Carovana delle Alpi di Legambiente, in FVG 5 bandiere verdi e 2 nere
Udine/Pordenone – Cinque riconoscimenti positivi e due segnalazioni critiche per il Friuli Venezia Giulia nel dossier 2026 della Legambiente dedicato alla Carovana delle Alpi. Le tradizionali Bandiere Verdi e Bandiere Nere assegnate dall’associazione raccontano anche quest’anno due modi opposti di guardare alle aree montane: da un lato esperienze sostenibili e attente al territorio, dall’altro scelte dannose per ecosistemi fragili.
In regione le Bandiere Verdi sono cinque. Quattro riguardano il confine orientale, mentre una è stata assegnata nelle Prealpi Carniche. I riconoscimenti premiano persone, associazioni e comunità che, secondo Legambiente, hanno saputo proporre modelli innovativi per valorizzare ambiente, memoria e sviluppo locale.
Tra i premiati figurano Stefano Floreanini, Giuseppe Tringali e Mario Veluscek, autori e produttori del docu-film L’unico Superstite, dedicato al progressivo arretramento del ghiacciaio del Montasio e agli effetti del riscaldamento globale. Una Bandiera Verde è stata assegnata anche al Comune di Vito d’Asio per il progetto ArzinOLTRE, percorso partecipativo rivolto alla Val d’Arzino.
Un altro riconoscimento è stato dedicato alla memoria di Maurizio Fermeglia, già delegato regionale del WWF in Friuli Venezia Giulia, ricordato da Legambiente per il suo impegno nella tutela degli ecosistemi regionali.
Tra le realtà premiate compare anche il Consorzio Vicinale di Bagni di Lusnizza, a Malborghetto-Valbruna, per la valorizzazione della sorgente di acqua solforosa e per la difesa del rio Zolfo da un progetto di centralina idroelettrica. La quinta Bandiera Verde è stata assegnata al Collettivo Robida di Topolò, indicato come esempio di rigenerazione culturale e sociale in un piccolo borgo montano.
Due invece le Bandiere Nere attribuite in Friuli Venezia Giulia. Una riguarda la Comunità di Montagna della Carnia, criticata per aver autorizzato una manifestazione di quad su percorsi montani in deroga ai divieti esistenti. La seconda è stata assegnata al gestore del Rifugio Luigi Zacchi e alle autorità regionali chiamate a vigilare, per l’organizzazione di eventi musicali, causa di forte inquinamento acustico, in un’area soggetta a tutela comunitaria.
Secondo il presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia, Sandro Cargnelutti, le Bandiere Verdi rappresentano esempi di una montagna capace di tenere insieme qualità della vita, protezione ambientale e nuove opportunità. Tuttavia in regione come altrove continuano ad esistere modelli di sviluppo legati a infrastrutture e overtourism che insistono su aree sensibili come ad esempio i Laghi di Fusine o il comprensorio del Monte Lussari.
A cinquant’anni dal terremoto del 1976, Marco Lepre, Responsabile Carovana delle Alpi FVG, lancia un monito: la governance regionale ha tradito lo spirito lungimirante della ricostruzione, che per legge doveva unire il ripristino edilizio allo sviluppo sociale e partecipato delle aree montane. Oggi, la montagna friulana si trova drammaticamente spaccata in due: da un lato l’inarrestabile declino demografico e la perdita di servizi essenziali nelle valli; dall’altro, la monocultura del turismo intensivo d’alta quota, che porta in quota inquinamento, cemento e affitti insostenibili per i residenti.

