All’Ungheria 350mila mq di banchina nel porto di Trieste. Ne farà un proprio terminal import-export

Trieste – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha partecipato il 5 luglio presso la Regione Friuli Venezia Giulia alla sottoscrizione di un contratto tra il Governo Ungherese e i due soggetti privati Teseco e Seastock, primo passo per la realizzazione di un terminal multiuso nella zona industriale delle Noghere (Ts).

L’investimento complessivo, che comprende l’acquisto, la messa in sicurezza ambientale dell’area e lo sviluppo del progetto, è stimato in circa 100 milioni di euro.

L’accordo è stato siglato alla presenza del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Interno Matteo Salvini, del Ministro degli Affari Esteri e del Commercio dello Stato Ungherese Péter Szijjártó, del Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino.

Negli ultimi tre anni lo scalo giuliano, grazie alle connessioni ferroviarie merci,  diventato un punto di riferimento essenziale per importanti traffici commerciali da e verso l’Ungheria, raggiungendo quota 14 coppie di treni a settimana tra Trieste e Budapest.

“L’accordo siglato oggi rappresenta il compimento di un lavoro durissimo, iniziato nell’autunno del 2017 e per cui ringrazio sentitamente l’ambasciata italiana a Budapest, guidata dall’ambasciatore Massimo Rustico, la Regione Friuli Venezia Giulia e lo staff dell’Autorità di Sistema. Al contempo, è solo l’inizio di una fase più concreta di sviluppo, un grande risultato per il porto, la Regione e l’intero sistema Italia” spiega il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino.

“Il regime di Porto Franco ha avuto un ruolo essenziale nel convincere l’Ungheria, che è uno dei mercati più dinamici con cui stiamo dialogando. Questo investimento riguarda attività ad altissimo valore aggiunto e apre a una nuova visione del porto di Trieste come area di interesse per gli investimenti di partner europei” conclude il presidente del porto.

L’area interessata dall’accordo, sede in passato dell’impianto di raffinazione petrolifera Aquila, è caratterizzata da una banchina con un pescaggio di 13 metri e sarà destinata in prevalenza al commercio estero ungherese. Comprensivo di un’ampia area logistica di retrobanchina adatta allo stoccaggio e alla manipolazione delle merci, il sito oggetto di compravendita offrirà anche un’occasione di sviluppo per tutti i traffici di interesse per il porto, nelle componenti marittima e logistica.

La zona, collocata a Sud Est del Porto di Trieste, è servita dalla ferrovia e misura circa 320.000 mq, di cui circa 60.000 mq di zona demaniale lungo costa amministrata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

Il protocollo firmato dall’Ungheria è un primo passo verso lo sviluppo di alcune tematiche di interesse strategico per il porto di Trieste, come la soluzione delle questioni relative allo stato di Sito Inquinato di interesse Nazionale (SIN) presso il Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; la possibilità di attivare rapidamente sul sito, o su una porzione di esso, il regime di Porto Franco; il ripristino e l’adeguamento dei raccordi ferroviari pubblici esistenti con la stazione Aquilinia. Il tutto con il coinvolgimento del Comune di Muggia nella pianificazione dello sviluppo futuro dell’area.

Così il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga: “L’accordo sottoscritto con il Governo ungherese per l’area ex Aquila di Trieste, per cui Budapest ha messo in conto 100 milioni di investimenti, andrà a vantaggio dell’economia di tutto il Friuli Venezia Giulia, rafforzando una stagione di collaborazione che troverà la successiva tappa nella visita che farò a Budapest nel prossimo autunno per consolidare i rapporti a vantaggio delle imprese regionali”.

Per Fedriga, il patto siglato il 5 luglio testimonia la vocazione internazionale della regione che rappresenta una vera e propria “piattaforma logistica” per tutto il centro-est Europa. Un’area, questa, che registra un costante e significativo sviluppo economico. “In particolare l’Ungheria, paese che – come ha evidenziato il governatore – ha sempre superato le previsioni annuali di crescita”.

Dopo aver definito questo accordo come uno dei più importanti siglati a livello internazionale dallo stato ungherese in materia di logistica, il ministro ungherese Szijjarto ha illustrato i termini economici della concessione sessantennale, che affiderà per 25 milioni di euro l’area ex Aquila a una società statale magiara di prossima costituzione, la quale investirà nell’intero progetto circa 100 milioni di euro.

(Foto: Roberto Pastrovicchio)
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