Aggressioni al personale sanitario in Friuli Venezia Giulia, nel 2025 segnalati 563 episodi

FVG – Nel 2025 in Friuli Venezia Giulia sono state registrate 563 segnalazioni di aggressioni ai danni di operatori sanitari e sociosanitari. Gli episodi hanno coinvolto complessivamente 791 professionisti. I dati emergono dalla relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (ONSEPS), pubblicata dal Ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza sugli operatori sanitari, il 12 marzo.

La quasi totalità dei casi riguarda il sistema pubblico: 559 segnalazioni si riferiscono a strutture del servizio sanitario regionale, mentre quattro episodi sono avvenuti nel settore privato accreditato.

Secondo le informazioni raccolte dall’osservatorio, oltre i due terzi delle vittime sono donne. Gli operatori più colpiti sono gli infermieri, con oltre 400 segnalazioni, seguiti dagli operatori socio-sanitari e dai medici chirurghi. Molti episodi riguardano professionisti nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni.

Le aggressioni risultano in gran parte di tipo verbale. In Friuli Venezia Giulia sono stati denunciati 483 episodi di questo tipo, contro 164 aggressioni fisiche. Gli autori sono soprattutto utenti o pazienti, responsabili di oltre 400 casi, seguiti da parenti o caregiver.

Per quanto riguarda i luoghi in cui si verificano gli episodi, la maggior parte riguarda i reparti di degenza ospedaliera, con 147 segnalazioni. Seguono gli ambulatori con 79 casi e i pronto soccorso con 67. Altri episodi sono stati registrati nei servizi per le dipendenze e nei servizi psichiatrici. In termini temporali, la maggior parte delle aggressioni avviene nei giorni feriali e nelle fasce orarie del mattino e della sera.

Il fenomeno si inserisce in un contesto nazionale che negli ultimi anni mostra una crescita delle segnalazioni. L’Osservatorio nazionale è stato istituito con la legge 113 del 2020 proprio per monitorare gli episodi di violenza e promuovere iniziative di prevenzione.

“La sicurezza di chi si prende cura della nostra salute è una priorità assoluta – dichiara il Ministro della Salute, Orazio SchillaciLe aggressioni contro gli operatori sanitari sono un fenomeno inaccettabile e per questo siamo intervenuti con fermezza. Abbiamo inasprito le pene per gli aggressori, fino all’arresto in flagranza differita, e lavoriamo costantemente per rafforzare le misure di prevenzione della violenza contro il personale e la sicurezza nelle strutture sanitarie. Proteggere gli operatori sanitari e socio-sanitari non è solo un dovere ma la garanzia per i cittadini di avere cure di qualità e più sicure”.

Curare senza paura non è uno slogan, è qualcosa di più: è una condizione essenziale della nostra democrazia. Perché quando chi cura ha paura, ha timore degli atti di violenza, non è solo un professionista a essere intimorito, è lo stesso diritto alla salute che ne esce indebolito.

Così il Presidente della FNOMCeO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli.

Sul tema intervengono anche le organizzazioni sindacali. La Cisl propone un piano che prevede formazione per la gestione delle situazioni di conflitto, miglioramento dell’organizzazione del lavoro e rafforzamento delle tutele legali per gli operatori. Tra le richieste, anche il riconoscimento delle aggressioni come infortuni sul lavoro nei casi previsti.

Accanto agli interventi organizzativi, le istituzioni sanitarie e le rappresentanze dei lavoratori indicano la necessità di campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e di un confronto costante con le aziende sanitarie. L’obiettivo è ridurre i rischi e garantire maggiore sicurezza a chi opera ogni giorno nei servizi sanitari.

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