Ispezione della Finanza al Mediocredito del FVG: parole di fuoco tra M5S e Giunta

Udine – La Guardia di Finanza ha effettuato il 27 settembre un’ispezione nella sede udinese del Mediocredito del Friuli Venezia Giulia e ha sequestrato documenti inerenti ai movimenti bancari degli ultimi 7-8 anni.

L’attività investigativa prende le mosse da un esposto presentato alla Procura di Udine da parte di esponenti del Movimento 5Stelle.

“L’anno scorso – spiega Marco Zullo, eurodeputato del M5S – effettuando un accesso agli atti della Procura di Udine a seguito dei vari tentativi dei nostri portavoce regionali che avevano sollevato il caso, abbiamo trovato una relazione di Banca d’Italia che evidenziava ipotesi di reato pesanti da parte di Mediocredito, una banca pubblica del Friuli Venezia Giulia”.

“Scorrettezze confermate anche da altre relazioni della polizia tributaria, documenti sconcertanti abbandonati lì, in archivio. Da allora – prosegue Zullo – ho coinvolto diversi parlamentari sia in Europa, sia in Italia. Con i miei colleghi M5S Giorgio Sorial, Barbara Lezzi e Nicola Morra abbiamo depositato un’interrogazione in Parlamento alla quale non è seguita nessuna risposta”.

“Una recente sentenza della Corte di Cassazione sul principio di continuità dei valori di bilancio, però, ci ha dato l’aggancio ideale per andare avanti. Se una falla all’interno di un bilancio non è sanata in quelli successivi, infatti, allora tutto è riconducibile al primo dei bilanci incriminati, anche se sono decorsi i canonici 5 anni per la responsabilità degli amministratori”.

“Da qui – avverte l’europarlamentare – abbiamo deciso di costruire un esposto per la stessa procura di Udine che dimostra (attraverso un incrocio tra fallimenti di aziende, prestiti non onorabili, interpretazioni creative dei bilanci e molto altro) il concorso esterno in bancarotta fraudolenta”.

“Un reato che potrebbe risalire addirittura ai tempi dell’amministrazione regionale di Riccardo Illy e arrivare fino a quella di Debora Serracchiani”.

“Mentre noi chiediamo di fare luce sulla vicenda, l’amministrazione PD a firma Serracchiani effettua un aumento di capitale con relativa cartolarizzazione dei debiti. Estremo tentativo per insabbiare il tutto, nella speranza che anche questa vicenda passi nel dimenticatoio?” prosegue l’esponente M5S in Europa.

“Il Partito Democratico, se le evidenze dovessero essere certificate dalla giustizia, si confermerebbe un partito spolpa banche, capace di creare buchi e debiti ovunque passa. Salvo poi farli pagare, nella peggiore delle ipotesi, direttamente ai piccoli risparmiatori. Il tutto grazie a provvedimenti europei che loro stessi hanno sottoscritto. Insomma, si preannuncia l’ennesimo disastro clientelistico dei dinosauri della vecchia politica” conclude Zullo.

Non si è fatta attendere la reazione della Giunta regionale.

L’assessore alle Finanze Francesco Peroni ha affermato che ”deve essere chiaro che la Regione, come proprietaria di maggioranza della Banca, è vittima, al pari dello stesso Istituto, di condotte di reato quali quelle ipotizzate e che, ove tali condotte risultassero accertate e individuati i relativi responsabili, agirebbe a propria tutela in tutte le sedi giudiziarie competenti”.

“Va ricordato che il periodo maggiormente segnato dal fenomeno dei crediti deteriorati, poi classificati dalla Banca a sofferenza, emerge soprattutto tra il 2001 e il 2007, con un picco massimo tra il 2005 e il 2008. Ciò è stato già da tempo reso noto dall’azienda in numerose audizioni in Consiglio regionale; e proprio durante l’ultima audizione, resa dall’allora presidente Compagno, fu comunicato che l’Istituto aveva ritenuto di avviare azioni di tutela legale, a fini di risarcimento del danno subito da Mediocredito”.

“Per quanto concerne l’azione dell’attuale Governo regionale, è ormai ampiamente documentato che la Banca che ci siamo trovati a gestire nel 2013 aveva già ‘in pancia’ tutti i germi patogeni che si sono suggestivamente sprigionati con virulenza”.

L’assessore ha anche auspicato che “le indagini della magistratura si svolgano il più speditamente possibile e che il dibattito pubblico sulla vicenda tenga ben distinto il piano delle eventuali responsabilità penali individuali, al momento ancora indeterminate, dall’azienda Mediocredito, che delle condotte criminose ipotizzate, ove accertate, sarebbe vittima”.

“Non saranno eventuali polemiche o strumentalizzazioni politiche a distoglierci dall’impegnativo lavoro di rilancio dell’Istituto. Sfida che abbiamo intrapreso, avendo come unico riferimento la tutela dell’interesse pubblico, che è quello dei cittadini contribuenti, cioè – ha concluso Peroni – i veri titolari del patrimonio amministrato dalla Regione”.

“Rivendichiamo di aver tempestivamente messo mano a tutte le terapie del caso, in sintonia con i principali soci della Banca e in piena coerenza con le indicazioni dateci dall’Autorità di Vigilanza. Dunque: pulizia della Banca dalle sofferenze, aumento di capitale e ricerca di una partnership industriale capace di portare Mediocredito al passo con l’evoluzione del mercato”.

“Questo difficile percorso di risanamento, dopo le operazioni straordinarie della scorsa estate (cessione al mercato delle sofferenze e correlato aumento di capitale) è quasi ultimato e i cittadini di questa Regione devono essere certi che le risorse impiegate a tal fine sono state spese a salvaguardia di un interesse collettivo. Scelte diverse avrebbero comportato perdite maggiori”.

“In ogni caso la Regione ha piena fiducia nell’azione della magistratura e – ha concluso l’assessore – collaborerà all’accertamento dei fatti in tutte le forme possibili”.