Tarvisio, autoraduno notturno non autorizzato lanciato sui social: danni ambientali e disagi per residenti e turisti
Tarvisio (Ud) – Un autoraduno non autorizzato, promosso attraverso social network e canali Telegram, ha richiamato nella notte tra sabato 16 e domenica 17 maggio centinaia di giovani e un numero stimato tra mille e duemila auto nelle aree tra Tarvisio, Monte Lussari e Sella Nevea. L’evento, organizzato senza permessi né comunicazioni preventive alle amministrazioni locali, ha interessato in particolare il parcheggio della cabinovia del Lussari e alcuni tratti stradali del comprensorio montano.
Secondo le stime circolate nelle ore successive, al raduno avrebbero partecipato circa quattromila persone tra autisti e spettatori, molte delle quali provenienti da oltreconfine, in gran parte dall’Austria. Il richiamo sarebbe partito da inviti diffusi online, con una rapida adesione che ha portato a una concentrazione di veicoli in un’area turistica molto frequentata del Tarvisiano.
Durante la serata diversi partecipanti hanno trasformato alcune strade in circuiti improvvisati. Testimonianze e filmati pubblicati sui social mostrano auto impegnate in sgommate, accelerate improvvise e manovre ad alta velocità su carreggiate strette, in alcuni punti ancora bagnate o con residui di neve. Nei video si vedono anche fumogeni e petardi accesi in strada. L’episodio ha creato disagi ai residenti e agli ospiti delle strutture ricettive, mentre al termine della notte sono rimasti sull’asfalto segni di pneumatici, vetri e rifiuti.
Le forze dell’ordine, allertate dai residenti, hanno predisposto un servizio straordinario di controllo con pattuglie e posti di blocco lungo le principali vie di accesso, in particolare tra Tarvisio e il Lussari. Sono stati effettuati controlli sui veicoli e identificazioni. Alcuni gruppi avrebbero cercato di allontanarsi rapidamente per evitare i controlli, costringendo le pattuglie a estendere le verifiche anche nella zona di Cave del Predil.
L’episodio ha suscitato reazioni tra i politici locali. La deputata Debora Serracchiani e il segretario provinciale del Partito Democratico di Udine, Luca Braidotti, hanno chiesto che vengano adottate misure per evitare il ripetersi di simili raduni. In una nota congiunta parlano di un episodio che ha destato preoccupazione per il numero di persone e mezzi coinvolti e per i rischi alla sicurezza.
Serracchiani ha inoltre annunciato un’interrogazione al Governo indirizzata al ministro dell’Interno, al ministro della Giustizia e alla Presidenza del Consiglio. Tra i punti sollevati, la richiesta di identificare i responsabili di eventuali danneggiamenti, delle condotte di guida pericolose e del furto di targhe appartenenti ai mezzi di servizio delle forze dell’ordine, episodio segnalato nelle ore successive al raduno.
La parlamentare chiede anche l’istituzione di un tavolo di coordinamento permanente e un rafforzamento della cooperazione con le forze di polizia di Austria e Slovenia, per monitorare appuntamenti illegali organizzati oltreconfine e pubblicizzati in rete. Nella stessa interrogazione viene richiamato anche il tema dell’efficacia delle misure di contrasto ai raduni clandestini e dei controlli alle frontiere dopo la sospensione degli accordi di Schengen.
Per il territorio del Tarvisiano non si tratta di un episodio isolato. In passato eventi simili, legati al mondo dell’auto tuning e promossi attraverso piattaforme social, erano già stati segnalati sia nell’area montana sia in alcune zone autostradali del Friuli. L’accaduto riporta ora l’attenzione sulle modalità di prevenzione di manifestazioni spontanee che, nel giro di poche ore, possono trasformarsi in raduni di massa con effetti sulla sicurezza, sull’ambiente e sull’immagine turistica della zona.

