Il WWF e le associazioni ambientaliste: “Basta concerti ai Laghi di Fusine”

Tarvisio (Ud) – I concerti del No Borders Music Festival ai Laghi di Fusine tornano al centro del dibattito. In un comunicato congiunto, WWF Friuli Venezia Giulia, Italia Nostra, Legambiente FVG, LIPU FVG e Mountain Wilderness chiedono che l’evento venga trasferito in un’altra sede, ritenendo incompatibili le manifestazioni con l’elevato valore naturalistico dell’area.

Le associazioni sostengono che il sito, inserito tra le Zone speciali di conservazione, sia troppo fragile per ospitare eventi di grande richiamo e contestano le procedure autorizzative adottate negli ultimi anni. Nel documento vengono evidenziate le possibili ricadute sull’ecosistema, sulla fauna e sulla fruizione dell’area, oltre a proporre alcune sedi alternative.

Di seguito il comunicato integrale:

Ancora concerti ai Laghi di Fusine.

Anno dopo anno, edizione dopo edizione, la scelta di trasformare per alcune settimane uno straordinario ambiente naturale nel cuore delle Alpi Giulie nello “sfondo” di musica ad alto volume diffusa dagli altoparlanti davanti a migliaia di spettatori si dimostra quanto mai assurda e controproducente.

Lo ribadiscono Italia Nostra, Legambiente FVG, LIPU FVG, Mountain Wilderness e WWF FVG, fortemente preoccupati per la decisione di proseguire con i concerti del No Borders Music Festival ai Laghi di Fusine, un’area naturale protetta di altissimo pregio, riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e tutelata da precise norme europee.

Questo luogo rappresenta uno degli ambienti più delicati delle Alpi Giulie, caratterizzato da una limitata antropizzazione stabile, da un’elevata biodiversità e da un equilibrio ecologico che richiede la massima attenzione.

Negli ultimi anni l’area attorno al Lago Superiore è stata occupata, per una ventina di giorni, da palchi, impianti di amplificazione, generatori e mezzi meccanici, ed è stata frequentata da migliaia di spettatori. Si tratta, secondo le associazioni, di un impatto significativo, incompatibile con la fragilità dell’ecosistema e con le finalità di tutela del sito. Episodi documentati, come rifiuti abbandonati, in particolare mozziconi di sigaretta, il danneggiamento del prato e installazioni sceniche in acqua, confermano che la pressione antropica generata dai concerti è eccessiva, così come lo stress e il disturbo arrecati alla fauna selvatica.

Le associazioni manifestano inoltre forti perplessità sulle autorizzazioni rilasciate, ritenendo che siano stati ignorati alcuni parametri fondamentali:

  • Riduzione della superficie e alterazione dell’habitat: manca la stima del degrado fisico dell’area protetta, della riduzione delle specie target e di pregio, dell’alterazione del suolo dovuta all’eccessivo calpestio e dell’ingresso di specie ruderali ed esotiche invasive.
  • Alterazione delle funzioni ecologiche e della connettività: la Conca di Fusine costituisce un corridoio transfrontaliero fondamentale per grandi carnivori come l’orso bruno e il lupo. Le forti vibrazioni prodotte dai subwoofer rappresenterebbero inoltre una minaccia anche per la microfauna, come micromammiferi, anfibi e invertebrati.
  • Disturbo alle specie target: sarebbe assente una valutazione sulla riduzione della densità delle popolazioni animali e sul disturbo arrecato durante le fasi biologiche più sensibili dalle onde sonore a bassa frequenza (50-100 Hz), che penetrano nella foresta demaniale.
  • Effetto cumulativo: manca una valutazione dell’impatto complessivo dei concerti insieme al turismo estivo e ai tagli boschivi già programmati.

Nel 2025 il Servizio VIA ha rilasciato un parere favorevole di Valutazione d’Incidenza (VIncA) privo dei pareri obbligatori della Soprintendenza e del Reparto Carabinieri Biodiversità. Nel 2026 le autorità hanno applicato una procedura semplificata di screening per prorogare l’atto precedente, azzerando di fatto la finestra di 30 giorni prevista per osservazioni e opposizioni dei cittadini sul portale VIA. Inoltre, secondo le associazioni, lo studio acustico presenta evidenti errori di calcolo, violazioni delle norme UNI e altre carenze.

Ma i problemi non si fermano qui. Lamentele arrivano da alcuni noti operatori turistici che, proprio a causa dei concerti, vedrebbero ridursi la propria attività di ristorazione. Proteste giungono anche dalla Slovenia, dove le auto degli spettatori arriverebbero a parcheggiare fin dentro il Parco nazionale del Triglav.

Le associazioni ribadiscono che la musica e la cultura sono importanti, ma devono trovare spazio in luoghi idonei. Esistono alternative valide, come l’area di Tarvisio ai piedi del Monte Priesnig, facilmente raggiungibile, già antropizzata e logisticamente adatta a grandi eventi. Concerti di minore capienza, ma non certo di minore qualità, potrebbero inoltre svolgersi all’interno dei comuni della Val Canale, da Tarvisio a Pontebba, promuovendo l’intero territorio e distribuendo in modo più equilibrato le ricadute economiche. Tra le possibili sedi vengono indicate anche Cave del Predil e Sella Nevea.

«Non si può trasformare un’area di altissimo valore naturalistico in uno “stadio” – dichiarano le associazioni –. I Laghi di Fusine non hanno bisogno di essere promossi attraverso i concerti: hanno bisogno di essere rispettati.»

Le richieste

Le associazioni chiedono:

  • al Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo di non inserire nuovamente i Laghi di Fusine nella programmazione del No Borders Music Festival per il prossimo anno. Ricordano inoltre che lo stesso Consorzio, nel proprio rapporto sulla sostenibilità, segnala forti pressioni sull’area e fenomeni di sovraffollamento stagionale, invitandolo a trarne le conseguenze;
  • alla Regione Friuli Venezia Giulia, qualora il Consorzio non riveda la propria posizione, di non rilasciare nuove autorizzazioni, ritenendo incompatibili eventi di massa con un’area naturale protetta. Richiamano inoltre quanto previsto dal Piano Paesaggistico regionale, che individua tra le minacce per il sito il turismo di massa incompatibile con la fragilità paesaggistica e ambientale dei luoghi e l’ulteriore ampliamento dell’area destinata agli eventi presso la sponda del Lago Superiore;
  • alle autorità competenti di effettuare controlli adeguati durante gli eventi in programma.

Le associazioni si dichiarano infine disponibili ad avviare un confronto serio sulle possibili sedi alternative, affinché la tutela della natura sia posta al centro delle strategie di sviluppo turistico dichiarate sostenibili.

(Foto d’archivio di Simone Di Luca)

Condividi