“Africa 1970-2005. Disegni di Edoardo Di Muro. Trieste-Dakar” al Magazzino 26 nel Porto Vecchio di Trieste
Trieste – Ha inaugurato ieri, 2 agosto nella Sala Nathan del Magazzino 26, situata nel Porto Vecchio di Trieste, alla presenza del Sindaco di Trieste e un pubblico numeroso, la mostra “Africa 1970-2005. Disegni di Edoardo Di Muro. Trieste-Dakar”, retrospettiva dedicata all’artista dalla straordinaria produzione e illustratore scomparso nel 2022.
L’esposizione aperta fino al 27 settembre 2026 è curata dalla professoressa Paola Bristot e dalla dottoressa Mimina Di Muro, antropologa e figlia dell’artista, offrendo al pubblico un viaggio immersivo nel continente africano attraverso 100 opere originali, litografie e preziosi taccuini che coprono oltre trentacinque anni di produzione, impreziosita dalla collezione M’Afrique dell’azienda Moroso che donano alla mostra un tratto ancora più immersivo.
«Una qualità indubbia della produzione di Edoardo Di Muro – spiega la cocuratrice Paola Bristot – è l’originalità del suo sguardo che è capace di cogliere i tanti aspetti dell’Africa, dalla potenza della Natura che ci appare nel suo aspetto più primordiale e quindi mitico, alle osservazioni paesaggistiche e antropologiche che non conoscevamo affatto e che ci stupiscono. Entriamo attraverso la porta segreta che ci apre l’artista in un’Africa atavica, da dove anche noi proveniamo e siamo stati originati nella notte dei tempi, ne sentiamo la forza e l’energia persino il rumore e siamo infine presi dal Mal d’Africa da cui non possiamo più guarire.»
La mostra celebra la vita incredibile e avventurosa di un artista che ha prodotto oltre 700 disegni straordinari attraversando in lungo e in largo il continente africano. Dopo aver svolto diversi mestieri per sopravvivere e aver lavorato come guardiacaccia nei parchi delle sue amate Alpi Marittime, l’inquieto artista decise nel 1973 di imbarcarsi come marinaio su un cargo, sbarcando infine sulla terra rossa dell’Africa, un incontro fatale che gli stravolse l’esistenza.
Il suo stile grafico, caratterizzato da un tratto minuzioso a china e rapidograph realizzato direttamente dal vivo, gli permise di catturare istantaneamente l’anima di mercati brulicanti, foreste lussureggianti e riti ancestrali.
La sua incredibile parabola esistenziale lo portò anche a collaborare negli anni Ottanta a Parigi con prestigiose riviste di fumetti come Charlie Hebdo e Pilote, stringendo amicizie durature con figure del calibro di Georges Wolinski e François Cavanna. L’eclettismo di “Edo” si espresse inoltre nella creazione di raffinati batik in Senegal, nell’illustrazione di manuali medici per i villaggi più remoti e nella pubblicazione di importanti antologie introdotte da figure chiave della cultura africana come il regista Ousmane Sembène e il musicista Francis Bebey. Dalla Costa d’Avorio, dove lavorò come guida nel Parco Nazionale della Comoé, fino agli imponenti altopiani dell’Etiopia, Di Muro ha attraversato e amato visceralmente il continente, prima di ristabilirsi in Italia negli anni Duemila e continuare a esporre le sue opere in tutto il mondo.
Le sue illustrazioni non sono solo estetiche, ma spesso cariche di significato sociale. Documenta le contraddizioni del territorio, dalle bellezze dei paesaggi alle provocazioni politiche, come i disegni contro l’apartheid in Namibia e in Angola. Negli anni Settanta, in Angola, entra in contatto con l’MPLA (Movimento Popolare di Liberazione dell’Angola), che lotta contro il colonialismo portoghese. Negli stessi anni sostiene i guerriglieri della SWAPO nella lotta per l’indipendenza della Namibia. Per questi ultimi crea manifesti di propaganda utilizzati dalla popolazione locale per manifestare contro le disuguaglianze e le ingiustizie del colonialismo.
Nei numerosi Paesi dove soggiorna -Angola, Benin, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Etiopia, Gabon, Gambia, Gibuti, Guinea Conakry, Kenya, Mali, Mauritania, Namibia, Niger, Nigeria, Tanzania, Togo, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Sudafrica- le sue illustrazioni sono oggetto di mostre ed esposizioni, a cominciare dalla prima presso la “Gallerie 39” di Dakar nel dicembre del 1979. In seguito a tale evento, l’allora Presidente della Repubblica del Senegal, il poeta Léopold Sédar Senghor, incuriosito, lo riceve nel palazzo presidenziale e acquista una serie completa delle sue litografie.
L’esposizione sarà a ingresso libero e rispetterà i seguenti orari di apertura: il giovedì dalle 16.00 alle 20.00, mentre il venerdì, il sabato, la domenica e i festivi sarà visitabile dalle 11.00 alle 20.00.
Sito web di riferimento: triestecultura.it e www.vivacomix.net/home/category/mostre/

