Presentato a Bari “Nove giorni al Cairo” il docufilm su Giulio Regeni

Roma – “Nove giorni al Cairo” è un docufilm su Giulio Regeni di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, con la collaborazione di 42mo Parallelo.

Il 25 gennaio 2016, anniversario della rivoluzione di piazza Tahrir, il ricercatore italiano Giulio Regeni esce dalla sua casa nella capitale egiziana: non farà mai più ritorno.

Sulla sua morte, nonostante gli sforzi della Magistratura italiana e le proteste della società civile, il regime egiziano non ha ancora fornito risposte soddisfacenti.

Il docufilm, scritto da Diana Ligorio, ricostruisce nei dettagli un caso di cui si occuperà tutto il mondo.

Presentato nei giorni scorsi al Bari international film festival come evento speciale, il film racconta in poco meno di un’ora cosa accadde dal 25 gennaio, giorno in cui Regeni fu rapito, al 3 febbraio 2017, giorno in cui venne ritrovato su una strada di periferia del Cairo.

Il docufilm è stato realizzato dal quotidiano Repubblica, sul cui sito è disponibile in versione webserie in 5 puntate.

Gli autori hanno raccolto testimonianze e materiali inediti e li hanno montati in modo sobrio e rispettoso del dolore dei familiari, che compaiono in varie sequenze.

Si tratta di un tentativo di fare luce su una vicenda complessa riportando i fatti senza indugiare sugli aspetti emotivi.

Così la recensione del sito MyMovies: “Il valore del film, scritto da Diana Ligorio e girato da Alain Zika e Alessandro D’Elista, sta anche nel riuscire a rendere un contenuto tanto fondamentale visivamente interessante”.

“Un ottimo equilibrio di forma e sostanza, tutt’altro che scontato, con una telecamera che volutamente indugia sui volti, quelli dei genitori di Giulio, come quelli di figure che finora non si erano espresse sul caso, come il medico legale. La sfida, spiega Bonini, era contaminare il linguaggio delle immagini con la forza documentaria”.

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