“Trittico Suite – Con Cilindro Stivaletti e Carrozze” ai Fabbri a Trieste

Trieste – Il cartellone della stagione “AiFabbri2” della Contrada di Trieste si arricchisce di una proposta fuori dagli schemi con lo spettacolo “Trittico Suite – Con Cilindro Stivaletti e Carrozze”, in scena al Teatro dei Fabbri il 13, alle 20:30, e il 14 marzo 2026 alle ore 18:00.

Questa produzione, firmata da Settimo Cielo, rappresenta un viaggio suggestivo nelle atmosfere della letteratura verista, rilette attraverso una lente contemporanea che ne esalta la forza drammatica e l’ironia. La narrazione prende vita sulle ultime note della Traviata, da cui affiorano, attraverso una vecchia cornice, i suoni pallidi di una Piazza della Scala di fine Ottocento. Sullo sfondo appare una carrozza dove il vetturino, con le redini gelate in mano, parla tra sé e sé per non soccombere al freddo, raccontando il proprio mondo e i propri guai.

Il testo e la regia sono curati da Paola Bonesi, che sceglie di riportare alla luce quadri vividi e personaggi quasi dimenticati, ripescati con cura dai polverosi cassoni della tradizione letteraria di fine Ottocento. Durante lo spettacolo, la scena si trasforma dinamicamente: il “brümista” milanese diventa il vetturino romano e infine il “gnure” palermitano. Insieme alla regista, sul palco troviamo Maurizio Repetto Gloria Sapio, protagonisti di un trittico dal quale emergono, con la forza di un’impressione pittorica e di un umorismo a tratti spietato, il clima storico e sociale dell’Italia post-unitaria. Si tratta di una narrazione popolata da figure strampalate e situazioni tragicomiche che, nonostante la distanza temporale, risuonano ancora oggi con sorprendente attualità.

L’allestimento si avvale del disegno luci di Peppe Pizzo, fondamentale per ricreare quell’estetica evocata dal titolo stesso, dove accessori come il cilindro e le carrozze diventano simboli di un’epoca passata ma ancora capace di parlare alle fragilità umane del presente. “Trittico Suite” non è solo un omaggio al verismo, ma una riflessione sulla ciclicità dei sentimenti e delle miserie umane, servita con un ritmo teatrale che alterna momenti di profonda introspezione a guizzi di vivace comicità.

L’appuntamento ai Fabbri offre dunque al pubblico triestino l’occasione di scoprire una perla del teatro di ricerca e di produzione indipendente, guardando a nuovi linguaggi e a riletture originali dei classici. È un invito a lasciarsi trasportare in un mondo di eleganza d’altri tempi e di cruda realtà, dove il confine tra il serio e il faceto si fa sottile, regalando una serata di teatro puro e coinvolgente.

 

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