Rapporto Excelsior: assunzioni previste in crescita, continuano le difficoltà nel reperire personale

FVG – Le imprese del Friuli Venezia Giulia prevedono 10.580 assunzioni a ottobre, il 5,8% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Nel trimestre ottobre-dicembre gli ingressi programmati sono 26.410. Le prospettive regionali risultano più favorevoli di quelle del Nord-Est e dell’Italia, ma resta elevata la difficoltà di reperire personale: riguarda il 55,1% delle posizioni previste, contro una media nazionale del 43,6%.

I dati emergono dal bollettino del Sistema informativo Excelsior, elaborato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e diffuso dalle Camere di commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia. Si tratta di previsioni basate sulle dichiarazioni delle imprese, non di assunzioni già effettuate.

A ottobre il numero di ingressi programmati cresce più della media del Nord-Est, pari al 4,9%, e di quella nazionale, ferma al 3,7%. Le aziende regionali che prevedono di assumere sono il 20,2% del totale, contro il 18,9% nel Nord-Est e il 17,4% in Italia.

La maggior parte delle opportunità si concentra nei servizi, che rappresentano il 64,1% delle entrate previste, pari a 6.780 persone. Alloggio, ristorazione e turismo guidano la domanda con 2.120 ingressi, seguiti dal commercio con 1.410. L’industria assorbe il 29,7% delle previsioni, con 3.140 entrate: 2.360 nella manifattura e nelle public utilities e 790 nelle costruzioni. In agricoltura sono programmati altri 660 ingressi, pari al 6,2% del totale.

Le figure più richieste sono gli esercenti e gli addetti alla ristorazione, con 1.940 ingressi previsti, gli addetti alle vendite, con 860, e il personale non qualificato nei servizi di pulizia, con 760. Queste tre categorie rappresentano complessivamente circa un terzo delle assunzioni programmate per ottobre.

Il problema più rilevante resta però la distanza tra le esigenze delle imprese e le persone disponibili sul mercato del lavoro. In regione il 55,1% dei profili ricercati è considerato di difficile reperimento, una quota in aumento rispetto a ottobre 2025 e superiore di oltre undici punti percentuali alla media italiana. Nel 37% dei casi la difficoltà dipende dalla mancanza di candidati; nel 13,7% è invece legata a una preparazione giudicata inadeguata.

Le criticità maggiori riguardano i tecnici del trasporto navale, aereo e ferroviario, difficili da reperire nel 97,6% dei casi, e gli operai specializzati dell’edilizia, con una quota dell’81,8%. Seguono i tecnici della salute, all’81,2%, e i conduttori di autoveicoli, all’80,2%.

Le imprese richiedono un’esperienza professionale specifica o maturata nel settore per il 65,4% degli ingressi previsti. Il 30% delle opportunità è rivolto agli under 30, mentre il 28,4% delle posizioni può essere destinato a lavoratori stranieri. Le figure con un titolo di studio terziario, universitario o conseguito in un ITS Academy, rappresentano l’11,9% della domanda.

Sul piano contrattuale, il 20,3% degli ingressi programmati prevede un rapporto a tempo indeterminato o un apprendistato. La quota restante, pari al 79,7%, riguarda contratti a termine o con una durata prestabilita.

«Le stime d’assunzione elaborate dalle nostre imprese per il mese di ottobre indicano un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dimostrando la reattività del tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia sia nei confronti della media nazionale sia del Nord-Est», osserva Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di commercio di Pordenone-Udine. Il dato positivo, aggiunge, si confronta con un disallineamento tra domanda e offerta che supera il 55% a livello regionale e arriva vicino al 58% in provincia di Udine. Per Da Pozzo, servono un rafforzamento dell’orientamento scolastico e un potenziamento degli ITS Academy, per avvicinare la formazione alle esigenze delle imprese.

Anche Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, richiama la difficoltà di trovare figure professionali e la necessità di intervenire sulla preparazione dei candidati. L’azione, afferma, deve coinvolgere scuole di formazione e università e tenere conto delle richieste che emergeranno nel lungo periodo. Paoletti sottolinea inoltre la crescita dei servizi e del turismo, settori che continuano a esprimere una domanda significativa di personale.

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