Omnibus Fvg 2026 approvata in Consiglio regionale, via libera a 47 milioni per interventi vari

Trieste – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il disegno di legge 79, la cosiddetta Omnibus 2026, con 25 voti favorevoli della Maggioranza e 17 contrari delle Opposizioni. Il provvedimento, composto da 94 articoli, movimenta complessivamente 47 milioni di euro e interviene su numerosi settori dell’amministrazione regionale, dalle attività produttive ai trasporti, dall’edilizia all’agricoltura.

L’approvazione è arrivata al termine di tre giorni di lavori in Aula, in cui si è svolto un aspro confronto politico. Poco prima del voto finale, maggioranza e opposizione hanno dato interpretazioni molto diverse della legge. Il Centrodestra ha difeso il testo come uno strumento capace di rispondere rapidamente alle esigenze del territorio, mentre le Minoranze hanno criticato la dimensione e la struttura del provvedimento, definito troppo ampio e frammentato.

Antonio Calligaris (Lega) ha ricordato che la movimentazione di risorse “è allineata a quanto stanziato lo scorso anno”, sostenendo la coerenza complessiva dell’impianto normativo. Favorevole anche Andrea Cabibbo (Forza Italia), che ha parlato di una legge orientata al sostegno di famiglie e imprese, oltre che agli interventi economici e territoriali ritenuti prioritari. Mauro Di Bert (Fedriga presidente) ha evidenziato il carattere evolutivo della norma, mentre Markus Maurmair (Fratelli d’Italia) ha richiamato le misure dedicate alle attività economiche e ai settori sociali.

Di segno opposto gli interventi delle opposizioni. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha contestato il metodo legislativo e la natura del provvedimento, giudicato troppo eterogeneo. Serena Pellegrino (Alleanza Verdi Sinistra) ha parlato di un testo molto diverso rispetto a quello esaminato inizialmente in Commissione. Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) e Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) hanno criticato la quantità di emendamenti e la gestione delle risorse, ritenuta poco leggibile sul piano strategico. Anche Francesco Martines (Partito democratico) ha motivato il voto contrario richiamando la disomogeneità della legge e la riduzione degli spazi di approfondimento.

Tra le misure principali approvate ci sono 14,4 milioni di euro di contributi a fondo perduto per le imprese penalizzate dall’aumento del costo dei carburanti. I beneficiari saranno individuati tramite i codici Ateco, con procedura automatica a sportello. Si amplia inoltre la platea delle aziende che possono accedere ai contributi per il fotovoltaico, estesi anche al terziario e alle costruzioni, con uno stanziamento aggiuntivo di 500mila euro.

La legge introduce novità anche sul fronte dei fondi europei. I beneficiari del Por Fesr 2021-2027 potranno utilizzare le economie di gara per nuovi interventi, previa verifica di conformità. I nuovi bandi saranno gestiti direttamente dalla Regione e non più dagli Edr.

Nel comparto dell’artigianato, dal 15 giugno sarà operativo il nuovo canale contributivo dedicato all’artigianato tipico, con il supporto del Cata per gli studi di fattibilità delle produzioni regionali. Previsti 100mila euro di contributi a fondo perduto. Aggiornata anche la disciplina relativa ad ambulanti, estetisti e acconciatori.

Per il turismo viene anticipata in via retroattiva al 30 giugno 2024 la data di ammissibilità delle spese per il primo bando del Fondo turismo. Inoltre, anche soggetti non imprenditoriali potranno richiedere anticipi sui contributi per l’innovazione dei porti turistici.

Sul fronte agricolo e della pesca, la norma semplifica le modalità di gestione degli incentivi alle imprese e amplia il programma anticrisi anche ai comparti agricolo, ittico e dell’acquacoltura. Il Fondo di rotazione regionale potrà essere utilizzato anche per esigenze di liquidità.

In materia forestale viene introdotta la disciplina dei boschi vetusti e monumentali, con l’allineamento al Testo unico nazionale sulle foreste. Aggiornate anche le disposizioni sull’antincendio boschivo.

Importanti le modifiche in edilizia e urbanistica. Per gli immobili in zona sismica, la conformità strutturale potrà essere dimostrata anche tramite licenza d’uso, certificato di agibilità o dichiarazione asseverata di un professionista abilitato, nei casi in cui il certificato di collaudo non sia disponibile. L’abbattimento delle barriere architettoniche diventa inoltre criterio di priorità o premialità nei contributi per il recupero del patrimonio privato.

Per gli edifici di culto vincolati, gli enti beneficiari potranno ottenere l’anticipo dell’intero contributo con garanzia fideiussoria. In urbanistica viene eliminato l’obbligo della relazione asseverata per alcune varianti che non coinvolgono beni paesaggistici tutelati; negli altri casi scatterà il principio del silenzio assenso trascorsi 60 giorni.

Tra gli interventi più rilevanti nei trasporti spiccano i 4 milioni di euro destinati al riaffidamento del collegamento aereo Trieste-Linate. Previsti anche 75mila euro per consentire ai Comuni sotto i 3mila abitanti di riparare gli scuolabus ed evitare interruzioni del servizio, esteso anche ai bambini della scuola dell’infanzia.

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