Pordenonelegge, confermato il CdA. Michelangelo Agrusti guida la Fondazione fino al 2029

Pordenone – Lunedì 20 aprile si è svolta l’assemblea della Fondazione Pordenonelegge. Negli uffici della sede, il Consiglio di Amministrazione ha prima approvato il Bilancio Consuntivo 2025, poi ha lasciato spazio all’Assemblea dei Soci fondatori per il rinnovo del Consiglio di amministrazione, arrivato alla naturale scadenza del mandato statutario.

L’esito dell’assemblea non ha lasciato spazio a sorprese: i rappresentanti degli enti promotori — Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confindustria Alto Adriatico e Coldiretti — hanno confermato all’unanimità il Consiglio uscente. Michelangelo Agrusti, espressione di Confindustria Alto Adriatico, è stato riconfermato alla presidenza per un secondo mandato che lo vedrà alla guida della Fondazione fino al 2029. Silvano Pascolo, rappresentante di Confartigianato, mantiene la vicepresidenza. Il CdA è inoltre composto da Emanuela Fattorel (Camera di Commercio Pordenone e Udine), Fabio Pillon (Confcommercio), Fabio Dubolino (Confcooperative) e Marco De Munari (Coldiretti). Riconfermato anche il Collegio dei Revisori, presieduto da Paolo Ciganotto e affiancato da Nadia Siega e Andrea Martini.

Alla direzione della Fondazione rimane Michela Zin, presente sin dalla nascita dell’ente nel 2013 e protagonista della storia di pordenonelegge fin dalla prima edizione, nel lontano 2000.

Un mandato da oltre 600mila presenze

I numeri dell’ultimo mandato sono importanti. Dal 2023 a oggi, gli eventi culturali curati dalla Fondazione in Friuli Venezia Giulia hanno registrato oltre 600mila presenze. I canali digitali hanno moltiplicato ulteriormente la portata delle iniziative, con milioni di follower raggiunti sui social e sul web.

«L’ultimo mandato ha registrato un incremento notevole dell’attività di Fondazione Pordenonelegge.it, stimabile intorno al 50%», ha dichiarato il presidente Agrusti all’atto del suo insediamento. Il raggio d’azione del festival si è esteso a 13 comuni del territorio, e la Fondazione è diventata interlocutore di riferimento per l’Assessorato regionale alla Cultura, in particolare in occasione di GO! 2025 Capitale europea della Cultura. Non è mancata la presenza al Salone del Libro di Torino, né la collaborazione con numerose amministrazioni comunali del Friuli Venezia Giulia per eventi come il Premio Hemingway a Lignano Sabbiadoro, Monfalcone Geografie Festival e la rassegna letteraria Tolmezzo Vie dei Libri.

L’impatto economico: 11,27 euro per ogni euro pubblico investito

Tra i dati emersi nella giornata, spicca un indicatore particolarmente significativo: per ogni euro pubblico investito nel 2025 su pordenonelegge, la ricaduta economica stimata è di 11,27 euro, secondo i dati della Valutazione impatto eventi FVG. Un moltiplicatore che fotografa con chiarezza il valore generato dalla manifestazione per il territorio.

Altrettanto rilevante è la crescita dell’AVE — Advertising Value Equivalency — ovvero il valore economico dell’impatto prodotto dalle attività di comunicazione e di media relation. Nel 2025, l’AVE della Fondazione ha raggiunto la quota record di 86,8 milioni di euro, a testimonianza di un’esposizione mediatica capillare e di un posizionamento reputazionale di alto profilo, sia a livello territoriale che nazionale.

Verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027

Lo sguardo di Agrusti è già proiettato verso il prossimo traguardo: il 2027, anno in cui Pordenone sarà Capitale Italiana della Cultura. «Siamo stati, siamo e saremo a disposizione per contribuire all’ottimale risultato di questa sfida avvincente», ha dichiarato il presidente, sottolineando come la Fondazione si ponga da sempre come punto di incontro tra pubblico e privato, tra cultura e sviluppo economico.

«La cultura potenzia l’attrattività dei luoghi e ne diventa volano di sviluppo», ha aggiunto Agrusti. Una visione che, in 26 anni di pordenonelegge e 13 anni di attività della Fondazione, si è tradotta in iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale e in partnership con istituzioni culturali di tutta Europa, con l’obiettivo dichiarato di promuovere inclusione sociale, formazione delle nuove generazioni e crescita delle comunità locali.

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