Il Consiglio regionale approva la legge sulla logistica, regole specifiche per poli sopra i 3 ettari

Trieste – Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato a maggioranza il disegno di legge 71, introducendo una nuova cornice normativa per governare lo sviluppo della logistica, settore in forte crescita ma finora privo di una disciplina urbanistica aggiornata.

Il provvedimento ha ottenuto il sì compatto del Centrodestra (25 voti); le opposizioni si sono divise tra l’astensione di Pd e Patto per l’Autonomia-Civica Fvg (16) e il voto contrario dei 3 consiglieri del Gruppo Misto (M5S, Open Sinistra e AVS).

La norma introduce una distinzione basata sulla superficie operativa degli insediamenti. I poli logistici che superano i tre ettari vengono definiti di interesse strategico regionale e saranno sottoposti a una procedura di co-programmazione tra Comuni e Regione. In questo processo avrà un ruolo il Gruppo tecnico regionale della logistica, chiamato a effettuare una valutazione multidisciplinare dei progetti.

Tra gli elementi richiesti ai proponenti non ci sarà solo il progetto urbanistico, ma anche un business plan che attesti la sostenibilità economico-finanziaria dell’intervento e uno studio sulla capacità residua della rete viaria. La legge stabilisce inoltre criteri generali per la localizzazione dei nuovi insediamenti, privilegiando aree dismesse da rigenerare e zone prossime alle principali infrastrutture di trasporto, con attenzione agli aspetti ambientali, paesaggistici e sanitari.

Nel corso del dibattito in Aula sono state introdotte alcune modifiche. Gli emendamenti del consigliere Antonio Calligaris prevedono, ad esempio, che per gli ampliamenti oltre la soglia dei tre ettari il Gruppo tecnico esprima un parere entro 60 giorni. I Comuni, inoltre, dovranno trasmettere alla Regione la documentazione anche per gli interventi di minori dimensioni, al fine di verificare l’eventuale necessità della co-programmazione.

Un emendamento dell’assessore Cristina Amirante stabilisce che entro 180 giorni la Giunta definirà criteri e indirizzi per individuare le aree idonee agli insediamenti logistici, sentita la Commissione consiliare competente. Accolte anche alcune proposte delle opposizioni, tra cui l’inclusione degli ambiti dei Consorzi di sviluppo economico locale tra i criteri di localizzazione e la considerazione degli incrementi occupazionali nella valutazione dei progetti. Prevista infine una relazione annuale del Gruppo tecnico sull’attuazione della legge.

Nel dibattito finale non sono mancate le critiche. Furio Honsell ha indicato come banco di prova dell’efficacia della norma il possibile ritorno del progetto logistico di Porpetto. Da Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) è arrivato un voto contrario legato, in particolare, alla possibilità di insediamenti in aree agricole vicine a caselli autostradali e impianti di idrogeno, ritenuta una deroga potenzialmente esposta a rischi speculativi.

Anche Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) ha motivato il voto contrario non con una contrarietà al settore, definito strategico, ma con la chiusura della maggioranza rispetto a proposte migliorative. Tra queste, l’introduzione di uno studio di impatto viabilistico obbligatorio e vincolante, criteri ambientali ancorati a standard internazionali con inclusione delle emissioni indirette, un maggiore coinvolgimento dei Comuni limitrofi nella co-programmazione e strumenti di garanzia come fideiussioni per le opere di mitigazione. Pellegrino ha inoltre richiamato la necessità di più trasparenza nei business plan, priorità al recupero delle aree degradate, distanze minime tra poli logistici e un monitoraggio più stringente. Critiche anche alle dinamiche interne alla maggioranza, ritenute indicative di divisioni su un provvedimento giudicato, nel complesso, meno solido sul piano dei controlli e della tutela ambientale.

Per le altre opposizioni, pur riconoscendo alcune aperture, restano perplessità su una legge giudicata in parte generica e non pienamente risolutiva, soprattutto sul fronte della tutela delle aree agricole e della definizione delle priorità localizzative.

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