Consiglio regionale, in discussione ddl 65 su carburanti. Ipotesi distributori della Regione trova poco consenso

Trieste – La gestione dei carburanti in Friuli Venezia Giulia torna al centro del dibattito politico con l’avvio del nuovo anno di lavori del Consiglio regionale e con l’esame di modifiche alla legge che disciplina gli sconti alla pompa per i residenti. Giovedì 15 gennaio l’Aula di Trieste discuterà infatti il disegno di legge 65, che interviene sulla legge regionale 14/2010, lo strumento che regola il sistema di contributi per l’acquisto di carburanti.

Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di riflessione sulle politiche regionali in materia di energia e mobilità, nel quale si colloca anche l’ipotesi, emersa nelle ultime settimane, di un progetto regionale per la gestione diretta di alcuni distributori di carburante attraverso la società in house Fvg Energia. Una prospettiva che ha aperto un confronto acceso tra le forze politiche presenti in Consiglio.

Forza Italia ha espresso una posizione articolata, dichiarandosi favorevole agli sconti che riducono il prezzo alla pompa, ma al tempo stesso critica verso un ruolo diretto della Regione nella vendita di carburanti. “Ogni passo che riduce il prezzo alla pompa è un sostegno concreto al potere d’acquisto e alla competitività del territorio e viene accolto con favore”, hanno affermato i consiglieri azzurri Andrea Cabibbo, Roberto Novelli e Michele Lobianco, sottolineando però che “la Regione deve creare le condizioni per la concorrenza, non sostituirsi agli operatori privati”. Secondo FI, l’ipotesi di una rete di distributori ‘bianchi’ gestiti dalla Regione rischia di introdurre distorsioni di mercato e di sovrapporre il ruolo pubblico a quello imprenditoriale, mentre la priorità dovrebbe restare il sostegno a un mercato aperto, alle tecnologie pulite e alle infrastrutture per i carburanti alternativi.

Ancora più critica la posizione delle opposizioni di centrosinistra e autonomiste. Il consigliere regionale del Partito democratico Francesco Martines ha definito l’idea di una Regione che gestisce direttamente distributori di carburante una scelta poco coerente con il ruolo dell’ente pubblico, auspicando invece politiche più ambiziose sulla transizione energetica. “Mi sembra difficile che cinque pompe bianche possano influenzare i prezzi di mercato, sia perché il costo del carburante non lo detta la Regione, sia perché le spese di una tale gestione hanno dei costi”, ha osservato, aggiungendo che sarebbe più utile impiegare Fvg Energia per rafforzare l’autonomia energetica regionale, in particolare valorizzando l’idroelettrico.

Sulla stessa linea il capogruppo del Patto per l’Autonomia–Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, che ha parlato di un’ipotesi “inquietante”, invitando la Regione a investire piuttosto nel trasporto pubblico locale, nella riduzione dei consumi di fonti fossili e nella realizzazione di infrastrutture sostenibili. Secondo Moretuzzo, risorse pubbliche di questa portata dovrebbero essere indirizzate a politiche in grado di ridurre il numero di veicoli su strada e di potenziare il trasporto su rotaia, prendendo esempio da esperienze italiane ed europee di multiutility pubbliche integrate nel settore idrico, ambientale ed energetico.

Il confronto politico si sviluppa dunque mentre il Consiglio regionale si prepara a esaminare le modifiche al sistema degli sconti carburanti, che negli anni ha rappresentato uno strumento di sostegno concreto per cittadini e imprese del Friuli Venezia Giulia. In questo quadro, la possibile estensione del ruolo della Regione alla gestione diretta delle rivendite apre una discussione più ampia sul perimetro dell’intervento pubblico nel mercato dei carburanti e sulle strategie da adottare per accompagnare la transizione energetica, mantenendo equilibrio tra tutela dei consumatori, concorrenza e obiettivi di sostenibilità.

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