Fallisce il gestore di Mercatone Uno. I dipendenti apprendono la chiusura da Facebook

FVG – Shernon Holding, la società che gestiva i punti vendita di Mercatone Uno, gruppo di vendita di mobili e complementi di arredo, è stata dichiarata fallita. Lo rende noto la Filcams-Cgil di Reggio Emilia.

Davanti a numerosi negozi chiusi si sono svolti presidi e sit-in dei lavoratori. I lavoratori di Mercatone Uno sono venuti a conoscenza del fallimento via Facebook nella notte: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia.

I circa 1800 dipendenti del gruppo si sono recati normalmente al lavoro, trovando però chiusi centri commerciali e magazzini, senza alcun preavviso da parte della proprietà.

La Shernon Holding, società milanese detenuta al 100% dalla Star Alliance Limited, con sede a Malta, aveva acquisito i 55 punti vendita meno di un anno fa ma circa un mese fa aveva presentato domanda di ammissione al concordato preventivo. Sono oltre 1.800 i dipendenti in tutta Italia, impiegati anche in Friuli Venezia Giulia.

Per il 30 maggio su Shernon-Mercatone Uno era stato convocato al ministero dello Sviluppo economico un tavolo di crisi.

Così i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in una nota congiunta: ”È urgente e indispensabile l’intervento del Mise per salvaguardare i lavoratori e preservare il futuro delle loro famiglie. Dopo anni di incertezza, Shernon aveva rappresentato il lumino nel quale tutti avevano riposto le loro speranze e la propria capacità di progettare un futuro. Il fallimento sembra aver reso nulli i sacrifici e gettato le maestranze in uno stato di profonda angoscia. Serve – dichiarano i sindacati – un intervento tempestivo e garante”.

“Mi impegnerò personalmente incontrando sindacati, lavoratori, fornitori e proprietà, non si possono lasciare dipendenti a casa senza rispettare gli impegni presi. Anche su questo la nuova Europa che nascerà domani dovrà essere più forte nel difendere il lavoro”, commenta il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Da ministro del Lavoro non posso che essere preoccupato per la notizia della chiusura dei punti vendita Mercatone Uno in tutta Italia a causa del fallimento della Shernon Holding Srl”. Così su Facebook il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, che annuncia di aver anticipato a lunedì 27 il tavolo sulla vertenza al ministero. Tavolo, si legge “che servirà prima di tutto a salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti di Mercatone Uno, ma anche a fare chiarezza sulla responsabilità della proprietà nella loro gestione”.

La deputata Debora Serracchiani (Pd), ex governatrice del Friuli Venezia Giulia così scrive in una nota: “Una vicenda orribile sulla quale vogliamo vederci chiaro ma soprattutto che deve essere presa in mano subito dal Governo, recuperando il tempo perduto in tutti questi mesi, quando arrivavano assicurazioni sull’impegno a fare qualcosa e invece erano solo chiacchiere. Il Pd si è già attivato politicamente e sta preparando atti parlamentari. Inascoltabile Salvini che promette ancora una volta ciò che esula dalle sue competenze, strumentalizzando cinicamente chi rischia di restare senza lavoro”.

“Il punto vendita di Monfalcone è colpito come gli altri da un giorno all’altro e – aggiunge Serracchiani – siamo preoccupatissimi per lavoratori e famiglie. Chiediamo al presidente Fedriga di attivarsi nel suo ruolo istituzionale facendo tutti i passi necessari al Mise. L’ondata di crisi che si sta abbattendo sulle imprese in Fvg deve essere fermata”.

“Ho seguito la vicenda del Mercatone Uno dal 2015. Pochi giorni fa ho sentito il sindaco di Reana del Rojale per capire come mai ci fossero dei movimenti nei pressi del negozio. Purtroppo solo stanotte abbiamo capito quel che succedeva”. È il commento del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Cristian Sergo, alla notizia del fallimento di Shernon S.p.A., proprietaria, fra gli altri, del punto vendita Mercatone Uno friulano.

“Sapere del fallimento che porta ad un futuro ancora più incerto per i lavoratori provoca tanto rammarico e rabbia per come è stata gestita negli anni tutta questa vicenda – aggiunge Sergo -. L’epilogo con la comunicazione ai dipendenti via social la dice lunga. L’unica speranza rimane che i nuovi negozi, che sicuramente apriranno in quei locali, diano la priorità all’assunzione del personale rimasto per strada, a cui da anni viene promessa una riapertura che non ci sarà più”.

(foto: Wikimedia Commons)

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