Electrolux, nessuna svolta dal tavolo al Mimit: Governo pronto a nuovi aiuti, ma l’azienda non ritira il piano
Roma – Si è concluso senza decisioni definitive il nuovo tavolo nazionale dedicato alla crisi Electrolux, riunito oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dal confronto emerge un quadro ancora interlocutorio: il Governo ha confermato la disponibilità a sostenere il comparto dell’elettrodomestico con strumenti straordinari, ma l’azienda non ha ritirato il piano di riorganizzazione né chiarito il futuro degli stabilimenti italiani.
Al centro della riunione, alla quale hanno partecipato il ministro Adolfo Urso, le Regioni interessate, i sindacati, Confindustria e i rappresentanti degli enti locali, c’è stata la richiesta del Governo a Electrolux di presentare un piano industriale alternativo sul quale costruire il confronto nei prossimi mesi.
La Regione: «Nessun atto unilaterale e serve un vero piano industriale»
Per la Regione Friuli Venezia Giulia il confronto non può considerarsi concluso.
Gli assessori regionali al Lavoro Alessia Rosolen e alle Attività produttive Sergio Emidio Bini hanno definito l’incontro «interlocutorio», osservando che l’azienda continua a non ritirare il piano di riorganizzazione, non esclude operazioni finalizzate alla vendita di alcuni siti e continua a parlare di delocalizzazioni.
Secondo gli assessori, restano inoltre senza risposta i nodi relativi agli esuberi del personale impiegatizio, alla riduzione delle eccedenze tra gli operai e alla futura organizzazione delle attività di ricerca e sviluppo.
La Regione ha ribadito tre punti ritenuti indispensabili: mantenere la vertenza in sede nazionale sotto il coordinamento del Mimit, evitare qualsiasi iniziativa unilaterale da parte dell’azienda durante il negoziato e costruire un progetto industriale capace di garantire occupazione, stabilimenti e volumi produttivi.
USB: «L’azienda continua a svuotare il perimetro industriale italiano»
Molto critico il giudizio dell’Unione Sindacale di Base, che ritiene insufficiente quanto emerso durante l’incontro.
Secondo USB, mentre il Governo parla di possibili risorse straordinarie e di modifiche alle regole europee per rafforzare la competitività del settore, Electrolux starebbe già proseguendo con trasferimenti di produzioni e competenze fuori dall’Italia.
Il sindacato sostiene che permangono forti incertezze sul futuro dello stabilimento di Cerreto d’Esi e denuncia un progressivo trasferimento di attività verso Paesi extraeuropei, citando anche il caso del data center di Pordenone, dove alcune competenze informatiche rischierebbero di essere progressivamente delocalizzate.
USB chiede quindi il ritiro del piano da 1.700 esuberi, la salvaguardia di tutti gli stabilimenti italiani, il mantenimento delle produzioni e delle competenze nel Paese e l’apertura di un vero confronto su un nuovo piano industriale.
Il sindacato ritiene inoltre necessario affiancare agli eventuali interventi pubblici strumenti di tutela per i lavoratori, come misure di sostegno al reddito durante la transizione e una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.
Confindustria: «Il settore va riconosciuto come energivoro»
Anche Confindustria Alto Adriatico ha portato al tavolo alcune richieste rivolte al Governo e all’Unione europea.
L’associazione sostiene che il comparto dell’elettrodomestico debba essere riconosciuto come settore energivoro, così da poter accedere agli strumenti di sostegno già previsti per le industrie a maggiore intensità energetica.
Il presidente Michelangelo Agrusti ha inoltre evidenziato l’importanza di ottenere il riconoscimento del settore tra quelli strategici dell’Unione europea, misura che potrebbe favorire investimenti e competitività.
Durante la riunione il ministro Urso ha annunciato che Italia, Francia, Germania e Polonia presenteranno entro la fine di settembre una proposta alla Commissione europea per inserire il comparto dell’elettrodomestico tra i settori strategici dell’Unione.
Il Ministero ha inoltre confermato l’intenzione di proseguire il confronto sul costo dell’energia, indicato da tutte le parti come uno dei principali elementi che incidono sulla competitività delle imprese.
Secondo quanto riferito al termine dell’incontro, Electrolux avrebbe manifestato la disponibilità a riconsiderare alcuni aspetti del piano industriale per ridurne l’impatto sugli stabilimenti italiani.
Il confronto riprenderà dopo l’estate
Tutte le parti hanno convenuto sulla necessità di proseguire il confronto in sede nazionale.
I tavoli tecnici riprenderanno nel mese di settembre, mentre il successivo incontro plenaria al Ministero è previsto per ottobre. Nel frattempo, sindacati, Regione e Confindustria chiedono che non vengano adottate decisioni unilaterali che possano compromettere il futuro dei siti produttivi italiani prima della conclusione del negoziato.

