anche passeggiate esterne tra vigneti, oliveti e il parco con il cipresso secolare. Sabato sera, alle 19, è in programma un evento speciale a pagamento — “C’era una volta… arte, versi e sapori nelle Terre del Cavalieri” — con degustazioni, letture poetiche ed esibizioni di scherma olimpica.
Pordenone e Polcenigo
In provincia di Pordenone, a Polcenigo, la Delegazione FAI di Pordenone apre quattro siti: il Mulino Faletti-Sanchini, Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro, Palazzo Scolari-Salice e, per i soli iscritti FAI, il Palazzetto Diana-Santarossa.
A Pordenone è visitabile l’Antico Ospitale dei Battuti.
Gorizia: apertura straordinaria di Villa Codelli a Mossa
Villa Codelli custodisce millenni di storia in un paesaggio che fu crocevia tra Oriente e Occidente fin dalla preistoria. Su queste alture — già sentinelle lungo le valli del Vipacco e dell’Isonzo, e percorse dalle antiche vie che univano Emona ad Aquileia — si sovrapposero nei secoli insediamenti neolitici, colonie romane, confini longobardi e castelli medievali, fino a quando, nel 1587, il carinziano Giovanni di Cobenzl trasformò le rovine di un antico maniero in una residenza signorile, poi acquisita nel 1700 dal barone Agostino Codelli de Fahnenfeld, che le diede l’aspetto attuale.
Immerso in un parco a terrazzamenti, il complesso si articola in un palazzo su due piani — con balcone a trifore, frontoni triangolari e interni affrescati secondo lo schema delle ville venete — nella cappella di famiglia dedicata a Santa Maria Assunta, ricca di opere d’arte di straordinaria suggestione, e nel Folador, edificio rurale che oggi ospita le creazioni della Scuola Merletti di Gorizia e le opere musive dell’Officina dell’Arte della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone.
Durante le Giornate FAI, questo scrigno normalmente chiuso al pubblico apre le sue porte per svelare non solo la bellezza architettonica e il giardino storico, ma anche le storie intrecciate di due grandi famiglie.
Info e prenotazioni
L’elenco completo dei luoghi aperti e le modalità di prenotazione sono disponibili su www.giornatefai.it e al link regionale bit.ly/GFP_FVG_2026. Per informazioni sulla delegazione di Trieste: trieste@delegazionefai.fondoambiente.it; per Udine: udine@delegazionefai.fondoambiente.it; per Cividale: cividale@gruppofai.fondoambiente.it.

