Trieste Film Festival 2026 tra cinema, letteratura e percorsi culturali dal 16 al 24 gennaio
FVG – La 37^ edizione del Trieste Film Festival, in programma dal 16 al 24 gennaio 2026, non celebra solo il grande schermo, ma si consolida anche quest’anno come spazio di dialogo tra arti, discipline e culture diverse, aumentando la sua programmazione di eventi collaterali. Il TSFF propone un fitto calendario di presentazioni editoriali – grazie anche alle collaborazioni con Bottega Errante Edizioni e Meridiano 13 -, talk, workshop, tour guidati, portando a Trieste voci fondamentali della letteratura e dell’attivismo contemporaneo, oltre che performance e degustazioni.
Il percorso letterario si apre con un ciclo curato da Bottega Errante Edizioni, che propone un’immersione nella storia e nell’identità dei Balcani. Il 19 gennaio al Caffè San Marco, lo scrittore croato Robert Perišić presenta “La gatta alla fine del mondo”, un’opera definita dal Wall Street Journal tra i migliori libri dell’anno, in dialogo con il giornalista Rai Walter Skerk. Il giorno seguente, alla libreria Ubik, Dora Šustić racconta, insieme a Giorgia Spadoni, il suo romanzo d’esordio “I cani”, una storia di libertà giovanile in Andalusia premiata con il ‘Drago Gervais’. Il ciclo si conclude il 21 gennaio alla libreria Minerva con Dejan Atanacković, in dialogo con Luigi Nacci, e il suo “Lusitania”, vincitore del Premio NIN, che narra la nascita di una comunità utopica nella Belgrado occupata del 1915.
Il 18 gennaio la libreria Lovat ospita il talk “Il Cuore Scoperto – Per ri-fare l’amore” (add editore), un momento di riflessione politica e culturale sulle nuove forme relazionali a partire dall’edizione italiana del libro di Victoire Tuaillon. L’appuntamento, moderato da Marta Improta, è con Marta Pacor e Rosa Monicelli. Il 23 gennaio sempre alla Lovat si passa alla graphic novel di Boban Pesov con “C’era una volta l’Est” (Tunué). L’autore dialoga con il rapper Doppelgänger e sarà un’occasione per riflettere sulla comune esperienza, figlia della diaspora successiva alle guerre nei Balcani degli anni ‘90, oltre che sul rap e la graphic novel. Il 18 gennaio all’Antico Caffè San Marco lo storico e scrittore Eric Gobetti terrà una lezione tra cinema e storia che si propone di analizzare in che modo il cinema italiano ha rappresentato i partigiani jugoslavi e come sono stati mostrati gli occupanti italiani nel cinema jugoslavo.
Il collettivo Meridiano 13 amplia l’orizzonte internazionale il 22 gennaio, facendo convergere le storie di Yemen e Bulgaria alla libreria Ubik con Eleonora Sacco e Giorgia Spadoni. Nella stessa giornata, un panel moderato da Mitja Stefancic dedicato alla musica alternativa slovena vedrà protagonisti Boris Benko e Petar Stojanović, esplorando l’eredità dei movimenti artistici e musicali degli anni Ottanta e Novanta nell’ex Jugoslavia.
Trieste stessa si trasforma in narrazione grazie ai tour guidati di Marzia Arzon e Francesca Pitacco. Gli itinerari, sei in tutto, spaziano dalla scoperta della Trieste slovena alla rievocazione della città operaia, passando per le storie di filantropia di Barriera Vecchia e la visita al Borarium di Opicina. È previsto anche un percorso a Trieste dedicato ai bambini e una passeggiata transfrontaliera tra Gorizia e Nova Gorica ideata da Gianluca Guerra per l’app Set Discover.
L’esperienza del festival si arricchisce di eventi “fuori dagli schemi”, come la performance partecipativa Yugo Yoga, ideata da Lara Ritosa-Roberts, che il 24 gennaio trasformerà il Mercato Coperto in uno spazio di movimento collettivo ispirato alla cultura socialista e alla “fiskultura”. Altri appuntamenti includono lo Speed Date di ArtiFragili il 20 gennaio e i cine-racconti di Quadrato Culturale T.E.T.R.I.S.S. a cura di Margherita De Michiel, professoressa associata di lingua a letteratura Russa presso SSLMIT, al Ridottino del Teatro Miela il 16 gennaio.
Sul fronte della critica cinematografica, verranno presentati due volumi legati all’analisi di alcuni fenomeni nel cinema contemporaneo e allo studio dei festival che se ne occupano. Roy Menarini discuterà il suo “I film del XXI secolo” (Cuepress) il 18 gennaio con Beatrice Fiorentino, mentre Il Comitato CUC-Consulta Universitaria del Cinema presenterà “Festival e Critica: una storia incrociata” (Meltemi) martedì 20 gennaio presso la Libreria Umberto Saba, in conversazione con il giornalista Paolo Lughi.
Il 19 e 20 gennaio presso la Sala CEI si svolgeranno le giornate di studi “Reframing European Film Festivals: Transitional Histories, Cultures and Identities”, realizzate dalla CUC in collaborazione con il TSFF.
Tornano inoltre i CinéTalks, un percorso di film literacy per le scuole superiori, quest’anno sul tema della violenza di genere e in collaborazione con il centro antiviolenza GOAP, con alcuni incontri in vari istituti scolastici triestini e una matinée al Cinema Ambasciatori mercoledì 21 gennaio.
Anche il palato sarà soddisfatto grazie alle degustazioni dei vini della cantina Rojac il 17 gennaio al Caffè San Marco e allo showcooking di tradizioni europee orientali in versione macrobiotica il 18 gennaio.
Per partecipare alle visite guidate, alle degustazioni e allo showcooking, è necessaria la prenotazione. Tutte le informazioni sul sito www.triestefilmfestival.it
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