Il Consiglio regionale approva la manovra di stabilità. Pareggio a 4 miliardi: 2,7 vanno alla sanità

Trieste – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato dopo la mezzanotte di venerdì 15 dicembre la manovra di stabilità 2018, ultima della Giunta guidata da Debora Serracchiani.

La votazione finale ha visto consiglieri di maggioranza votare a favore e astenersi Mauro Travanut (Mdp) e Pustetto (Misto). Contrari i consiglieri del centrodestra e quelli del Movimento 5 Stelle.

Il bilancio regionale pareggia a 4 miliardi di euro. La posta principale è costituita da sanità e politiche sociali: 2,6 miliardi.

A poche ore dalla conclusione dell’iter della legge di bilancio in Consiglio regionale, era giunta da Roma la notizia dell’emendamento alla manovra di bilancio nazionale, firmato dal viceministro dell’Economia Enrico Morando e approvato, sempre venerdì, dalla Commissione Bilancio della Camera, che conferma per il prossimo biennio lo “sconto” da 120 milioni riconosciuto dallo Stato alla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito dei rapporti finanziari.

L’emendamento crea le basi per il rinnovo del patto Padoan-Serracchiani che verrà stipulato nel 2018, prevedendo anche un riassetto del sistema di trasferimenti e compartecipazioni sul gettito garantito al FVG, oltre alla decisione di basare la riscossione dei tributi locali sul sistema del maturato.

Le conclusioni della presidente Debora Serracchiani

Prima delle votazioni finali ha preso la parola la presidente della Regione Debora Serracchiani per alcune considerazioni di fine legislatura.

«Con questa finanziaria abbiamo portato a compimento parte del lavoro di un’intera legislatura: oggi abbiamo una fotografia diversa di questa regione rispetto al 2013, abbiamo i conti in ordine, abbiamo razionalizzato la spesa e aumentato la capacità di spesa, abbiamo fatto investimenti importanti in settori strategici come le infrastrutture».

«C’è anche stata un’attività complessa – ha aggiunto – su tutte Mediocredito. Abbiamo salvato la banca, altrimenti era a rischio lo stesso bilancio regionale. L’operazione non è conclusa, ma abbiamo dato indicazioni e strumenti per portare positivamente in porto la vicenda».

La presidente Serracchiani ha quindi parlato degli investimenti per lavoro, ricerca, sistema universitario, ha ricordato il grande impegno sul versante della salute e del sociale.

«È stato un lavoro collettivo – ha affermato – che mi porta a ringraziare l’intera Giunta, tutti i consiglieri, anche quelli di opposizione, che talvolta hanno anche condiviso alcune sfide; senza dimenticare dipendenti, funzionari, dirigenti, per un lavoro impegnativo che ha messo alla prova l’intera struttura».

«Anche se manca poco alla fine della legislatura ci sono ancora delle cose da fare, la più importante delle quali sarà l’accordo finanziario con lo Stato. Tuttavia, se di un bilancio si può parlare, si può dire che abbiamo esercitato pienamente la nostra autonomia e la nostra specialità e – ha aggiunto – siccome siamo ambiziosi, abbiamo chiesto di ottenere ancora più autonomia e ancora più specialità».

«Ma la sfida più importante – ha concluso la presidente Serracchiani – saranno le riforme istituzionali, per consentire al nostro di essere un Paese moderno, all’altezza della sua storia, pronto a raggiungere i prossimi impegnativi obiettivi che si è dato».

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