Vicini e insieme, un dono da vivere
Udine – Meglio non poteva concludersi il mese di febbraio, noto per essere il mese del Carnevale, con un ritrovo festoso e meno chiassoso, ricco di incisiva fraternità, grazie all’appuntamento di Vicinanze, tenutosi al Centro Balducci di Zugliano, in provincia di Udine, lo scorso sabato 28 febbraio. Un convegno per celebrare e rilanciare la prossimità tra le persone e le varie, e per fortuna numerose, associazioni e comunità che puntano dritte al ritrovare una sempre più necessaria e sognata dimensione di vicinanza, in modo da dare risposte alle solitudini e alle molte tristezze del vivere umano in questo tempo.
Si comincia dal percepire l’altro e dall’aprire, in forme organizzate e aggreganti, uno spazio di accoglienza. La solitudine, spesso silenziosa, rende invisibili e quindi occorre tracciare percorsi di vicinanza verso chi aspetta un gesto, uno sguardo, una parola che dica: io ti vedo, tu sei importante.
L’incontro è stato pensato a livello regionale e ha ospitato testimonianze del volontariato presenti nelle quattro città del Friuli Venezia Giulia, alla presenza di più di cento partecipanti al convegno ospitato presso il Centro Balducci di Zugliano, luogo dove si vive quotidianamente la fraternità, in particolare verso i migranti.
Introdotto da Barbara Bizzocchi del Movimento dei Focolari e da don Paolo Iannaccone, presidente del Centro Balducci, il convegno ha disteso il suo tappeto punteggiato di sentimenti che rompono le solitudini e indicano una strada nuova nella riscoperta dell’alterità.
Gli astanti sono stati catturati dalla bellezza e dalla freschezza di testimonianze rese preziose dalla rinascita di relazioni di apertura e di amicizia vissute, ad esempio, dai “Telefoni amici”, messi insieme in una rete internazionale e attivi nell’ascolto di persone che vogliono essere considerate e ascoltate.
Brani di vita rigenerata sono emersi anche dai volontari dell’Associazione Volontari Ospedalieri, che si mettono accanto ai malati con discrezione. Qui l’ascolto rappresenta la linfa vitale e ai gesti di semplicità e di accudimento si affianca l’impegno ad abitare la gentilezza.
Commoventi i fatti narrati da chi rappresentava Icaro, volontariato vicino ai detenuti del carcere, guardati non più in maniera torva ed escludente, ma con attenzione ai loro drammi e con la fiducia in un possibile rilancio della loro esistenza danneggiata, in un surplus di compassione che rompe il gelo e sgonfia le rabbie.
Che dire della Spin, sigla dello sport inclusivo, a cui hanno accesso anche persone con disabilità di vario tipo e di età diverse, in un recupero di potenzialità che in altri tempi erano considerate irraggiungibili per chi aveva ostacoli fisici, mentre oggi diventano fonte di avvicinamento con tutti e tra tutti.
Magnifico anche lo sforzo delle Famiglie Nuove del Movimento dei Focolari, i cui volontari si dedicano a progetti di accoglienza di famiglie migranti, in particolare in questo periodo nella cura di nuclei con bambini spesso feriti o malati provenienti dalla Striscia di Gaza. In questo ambito va ricordata con riconoscenza l’ampia azione dei volontari delle Caritas diocesane, presenti al convegno, che seguono in ogni città molte persone in grave difficoltà, assicurando ospitalità e ascolto.
Di notevole interesse anche l’attività del “Bosco di Mezzo”, associazione nata con l’intento di riportare nelle persone la gioia e lo stupore della natura e rappresentata al convegno da una band musicale che ha allietato il pubblico.
Un pomeriggio di rasserenante ventilazione di quel bene, spesso sommerso e poco conosciuto, che opera senza altro scopo se non una comunicazione libera e attenta alla cura degli altri, oltre gli stereotipi di una mondanità in grave difficoltà relazionale. Quanta sapienza vi era nelle parole del Mahatma Gandhi, che ricordava come «il modo migliore per ritrovarsi sia perdersi nel servizio degli altri».

