Report di Legambiente, ecco i comuni del FVG più amici degli animali d’affezione
La Giornata internazionale del cane randagio, celebrata il 27 luglio, è l’occasione per riflettere sul benessere degli animali d’affezione. Se in passato il problema era associato soprattutto agli abbandoni durante le vacanze estive, oggi le principali cause del randagismo sono altre: cucciolate domestiche non controllate, acquisti di animali attraverso canali online privi di verifiche, scarsa preparazione dei proprietari e mancata iscrizione all’anagrafe degli animali d’affezione.
È quanto emerge dal XV Rapporto “Animali in Città” di Legambiente, che analizza la gestione degli animali d’affezione nei Comuni italiani e propone nuove strategie per affrontare il fenomeno, puntando soprattutto sulla prevenzione.
Udine guida la classifica regionale
Nell’edizione 2026 del rapporto hanno partecipato 16 Comuni del Friuli Venezia Giulia. Tra questi ottengono una valutazione “Buona” soltanto Udine, Monfalcone e Aviano, che risultano i migliori della regione.
Seguono con giudizio “Sufficiente” Doberdò del Lago-Doberdob, Trieste, Zoppola, Pradamano e Roveredo in Piano.
Ricevono invece una valutazione “Insufficiente” Meduno, Pozzuolo del Friuli, Rivignano Teor, Tricesimo, Latisana, Ronchi dei Legionari e San Canzian d’Isonzo, mentre Azzano Decimo chiude la graduatoria regionale con un giudizio “Scarso”.
Tra i Comuni per i quali è stato calcolato anche l’Indice di Convivenza Urbana, Monfalcone (27,3), Doberdò del Lago-Doberdob (26,4) e Trieste (25,7) vengono classificati con “servizi limitati”, mentre Ronchi dei Legionari (20) e San Canzian d’Isonzo (19) rientrano tra quelli in cui i servizi risultano “da rafforzare”.
La legge regionale punta su microchip e sterilizzazioni
Legambiente evidenzia come il Friuli Venezia Giulia si sia dotato di una delle normative più avanzate in materia. Con le modifiche alla legge regionale 20 del 2012, entrate in vigore nell’ottobre 2025, dal 1° luglio 2026 sono diventati obbligatori il microchip e la sterilizzazione dei gatti che vivono in libertà.
Secondo l’associazione ambientalista, si tratta di un investimento sulla prevenzione che consente di limitare la formazione di nuove colonie feline e di ridurre i costi futuri della gestione del randagismo.
Il presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia, Sandro Cargnelutti, valuta positivamente questo intervento e auspica l’introduzione di una formazione obbligatoria di base per chi decide di accogliere un animale d’affezione. Una preparazione che, secondo l’associazione, migliorerebbe il benessere degli animali e dei proprietari, contribuendo a prevenire cucciolate indesiderate e nuovi casi di randagismo.
Cargnelutti richiama inoltre i dati relativi ai reati contro gli animali in regione: nel 2024 sono stati registrati 163 illeciti penali, con 143 persone denunciate, un arresto e 64 sequestri.
Le proposte di Legambiente
Il rapporto individua due priorità per migliorare la gestione degli animali d’affezione.
La prima riguarda l’introduzione di un corso di formazione cinofila di base, obbligatorio e gratuito, destinato a tutti i nuovi proprietari di cani e finanziato attraverso un fondo nazionale dedicato ai servizi veterinari essenziali. Secondo Legambiente, investire nella prevenzione comporta costi molto inferiori rispetto alla gestione dell’emergenza rappresentata dal randagismo.
La seconda proposta riguarda la ripartizione delle spese tra Aziende sanitarie e Comuni. La normativa regionale ha già trasferito alle Aziende sanitarie i costi della fase sanitaria iniziale degli animali recuperati, ma resta in capo ai Comuni il mantenimento ordinario nei canili. Un onere che pesa soprattutto sui piccoli enti, particolarmente numerosi in Friuli Venezia Giulia, dove circa il 72% dei Comuni conta meno di cinquemila abitanti.
A livello nazionale il XV Rapporto “Animali in Città” ha coinvolto 447 Comuni e 43 Aziende sanitarie, confermandosi una delle principali analisi dedicate ai servizi pubblici per gli animali d’affezione.
L’indagine evidenzia che la spesa pubblica destinata al settore è scesa a 193,6 milioni di euro, mentre il mercato degli animali da compagnia ha raggiunto un valore di 5,3 miliardi. Nei canili dei Comuni partecipanti, inoltre, 3.243 cani non hanno lasciato le strutture nel corso dell’ultimo anno, avviandosi verso una permanenza di lunga durata.

