Castello di Colloredo di Monte Albano, a 42 anni dal terremoto inizia l’ultimo lotto di lavori

Colloredo di Monte Albano (Ud) – Il 18 febbraio l’assessore Fvg al Territorio, Graziano Pizzimenti, ha presenziato, insieme al presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, alla consegna dei lavori del primo stralcio esecutivo del II lotto del recupero organico del castello di Colloredo di Monte Albano.

Il castello di Colloredo, situato nell’omonimo comune a Nord Ovest di Udine, è uno dei castelli più antichi e sontuosi del Friuli. Le sue origini risalgono al 1300. Fu la famiglia dei Colloredo, discendenti dei visconti di Mels, antichi feudatari del luogo, a dare l’impronta alla dimora. Sua caratteristica è la torre con l’orologio, tanto cara alla memoria dei friulani.

Ippolito Nievo, che ci abitava, vi scrisse “Le confessioni di un italiano”; ci vissero e scrissero il poeta seicentesco Ermes da Colloredo e lo scrittore e giornalista del Novecento Stanislao Nievo.

Il castello fu quasi distrutto dalle scosse del terremoto del 1976. Si verificò il crollo dei due piani superiori ed il crollo parziale della volta sopra l’ingresso. Restavano i muri della parte bassa fino all’altezza di circa 9 metri. Fu subito messo in sicurezza e fu stabilita la completa ricostruzione. I lavori veri e propri iniziarono negli anni Novanta.

La cerimonia di inizio lavori si è svolta ai piedi del mastio del maniero, che si appresta a essere ripristinato completando la ricostruzione dell’opera.

Si tratta di un’ulteriore tappa verso il completo ripristino delle opere danneggiate dal terremoto del 1976 ritenute di maggior rilievo per il pregio architettonico, storico e culturale del territorio e per la rilevanza che rivestono per le comunità locali e per l’intero Friuli Venezia Giulia.

Il 14 giugno 2018 erano già stati eliminati i ponteggi dall’ala Nievo, quella che offre la vista più scenografica per chi arriva nel paese da Sud, salendo il pendio del colle. Ora resta l’ultimo lotto (foto sotto).

“La realizzazione di questo intervento – ha dichiarato Pizzimenti – prevede un costo lordo di 2 milioni di euro e sarà ultimata in 11 mesi, con la Regione determinata a concludere in tempi brevi il ripristino del castello”.

Con questa prospettiva si apre ora una grande sfida, rispetto alla quale Pizzimenti auspica il supporto di tutte le componenti interessate, pubbliche e private: la destinazione d’uso delle parti del maniero che saranno aperte al pubblico.

Il 60% dell’intero complesso sarà infatti destinato agli usi pubblici, il restante 40% sarà riservato alle famiglie che il 6 maggio del 1976 vi risiedevano.

Per raggiungere il livello di ripristino al quale oggi si può già assistere, come ha ricordato l’assessore, è stato necessario procedere a studio, valutazione, ricerca e mediazione al fine di poter eseguire lavori importanti in una struttura particolarmente articolata.

“Si tratta – ha ricordato Pizzimenti, evidenziando di essersi assunto un preciso impegno già a inizio legislatura – di una ricostruzione e di un recupero complesso per le particolari caratteristiche dei manufatti che compongono il maniero e per la dimensione dell’intervento, che ha riguardato 39mila metri cubi di volumi da ripristinare”.

“Un intervento voluto da tutti – ha precisato ancora l’assessore – perché il castello di Colloredo rappresenta un simbolo del completamento di quel lavoro certosino e di quell’opera esemplare di ricostruzione e rinascita della nostra comunità”.

Di seguito le foto dell’archivio storico del FVG, scattate a poche settimane dal terremoto del 1976.

Il castello in una foto degli anni Trenta del Novecento:

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