S’inaugura la personale “Pitture e carte di Franco Ule” presso lo spazio di Ad Formandum a Trieste
Trieste – S’inaugura, martedì 12 maggio 2026 alle ore 18.00, la personale “Pitture e carte di Franco Ule, presso lo spazio di Ad Formandum società cooperativa sociale/socialna zadruga. Il progetto sarà presentato da Roberto Vidali, direttore della rivista d’arte “Juliet”.
Ma chi è Franco Ule? Artista che nasce a Trieste, da sempre un’indole ribelle e collaterale alla società borghese che non gli ha permesso di concludere alcun corso di studi essendo entrato sempre in contrasto con le dottrine impartite dai suoi insegnanti.
Tanto che un insegnante che gli chiese di tirare linee diritte, mentre lui si ostinava a produrre ghirigori, arrivò a spezzargli la matita. Un modo un po’ brusco per definire i limiti, e per fargli intendere che in quell’aula lui non avrebbe trovato udienza.
La sua prima mostra fu realizzata a Palazzo Vivante, a Trieste e il suo mentore fu Claudio Massini: erano i primi anni Settanta e Ule aveva appena quattordici anni. La sua ossessione per la pittura e la sua dedizione a una vita artistica lo portò a vivere in maniera marginale, rifiutandosi a qualsiasi compromesso e mantenendosi sempre distante dalle regole del sistema dell’arte, di cui non amava i cerimoniali e le recite.
Come evidenzia il curatore Vidali: “Per soffermarsi sull’opera di Franco Ule non bisogna solo riferirsi alla difformità della sua produzione, ma anche alla sua posizione antagonista rispetto al flusso della corrente dominante”.
Continua, “Se pensiamo alla mostra “Incubo” del 1977, realizzata per il Centro La Cappella Underground di Trieste, comprendiamo come il suo stare ai margini e un po’ al di fuori del sistema, mantenendo un dialogo con poche persone appartenenti al mondo dell’arte, in realtà lo aveva posto in una posizione da anticipatore rispetto a quelle modalità segniche e pittoriche che esploderanno solo con la Transavanguardia e che, in Italia, verranno ufficializzate appena con la Biennale del 1980.
Inquadrandolo in questa luce, molti dei suoi lavori assumono un valore non solo da un punto di vista estetico ma proprio da quello di una necessaria espressività, da intendersi come grido solitario che voleva avere il valore dell’anticipazione. Ciò che diviene fondamentale è la carica eversiva del suo linguaggio, il suo disincantato disinteresse nei confronti di una vita condotta nella normalità, la necessità di una espressione quotidiana simile al bere acqua e al mangiare il pane, senza preoccuparsi troppo di una precisione formale o di un linguaggio che possa dirsi uniformante. Quello che uniforma, in realtà, l’insieme della sua produzione, è “il segno che segna”, come avrebbe detto Enzo Cucchi, personalità di spicco proprio di quel ritorno alla pittura che per dirla nei termini più adeguati sta ad architrave di tutta la cultura post-modernista ovvero di flessione verso un passato votato alla cancellazione delle esperienze neoavanguardiste. E se nel descrivere il suo lavoro artistico dovessimo usare una categoria storica dovremmo dire che al pari di Vincent van Gogh, autore peraltro molto amato dall’artista, Franco Ule ha cercato in tutti i modi di vivere l’arte in maniera totale e onnicomprensiva, lasciandosi assorbire e dominare fin dentro l’animo”.
Conclude Vidali: “Tale è il carico della sua “aggressività espressiva” che se lasciata a briglia sciolta questa è capace di strappare la tela, di stracciare la carta, per fare frammenti e poi da questi trarne collage per delle nuove opere. Ciò vale a dire che ogni sua opera è un monito alla nostra capacità di sopportazione, è un esame al nostro diritto di esistenza, è un punto interrogativo sulle cose giuste o non giuste fatte nell’arco della giornata. Il tutto con una pausa caffè e sigaretta, unico modo per fermare il flusso della pittura”.
Ad Formandum società cooperativa sociale / socialna zadruga (via della Ginnastica 72, Trieste) gli riserva uno spazio che ospita la mostra sino al 2 marzo 2027.
A fine serata seguirà un rinfresco organizzato dagli allievi del corso di tecniche di cucina e operative per il servizio sala e bar, coordinati dagli insegnanti della scuola alberghiera.
AD FORMANDUM società cooperativa sociale / socialna zadruga – via della Ginnastica 72, Trieste; Info al www.adformandum.org – tel. 040 566360.
“Pittura e carte di Franco Ule” resterà visitabile dal 12 maggio 2026 sino al 2 marzo 2027; orario di visita: da mar a ven, ore 9.00 – 14.00.
L’ immagine: Franco Ule, dalla serie “Der letze Mann” 1981, acrilici su cartone, 70 x 100 cm, opera esposta alla mostra “L’assassinio inconsapevole” tenutasi al Centro La Cappella di Trieste nel 1981. Foto di Alessio Curto.

