“La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” presenta il suo libro Sandra Petrignani per Dedica Festival

Pordenone – La storia, le passioni, la produzione letteraria, le scelte politiche di uno fra i nomi più importanti della letteratura femminile del ‘900 italiano: è quanto racconta Sandra Petrignani in “La Corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg”, uscito per Neri Pozza, fissando così il volto della scrittrice in quel gigantesco albero genealogico a cui appartiene la fibrillante cultura coeva.

La scrittrice, che per questo libro ha ricevuto poco più di un mese fa il premio Dessì per la narrativa e il 30 ottobre a New York il premio The Bridge per la saggistica, riconoscimento che si propone come un “ponte” che unisce le culture italiana e americana con lo scopo di rafforzarne la mutua comprensione, sarà a Pordenone mercoledì 14 novembre, alle 18, nella sala dell’ex Tipografia Savio di via Torricella 2, ospite di Dedica Festival Incontra e del Circolo della cultura e delle arti di Pordenone, presentata da Franca Benvenuti e in dialogo con Annamaria Manfredelli ad ingresso libero.

Nell’occasione della sua presenza a Pordenone Sandra Petrignani, incontrerà inoltre giovedì, alle 10.15, studenti e docenti del liceo Grigoletti nell’ambito del progetto “Invito alla lettura” .

Dalla nascita palermitana alla formazione torinese, fino al definitivo trasferimento a Roma, Sandra Petrignani ripercorre la vita di una grande protagonista del panorama culturale italiano. Ne segue le tracce visitando le case che abitò, da quella siciliana di nascita alla torinese di via Pallamaglio – la casa di Lessico famigliare – dall’appartamento dell’esilio a quello romano in Campo Marzio, di fronte alle finestre di Italo Calvino. Un lavoro di studio e ricerca che restituisce una scrittrice complessa e per certi aspetti sconosciuta. Accanto a Natalia – così la chiamavano tutti, semplicemente per nome – si muovono prestigiosi intellettuali che furono suoi amici e compagni di lavoro: Calvino appunto, Giulio Einaudi e Cesare Pavese, Elsa Morante e Alberto Moravia, Adriano Olivetti e Cesare Garboli, Carlo Levi e Lalla Romano e tanti altri.

Perché la Ginzburg non è solo l’autrice di un libro-mito o la voce – corsara quanto quella di Pasolini – di tanti appassionati articoli che facevano opinione e suscitavano furibonde polemiche. Narratrice, saggista, commediografa, infine parlamentare, Natalia è una “costellazione” e la sua vicenda s’intreccia alla storia del nostro paese. Un destino romanzesco e appassionante il suo: unica donna in un universo maschile a condividere un potere editoriale e culturale che in Italia escludeva completamente la parte femminile. E donna vulnerabile, e innamorata di uomini problematici. A cominciare dai due mariti: l’eroe e cofondatore della Einaudi, Leone Ginzburg, che sacrificò la vita per la patria, e l’affascinante, spiritoso anglista e melomane Gabriele Baldini che la traghettò verso una brillante mondanità: uomini fuori dall’ordinario ai quali ha dedicato nei suoi libri indimenticabili ritratti.

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