Il manifesto di Confcommercio per un’Europa più vicina a cittadini e imprese

Bologna – Si è svolto a Bologna nei giorni scorsi, nel salone dei Carracci, un confronto con i candidati al Parlamento Europeo per illustrare il manifesto di Confcommercio per un’Europa più vicina a cittadini e imprese.

 

L’evento è stato promosso dalle cinque associazioni di categorie del Nord Est (Confcommercio di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino, Aldo Adige/Suedtirol, Emilia Romagna).

 

All’incontro erano presenti i candidati della Circoscrizione Nord Est dei partiti Europa Verde, Lega, Fratelli d’Italia, PD, Europa-Italia Comune, M5S, Popolari per l’Italia, Forza Italia, Destre Unite.

 

A spiegare i contenuti del manifesto, redatto dalla Confederazione nazionale, è stato chiamato Alberto Marchiori, con delega alle politiche comunitarie, nonché presidente di Ascom-Confcommercio della provincia di Pordenone.

 

In Europa il 76% delle imprese opera nel terziario di mercato, che esprime un valore aggiunto pari al 59,3% del totale dell’economia. Confcommercio – che di questo settore è una delle organizzazioni più rappresentative – ha dato in quest’occasione precise indicazioni alla politica per rispondere alla crisi dell’Europa e cogliere nuove opportunità.

Questi alcuni punti salienti toccati da Marchiori nella sua relazione: maggiori investimenti nella formazione e nelle infrastrutture sociali, tutto ciò per far crescere la persona, l’occupazione e la competitività delle imprese; più accessibilità e minor adempimenti burocratici alle piccole imprese sui diversi fondi europei per l’innovazione e lo sviluppo.

Inoltre Confcommercio chiede che almeno il 10% dei fondi di coesione sia destinato alle città, per riqualificare le periferie e potenziare i servizi, migliorando altresì l’ambiente in cui operano le imprese; far fronte a un meccanismo europeo di garanzia dei depositi bancari, per permettere alle banche di offrire ulteriore credito alle imprese.

E ancora una revisione della direttiva Bolkestein per salvaguardare gli investimenti delle imprese in concessione, oltre a tutelare la tipicità dell’offerta turistica sulle coste italiane e la difesa dei prodotti non alimentari riconosciuti con il marchio ‘made in Italy’.

Sul futuro digitale dell’Europa, invece, Confcommercio chiede l’approvazione di una web tax per i servizi resi dalle grandi piattaforme, vigilando sulla loro trasparenza nella gestione dei dati e nei rapporti con le piccole imprese.

Infine per quanto riguarda la regolamentazione del settore (Commercio, Turismo e Servizi) il manifesto di Confcommercio dichiara, con evidenza, che spetta agli Stati e alle istituzioni locali, più vicini ai cittadini e alle imprese, equilibrare i principi di concorrenza con la necessità di tutelare le imprese storiche e del territorio, valorizzando il principio di sussidiarietà.

Nella foto l’intervento a Bologna del presidente Alberto Marchiori

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